Raccontare attraverso i muri un viaggio difficile, le esperienze vissute e il desiderio di ricominciare.
È questo il senso di “Il mio racconto sui muri”, il progetto che oggi, mercoledì 30 settembre, alle 16, porterà al Circolo Arci Pianacci di via della Benedicta 14/16, al Cep, la presentazione di un murale realizzato da sei minori stranieri non accompagnati seguiti dal Centro per Minori Stranieri non accompagnati “L’Ancora”.
Il laboratorio è stato realizzato dal Circolo Arci Pianacci nell’ambito del progetto “BIP - Benessere, Inclusione, Partecipazione per l’adolescenza in Liguria”, annualità 2025-2026, finanziato con fondi ministeriali dell’anno 2024. La conclusione del progetto è prevista proprio oggi.
L’idea iniziale era quella di proporre ai ragazzi la realizzazione di un murale dal contenuto libero. Attraverso il confronto e la condivisione delle proprie esperienze, i sei giovani hanno scelto di trasformare l’opera in una traccia del loro viaggio e del percorso intrapreso nel nuovo luogo in cui stanno costruendo la propria vita.
Ne è nato un lavoro collettivo di circa cinque metri per due, costruito a partire dalle storie personali dei partecipanti e dal desiderio di rendere visibile la propria presenza e il proprio percorso in Italia. Il murale diventa così il punto di arrivo di un laboratorio nel quale il racconto personale è stato trasformato in immagini, simboli e rappresentazioni artistiche.
A guidare il processo creativo è stato Andrea D’Agostino del Circolo Arci Pianacci, diplomato all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e con esperienza nei laboratori espressivi rivolti ai minori.
L’obiettivo del percorso, infatti, non era limitarsi a un’attività artistica, ma mettere i ragazzi al centro del processo creativo, partendo dai loro vissuti, dalle esperienze personali e dalle aspirazioni. Attraverso il lavoro degli animatori e uno spazio dedicato al racconto, il gruppo è stato accompagnato tanto nella fase di elaborazione delle idee quanto nella realizzazione concreta dell’opera.
Il laboratorio è stato pensato anche per favorire l’espressione personale e narrativa, rafforzare l’autostima e il senso di appartenenza, promuovere relazioni positive tra pari e sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie capacità. La possibilità di trasformare le proprie esperienze in un’opera destinata a uno spazio pubblico ha inoltre dato ai giovani la possibilità di lasciare un segno riconoscibile nel territorio.













