L’industria nautica da diporto italiana ha chiuso l’anno 2025 registrando un nuovo massimo storico, con un fatturato complessivo che ha raggiunto gli 8,72 miliardi di euro, segnando una crescita dell’1,4% rispetto al 2024. Il dato, presentato durante il Boating Economic Forecast nell'anteprima del 66° Salone Nautico Internazionale di Genova con la pubblicazione del rapporto "La Nautica in Cifre – LOG", conferma la solidità complessiva del settore ma mette in luce un mercato a due velocità, diviso tra le elevate performance dell'alto di gamma e le contrazioni riscontrate nella piccola nautica.
Il Presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti, ha sottolineato come l'industria nazionale si dimostri forte in uno scenario internazionale complesso, evidenziando la leadership dei superyacht e dell'export da un lato e le difficoltà del segmento legato alla classe media dall'altro. Sulla stessa linea Stefano Pagani Isnardi, Direttore dell’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, il quale ha rimarcato la tenuta dell'alto di gamma a fronte del secondo anno di flessione per le imbarcazioni fuoribordo, pneumatiche e a vela.
Occupazione in crescita ed export da primato mondiale

Il comparto genera un contributo al PIL nazionale pari a 7,51 miliardi di euro (3,32 per mille del PIL italiano), registrando un incremento anche sul fronte occupazionale: gli addetti diretti salgono a 32.420 con un aumento del 3%, mentre la filiera estesa arriva a contare circa 170 mila occupati. La produzione nazionale della cantieristica ha toccato i 5,47 miliardi di euro, supportata dalle unità entrobordo (+1,3%).
A fare da traino rimane la spinta delle esportazioni: nel 2025 la quota di export della cantieristica ha raggiunto il 90%, toccando la cifra record di 4,4 miliardi di euro (+2,6% rispetto all'anno precedente) e conquistando una quota del 21,3% sul mercato globale. Nel settore dei superyacht, l'Italia detiene la leadership mondiale assoluta con 568 ordini, corrispondenti al 52% del totale internazionale.
Marco Fortis, Direttore e Vicepresidente della Fondazione Edison, ha evidenziato come l'export di imbarcazioni sia più che quintuplicato dall'inizio del millennio, passando da 0,8 a 4,4 miliardi di euro grazie alla forza dei distretti specializzati. Quasi il 90% del fatturato della cantieristica si concentra infatti in cinque poli territoriali, con l'area dell'Alto Mediterraneo compresa tra Liguria e Toscana che copre oltre la metà dell'intera produzione.
La filiera degli accessori e degli equipaggiamenti

A sostenere la competitività del sistema contribuisce anche la filiera della componentistica. Il comparto degli accessori e degli equipaggiamenti ha chiuso il 2025 con un fatturato complessivo di 2,03 miliardi di euro (+0,4%), con la produzione nazionale attestata a 1,54 miliardi. Di questa produzione, il 47% è stato destinato ai mercati esteri, a conferma del forte inserimento delle imprese italiane nelle catene di fornitura dei cantieri internazionali.






