Si svolgerà a Roma il vertice per tutelare i lavoratori e le lavoratrici di Ericsson, interessati da un licenziamento collettivo che riguarda 131 dipendenti.
Lo ha annunciato questa mattina il ministro del Made in Italy Adolfo Urso a margine della cerimonia di inaugurazione del Salone Nautico.
Stamani la protesta si è spostata davanti all’ingresso del Waterfront, nel giorno dell’inaugurazione ufficiale del sessantaseiesimo Salone Nautico di Genova. Una manifestazione che non è passata inosservata, evidenziata anche dalla sindaca Silvia Salis nel corso del suo intervento alla cerimonia di apertura del Salone.
Rispondendo alle domande dei cronisti a margine della cerimonia, intervenuta insieme al ministro del Made in Italy Adolfo Urso, Salis ha ribadito il punto di vista della Giunta.
“Non si poteva ignorare il fatto che qui fuori ci sono lavoratrici e lavoratori di Ericsson. Non possiamo permettere che le multinazionali vengano qui, acquisiscano le nostre realtà di elevato livello, poi le svuotino prendendo quello che gli serve e lasciando le persone a casa”.
La prima cittadina ha criticato il rischio che realtà industriali d'eccellenza legate al territorio vengano progressivamente ridotte nelle loro attività operative a discapito dell'occupazione locale.
A stretto giro è arrivato l'intervento del ministro Urso, che ha stigmatizzato l'iniziale esclusione degli enti locali dalle trattative territoriali, definendola uno sgarbo istituzionale senza precedenti: "Mi sono mosso subito, appena ho letto un'agenzia in cui si diceva che i rappresentanti dell'istituzione locale che compete questa crisi, per le sue dimensioni, comune e regioni, erano stati esclusi, con uno sgarbo istituzionale che credo non abbia precedenti. Dal tavolo che era in corso in prefettura tra aziende e sindacati ho subito predisposto la convocazione di un tavolo nazionale che si svolgerà con tutti gli attori, con l'azienda, un'azienda di grande livello europeo e internazionale, con i sindacati e con gli attori regionali e comunali per lunedì, tra pochi giorni, al nostro Dicastero per affrontare insieme questa crisi, o meglio, questa decisione dell'azienda non concordata con nessuno, nell'auspicio che si possa trovare una soluzione che tuteli tutti, come spesso riusciamo a fare nel nostro Dicastero. Innanzitutto quella della persuasione. E noi abbiamo delle leve che finalmente tutti ci riconoscono”.
Il ministro Urso ha quindi rimarcato la necessità che le multinazionali garantiscano il massimo rispetto al Paese e alle tutele occupazionali: “Quello di far capire alle imprese, anche alla grande multinazionale che ci vuole rispetto per l'Italia e per il lavoro dell'autorità. Infatti tutti i casi di crisi che sono giunti in questi anni al Dicastero sono sempre conclusi con la salvaguardia di tutti gli stabilimenti perché dobbiamo mantenere le aree produttive e le aree industriali anche quando c'è una riconversione verso altri settori e con la tutela di tutti i lavoratori. È quello che chiederemo anche a Ericsson in questa avvertenza che riguarda il numero limitato di lavoratori, ma sicuramente importante e significativo per la città e soprattutto per i nostri lavoratori, rispetto al lavoro”.
Infine, richiamando altri dossier industriali aperti sul territorio genovese come quello di Electrolux, il ministro ha ribadito l'impegno a garantire la continuità produttiva e occupazionale degli impianti.






