Attualità - 02 ottobre 2026, 14:45

Ingegneria dei materiali, dall'Università di Genova il composito bioispirato che rivoluziona resistenza e riciclabilità

Studio del Dipartimento DIME coordinato dalla professoressa Flavia Libonati e pubblicato su Advanced Functional Materials. L'architettura mutuata dalle strutture ossee raddoppia la capacità di assorbimento dell'energia e permette il riuso diretto delle fibre

Ingegneria dei materiali, dall'Università di Genova il composito bioispirato che rivoluziona resistenza e riciclabilità

Una nuova frontiera nell'ambito dei materiali avanzati arriva dai laboratori dell'Università di Genova. I ricercatori del Dipartimento di ingegneria meccanica, energetica, gestionale e dei trasporti (DIME) hanno messo a punto un innovativo materiale composito che trae ispirazione dalla microstruttura dell'architettura ossea, ottenendo prestazioni superiori in termini di resistenza e sostenibilità ambientale. La ricerca, coordinata da Flavia Libonati, è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Advanced Functional Materials.

I test condotti nel laboratorio dell'ateneo ligure dimostrano come il nuovo sistema sia in grado di assorbire fino al 95% in più di energia prima di giungere a rottura rispetto a un laminato convenzionale di pari tipologia. L'adozione dei principi della biomimetica ha permesso di ottimizzare la risposta strutturale, limitando la propagazione dei danni interni e aumentando la tenuta meccanica complessiva del componente.

Un approccio circolare per la gestione del fine vita dei materiali

Oltre all'incremento delle prestazioni meccaniche, lo studio affronta la criticità del fine vita dei compositi fibrorinforzati, storicamente complessi da smaltire o recuperare. Grazie alla tecnologia sviluppata dal team dell'Ateneo genovese, le unità di rinforzo separate al termine del ciclo di utilizzo mantengono inalterate la geometria, l'allineamento e le proprietà meccaniche originarie, risultando pronte per un reimpiego diretto nella produzione di nuovi manufatti.

Il progetto segna un cambio di paradigma fondamentale, transitando dal tradizionale concetto di riciclo della materia prima a una vera e propria progettazione circolare dei componenti. Questo approccio consente di preservare il valore aggiunto e la funzione strutturale degli elementi anche in una seconda vita operativa, aprendo nuove prospettive per l'industria manifatturiera, aerospaziale e automobilistica.

Redazione

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