Promuovere la tutela dei cittadini più fragili attraverso una presenza istituzionale dedicata e indipendente. È questa la proposta avanzata al Comune di Genova dal M.E.D.A. (Movimento Europeo Diversamente Abili), realtà sociale attiva a livello nazionale da oltre vent'anni e legata all'eredità spirituale dell'azione di Monsignor Antonio Riboldi.
L'associazione sollecita l'istituzione della figura del Garante comunale dei diritti delle persone con disabilità, con il compito di monitorare il rispetto dei diritti fondamentali, vigilare sui temi dell'accessibilità e promuovere l'abbattimento delle barriere architettoniche e culturali presenti sul territorio urbano.
Secondo la dirigenza del movimento, il ruolo dovrà essere ricoperto da una figura autonoma e slegata da dinamiche di appartenenza politica o di partito.
«Non siamo qui per fare bandiera o speculazione politica, ma per dare risposte concrete alla comunità — affermano i segretari comunali del M.E.D.A. di Genova, Elisa Napolitano e Cinzia Tutti —. Chiediamo l'istituzione del Garante e proponiamo che la scelta ricada su una figura rigorosamente super partes, trasparente e al di fuori delle dinamiche di partito. Nessun politico di professione, serve una persona di comprovata competenza, umanità e indipendenza. Ci mettiamo fin da ora a completa disposizione dell'amministrazione e della città per assumerci direttamente questa responsabilità».
L'ipotesi di candidatura è sostenuta dai vertici nazionali del movimento: il segretario nazionale Massimo Nigro, sentito il parere del dirigente nazionale Duccio Curione, ha espresso parere favorevole nel proporre le stesse Elisa Napolitano e Cinzia Tutti per la copertura del ruolo nel capoluogo ligure, richiedendo al contempo che l'istanza venga inserita all'ordine del giorno e discussa durante una delle prossime sedute del Consiglio Comunale.
La mobilitazione civica e la raccolta firme
L'iniziativa segna l'avvio di una campagna di sensibilizzazione civica a livello cittadino. Nelle prossime settimane il M.E.D.A. intende promuovere un tavolo di confronto aperto con le associazioni del terzo settore locali e avviare una raccolta firme tra i residenti per depositare ufficialmente a Palazzo Tursi la proposta formale di deliberazione.






