Un nuovo modello per programmare, realizzare e valutare i servizi sociali, coinvolgendo direttamente il Terzo settore, gli operatori e i cittadini. La Giunta comunale ha approvato, su proposta dell'assessora al Welfare Cristina Lodi, un provvedimento che introduce un sistema strutturato di amministrazione condivisa delle politiche sociali cittadine, con l'obiettivo di individuare le priorità a partire dai bisogni del territorio e verificare nel tempo l'efficacia degli interventi.
Il progetto punta a superare una gestione basata prevalentemente sulla risposta alle emergenze, introducendo un metodo di lavoro permanente che affianchi alle competenze dell'amministrazione comunale quelle delle realtà associative, degli operatori dei servizi e delle persone che ne usufruiscono.
"Facciamo un passo decisivo verso un welfare che non si limita a rispondere alle emergenze quando si presentano, ma che costruisce gli strumenti per leggere i bisogni e anticipare i cambiamenti - spiega l'assessora Cristina Lodi -. Amministrazione condivisa significa riconoscere che le politiche sociali sono più efficaci quando uniscono le competenze dell'istituzione con quelle del Terzo settore, degli operatori sul campo e dei cittadini che usufruiscono dei servizi. Non si tratta di un momento di consultazione occasionale, ma di un modello aperto, responsabile e misurabile in cui la partecipazione diventa parte integrante del modo di amministrare".
Il nuovo sistema si articola in tre fasi: co-programmazione, co-progettazione e co-valutazione. La prima prevede che Comune e Terzo settore individuino insieme le necessità del territorio, stabilendo le priorità di intervento, gli obiettivi strategici e le risorse disponibili. La seconda riguarda invece la progettazione e la realizzazione concreta dei servizi, attraverso la collaborazione tra amministrazione e soggetti coinvolti.
La terza fase introduce un sistema di valutazione partecipata, nel quale saranno chiamati a esprimersi anche gli utenti, le famiglie e i caregiver. Il loro contributo servirà a misurare l'effettiva capacità dei servizi di rispondere alle esigenze della popolazione, individuando eventuali criticità e consentendo di modificare gli interventi sulla base dei risultati ottenuti.
Un ruolo centrale sarà affidato anche ai dipendenti comunali impegnati quotidianamente nell'assistenza sociale. Il provvedimento prevede infatti un percorso di partecipazione interna che interesserà le équipe territoriali e centrali del Comune, chiamate ad analizzare i dati raccolti durante la conferenza programmatica dei servizi sociali e a individuare le necessità delle persone che accedono alle strutture.
Le osservazioni e le esperienze degli operatori saranno raccolte attraverso specifici strumenti di lavoro, tra cui schede e griglie di sintesi, per trasformare le informazioni provenienti dai servizi in elementi utili alla pianificazione delle politiche cittadine.
A coordinare il nuovo modello sarà una struttura organizzativa articolata su tre livelli. Il Comitato di Indirizzo per l'amministrazione condivisa avrà il compito di garantire il collegamento tra la componente politica, gli uffici comunali e il Terzo settore. La cabina di regia tecnica si occuperà delle decisioni strategiche, della validazione dei percorsi e della valutazione dei risultati, mentre un gruppo operativo di supporto seguirà gli aspetti tecnici e metodologici, coordinando gli esperti e predisponendo gli strumenti necessari.
L'obiettivo dell'amministrazione è rendere stabile un percorso di collaborazione già avviato nell'ultimo anno, inserendolo nei meccanismi ordinari di programmazione del welfare cittadino. Un sistema che punta a rendere le scelte sui servizi sociali maggiormente aderenti alle esigenze dei quartieri e delle persone, attraverso un confronto continuativo tra istituzioni, operatori e realtà del territorio.






