Cronaca - 09 ottobre 2026, 17:30

Finti incidenti e truffe alle assicurazioni, lo youtuber ammette alcuni episodi ma nega l'organizzazione

Ilija Kosanke, conosciuto sui social come William "Solo", ha respinto parte delle accuse davanti al giudice. Scagionati nella sua versione anche i due avvocati indagati. Lunedì il ricorso contro il sequestro dei beni

Finti incidenti e truffe alle assicurazioni, lo youtuber ammette alcuni episodi ma nega l'organizzazione

Ha riconosciuto di aver simulato alcuni incidenti stradali, ma ha respinto l'ipotesi di essere a capo di un'organizzazione strutturata per truffare le compagnie assicurative. Ilija Kosanke, 54 anni, conosciuto su YouTube come William "Solo", ha fornito la propria versione dei fatti davanti al giudice Giorgio Morando, nell'ambito dell'inchiesta sui falsi sinistri che vede contestati complessivamente 15 episodi.

Assistito dall'avvocato Rinaldo Romanelli, il 54enne si è presentato all'interrogatorio preventivo depositando una memoria difensiva e rilasciando dichiarazioni spontanee. Una memoria è stata presentata anche dalla compagna. Kosanke ha ammesso il proprio coinvolgimento in una parte degli incidenti contestati, negando però che tutti e 15 siano riconducibili alla sua responsabilità.

Al centro della ricostruzione difensiva anche il ruolo degli altri indagati. Lo youtuber ha contestato in particolare l'ipotesi degli investigatori secondo cui Marco Rossi, suo amico, avrebbe ricoperto il ruolo di principale collaboratore nell'organizzazione. Per entrambi la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Rossi risulta coinvolto in due dei presunti falsi incidenti ed è accusato anche di falsa testimonianza.

Secondo la versione fornita da Kosanke, non sarebbe esistita una struttura criminale stabile, ma singole persone che, in diverse occasioni, avrebbero accettato di partecipare alla simulazione dei sinistri.

Il 54enne ha inoltre escluso il coinvolgimento consapevole dei due avvocati civilisti finiti nell'inchiesta, sostenendo che i professionisti si limitassero a ricevere le pratiche senza conoscere la reale natura degli incidenti.

Un altro punto affrontato durante l'interrogatorio riguarda il patrimonio immobiliare della coppia, finito sotto la lente degli investigatori. Kosanke ha contestato la tesi secondo cui gli immobili sarebbero stati acquistati utilizzando i proventi delle presunte frodi assicurative. A suo dire, gli appartamenti erano già di proprietà prima degli episodi contestati e costituivano una fonte di reddito attraverso gli affitti.

Tra le attività indicate dalla difesa figura anche un bed and breakfast situato davanti al Porto Antico, che, secondo Kosanke, garantirebbe entrate particolarmente elevate grazie alla posizione.

Nell'ambito dell'inchiesta sono stati sequestrati conti correnti e immobili, ritenuti dagli inquirenti riconducibili ai guadagni delle presunte truffe. Il conto bancario collegato all'attività ricettiva è stato tuttavia successivamente dissequestrato.

La vicenda giudiziaria proseguirà lunedì 12 ottobre, quando l'avvocato Romanelli discuterà davanti al Tribunale del Riesame il ricorso presentato contro il sequestro patrimoniale.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU