Cronaca - 10 ottobre 2026, 09:36

Chiavari, detenuto dà fuoco alla cella: quattro agenti della Penitenziaria intossicati

L’allarme della Uil Fp dopo il grave episodio nella casa di reclusione: secondo il sindacato, a provocare l’incendio sarebbe stato un detenuto ammesso al lavoro all’esterno. Il segretario Fabio Pagani chiede interventi per garantire la sicurezza del personale

Chiavari, detenuto dà fuoco alla cella: quattro agenti della Penitenziaria intossicati

Un incendio appiccato all’interno di una cella e quattro agenti della polizia penitenziaria rimasti intossicati. È quanto sarebbe accaduto nella casa di reclusione di Chiavari, secondo quanto denunciato dalla Uil Fp, che richiama l’attenzione sulle condizioni di sicurezza all’interno degli istituti penitenziari.

Stando alle informazioni diffuse dal sindacato, a provocare il rogo sarebbe stato un detenuto ammesso al lavoro all’esterno, che avrebbe dato fuoco alla propria cella. Provvidenziale l'intervento degli agenti che sono riusciti a spegnere le fiamme e a mettere in sicurezza gli altri detenuti salvando, al contempo, l'uomo che aveva appiccato il rogo.

Le fiamme e il fumo avrebbero causato l’intossicazione di quattro appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria.

L’episodio ha riacceso le preoccupazioni per i rischi affrontati quotidianamente dagli agenti durante il servizio. "L'episodio - si legge nella nota - riporta l'attenzione sulle condizioni di sicurezza all'interno degli istituti penitenziari e sui rischi che quotidianamente affrontano le donne e gli uomini del Corpo".

Il segretario della Uil Fp, Fabio Pagani, sottolinea "la necessità di fare piena luce sull'accaduto e di adottare tutte le misure necessarie per impedire il ripetersi di simili situazioni. Non possiamo continuare ad assistere a episodi che mettono a repentaglio l'incolumità degli operatori penitenziari. Gli agenti sono chiamati quotidianamente a intervenire in situazioni di estremo pericolo, spesso con risorse e condizioni operative che richiedono maggiore attenzione da parte dell'amministrazione".

La Uil Fp Polizia penitenziaria ha espresso solidarietà ai quattro agenti coinvolti, augurando loro una pronta guarigione. Il sindacato ha inoltre rivolto un riconoscimento al personale della casa di reclusione di Chiavari, intervenuto anche fuori dal servizio.

"La Uil Fp polizia penitenziaria esprime solidarietà ai quattro agenti coinvolti, si complimenta con il personale di Chiavari, intervenuto anche fuori dal servizio, augurando loro una pronta guarigione, e ribadisce la necessità di interventi tempestivi per garantire la sicurezza di tutto il personale in servizio presso la Casa di reclusione di Chiavari", conclude la nota.

 LA NOTA DEL SAPPE

"Quello che è accaduto a Chiavari dimostra, ancora una volta, quanto sia delicato e rischioso il lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria", dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE). "Gli agenti sono entrati in una cella invasa da fumo e fuoco, hanno messo in salvo gli altri detenuti e, nonostante la resistenza opposta dall’uomo che aveva provocato l’incendio, sono riusciti a salvarlo. Quattro poliziotti hanno avuto bisogno di cure mediche: è un dato che rende ancora più evidente il prezzo che il personale può essere chiamato a pagare nell’adempimento del proprio dovere». Capece sottolinea quindi la necessità di riconoscere concretamente il valore dell’azione svolta: «Il SAPPE chiede all’Amministrazione penitenziaria di avviare con urgenza le procedure per un adeguato riconoscimento premiale nei confronti di tutti i poliziotti intervenuti. Non si tratta di un atto formale, ma di un doveroso riconoscimento per chi ha dimostrato coraggio, senso del dovere e professionalità, salvando una vita umana. Lo Stato deve saper valorizzare chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza degli istituti penitenziari e l’incolumità delle persone affidate alla sua custodia".

Sulla vicenda interviene anche Vincenzo Tristaino, segretario del SAPPE per la Liguria, che richiama l’attenzione sulle difficili condizioni in cui opera il personale di Polizia penitenziario: "Episodi come quello di Chiavari dimostrano che la Polizia Penitenziaria è chiamata a fronteggiare emergenze improvvise, spesso in ambienti complessi e con margini di intervento estremamente ridotti. I poliziotti hanno agito con tempestività e determinazione, evitando che l’incendio provocasse conseguenze ancora più gravi. A loro va il nostro plauso, insieme all’augurio di una pronta guarigione ai colleghi rimasti intossicati". "Non possiamo limitarci a ringraziare il personale dopo ogni emergenza", prosegue Tristaino. «Occorrono interventi strutturali, adeguate dotazioni di sicurezza, organici sufficienti e una concreta attenzione alla salute e all’incolumità degli operatori. La professionalità degli agenti è fondamentale, ma non può diventare un alibi per rinviare le misure necessarie a prevenire i rischi e a garantire condizioni di lavoro più sicure".

Il SAPPE chiede pertanto che l’Amministrazione penitenziaria valorizzi formalmente l’intervento dei poliziotti di Chiavari e adotti tutte le misure necessarie per rafforzare la prevenzione e la gestione delle emergenze negli istituti penitenziari. "Salvare una vita, proteggere gli altri detenuti e contenere un incendio mettendo a repentaglio la propria sicurezza - conclude Capece - è una testimonianza concreta dei valori della Polizia Penitenziaria. A questi uomini va riconosciuto non soltanto il plauso, ma anche un segnale tangibile da parte dell’Amministrazione".

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