Attualità - 12 ottobre 2026, 11:58

Ex Ilva, Palombo: "Dormiremo qui, aspettiamo una soluzione. Siamo lavoratori, non delinquenti"

Davanti alla prefettura montate le tende per il presidio a oltranza. Contestate le limitazioni all’accesso: "Per ora decliniamo un eventuale invito a salire"

AGGIORNAMENTO ORE 19,30 - Andrà avanti a oltranza la mobilitazione dei dipendenti dell'ex Ilva che questa mattina hanno raggiunto la Prefettura dopo essere partiti in corteo dalla sede genovese dello stabilimento.

Una manifestazione che non ha coinvolto solo il capoluogo ligure; manifestazioni e scioperi si sono svolti in tutti gli stabilimenti del Paese. Una mobilitazione definita "straordinaria" da Ferdinando Uliano, segretario generale Fim-Cisl, Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, e Davide Sperti, segretario generale Uilm-Uil, firmatari di una nota congiunta.

Nella nota si legge ancora: "Il ministero dell’Interno ha convocato le organizzazioni sindacali, le prefetture interessate, in una call conference con i commissari straordinari" in cui "abbiamo ribadito le ragioni degli scioperi: insieme ai lavoratori chiediamo lavoro, non cassa integrazione. Abbiamo espresso forte preoccupazione per la situazione attuale e per il futuro degli stabilimenti dell’ex Ilva". 

"In particolare - continuano - a seguito delle recenti comunicazioni sulla sospensione delle attività produttive, abbiamo ribadito la richiesta di acquistare bramme e coils per far ripartire tutte le lavorazioni a freddo a Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi e in tutti gli altri stabilimenti. Chiediamo che il governo garantisca ai commissari tutti gli strumenti affinché le attività non sottoposte a fermo giudiziario in tutti gli stabilimenti tutelino il lavoro, a partire da quelle a freddo fino a quelle manutentive per garantire la sicurezza dei lavoratori e degli impianti. Il compito svolto dai commissari, in assenza di un piano finanziario adeguato, è insufficiente e incerto e non può da solo garantire la continuità degli impianti di verticalizzazione".

Pertanto, per i sindacati, "è indispensabile riportare la responsabilità delle decisioni a Palazzo Chigi. Il Governo non può scaricare sulla magistratura o su altri soggetti responsabilità che sono politiche". Le sigle chiedono quindi un nuovo confronto su un progetto ambientale, industriale e occupazionale "che preveda Dri e forni elettrici con la presenza di una cordata a maggioranza pubblica e di un piano sociale congiunto sulla base delle proposte evidenziate in quella sede. La mobilitazione e lo stato di agitazione continueranno e decideremo con i territori le ulteriori iniziative finché non sarà trovata una soluzione. Per tutti questi motivi è indispensabile una convocazione urgente del tavolo a Palazzo Chigi”.

"Lo sciopero straordinario dei lavoratori dell'ex Ilva ancora in corso è un segnale preciso che, anche a Genova, ha voluto lasciare il segno per continuare a chiedere lavoro e non cassa integrazione".

Lo dichiarano Giuseppe Gulli, segretario regionale Uil Liguria con delega all'Area Metropolitana Genovese, e Fabio Carbonaro, funzionario Uilm Genova.

"Persiste la preoccupazione per la sospensione delle attività produttive annunciata, ma come ribadito a livello nazionale da Fim, Fiom e Uilm occorre l'acquisto di bramme e coils per far ripartire il freddo a Taranto, Genova, Novi Ligure, Racconigi e altri siti. Il Governo deve fornire subito strumenti per tutelare lavoro e sicurezza degli impianti. La responsabilità politica va riportata a Palazzo Chigi: serve un confronto urgente su un piano straordinario ambientale, industriale e occupazionale con Dri, forni elettrici, cordata a maggioranza pubblica e piano sociale. La mobilitazione e lo stato di agitazione continuano insieme agli enti locali che vogliamo ringraziare per la vicinanza".
 

"Siamo lavoratori, paghiamo le tasse, contribuiamo e non facciamo danni. Non siamo delinquenti: ci sentiamo offesi da questo trattamento". Armando Palombo, Rsu Fiom Cgil di Genova, contesta lo schieramento delle forze dell’ordine davanti alla prefettura, raggiunta dal corteo dei lavoratori dell’ex Ilva partito questa mattina da Cornigliano, nell’ambito dello sciopero di 24 ore.

Al centro delle critiche ci sono le limitazioni all’accesso alla piazza, dove i manifestanti intendevano attendere l’esito del confronto tra la delegazione e il prefetto. "Mi aspettavo un presidio, ma non una piazza così blindata. Potevo capire un mezzo a protezione della porta, ma non poter entrare in piazza è veramente troppo", ha dichiarato Palombo.

La richiesta, ha spiegato, era poter ascoltare dalla delegazione il risultato dell’incontro, come avvenuto in passato. La gestione degli accessi ha invece suscitato irritazione tra i lavoratori. "La gente voleva entrare, come sempre, per sentire che cosa avesse prodotto l’incontro con il prefetto. Non ci aspettavamo di trovarci in questa situazione".

Palombo ha quindi precisato che, nelle condizioni attuali, un eventuale invito del prefetto a salire verrebbe per il momento declinato. "Ci sentiamo veramente offesi, quindi aspettiamo. Per adesso decliniamo. Non salgo come un delinquente e non rappresento delinquenti".

Intanto davanti alla prefettura sono state montate le tende, con l’intenzione di proseguire il presidio a oltranza. "Dormiremo qua. Restiamo finché non arriva un segnale, una soluzione, finché non si risolve il problema", ha ribadito Palombo.

La richiesta resta quella di fermare il piano che prevede la chiusura degli stabilimenti e garantire l’arrivo dei rotoli d’acciaio necessari alla produzione. "Chiediamo soltanto che venga disinnescato quel piano e che arrivino rotoli a Genova e negli stabilimenti del Nord per alimentare gli impianti che, lo ripetiamo, non sono soggetti a provvedimenti giudiziari. Non si capisce il motivo per cui debbano rimanere fermi".

Quanto alla possibile presenza del ministro domani, Palombo ha mantenuto l’attenzione sul presidio in corso: "Vedremo se verrà, ed è giusto che venga. Ora pensiamo a oggi, poi vedremo giorno per giorno. L’importante è che il Governo batta un colpo e risolva questo problema".

I LAVORATORI LANCIANO IL BARBECUE PROLETARIO DAVANTI ALLA PREFETTURA

"Barbecue proletario e musica questa sera a partire dalle ore 20 davanti alla prefettura di Genova. I lavoratori siderurgici di Acciaierie d'Italia invitano tutta la città al barbecue proletario in solidarietà con la lotta per salvare l'ex Ilva". Lo annuncia la Fiom Cgil, che da questa mattina manifesta contro l'annuncio della chiusura dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano. I lavoratori hanno montato le tende davanti al palazzo del governo, dove domani è attesa la visita del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, in città per incontrare le istituzioni sul tema sicurezza. "Vogliamo la continuità produttiva e il lavoro - ha dichiarato Armando Palombo delegato Fiom Acciaierie d'Italia Genova - Da qui non ci muoviamo sinché non arrivano risposte positive: se domani arriva a Genova il Ministro Piantedosi lo diremo anche a lui". Il barbecue, offerto alla città, è realizzato in collaborazione con Music for Peace che penserà alla musica, e con il supporto della Compagnia Unica Paride Batini.

Federico Antonopulo - Chiara Orsetti - Isabella Rizzitano