"Siamo lavoratori, paghiamo le tasse, contribuiamo e non facciamo danni. Non siamo delinquenti: ci sentiamo offesi da questo trattamento". Armando Palombo, Rsu Fiom Cgil di Genova, contesta lo schieramento delle forze dell’ordine davanti alla prefettura, raggiunta dal corteo dei lavoratori dell’ex Ilva partito questa mattina da Cornigliano, nell’ambito dello sciopero di 24 ore.
Al centro delle critiche ci sono le limitazioni all’accesso alla piazza, dove i manifestanti intendevano attendere l’esito del confronto tra la delegazione e il prefetto. "Mi aspettavo un presidio, ma non una piazza così blindata. Potevo capire un mezzo a protezione della porta, ma non poter entrare in piazza è veramente troppo", ha dichiarato Palombo.
La richiesta, ha spiegato, era poter ascoltare dalla delegazione il risultato dell’incontro, come avvenuto in passato. La gestione degli accessi ha invece suscitato irritazione tra i lavoratori. "La gente voleva entrare, come sempre, per sentire che cosa avesse prodotto l’incontro con il prefetto. Non ci aspettavamo di trovarci in questa situazione".
Palombo ha quindi precisato che, nelle condizioni attuali, un eventuale invito del prefetto a salire verrebbe per il momento declinato. "Ci sentiamo veramente offesi, quindi aspettiamo. Per adesso decliniamo. Non salgo come un delinquente e non rappresento delinquenti".
Intanto davanti alla prefettura sono state montate le tende, con l’intenzione di proseguire il presidio a oltranza. "Dormiremo qua. Restiamo finché non arriva un segnale, una soluzione, finché non si risolve il problema", ha ribadito Palombo.
La richiesta resta quella di fermare il piano che prevede la chiusura degli stabilimenti e garantire l’arrivo dei rotoli d’acciaio necessari alla produzione. "Chiediamo soltanto che venga disinnescato quel piano e che arrivino rotoli a Genova e negli stabilimenti del Nord per alimentare gli impianti che, lo ripetiamo, non sono soggetti a provvedimenti giudiziari. Non si capisce il motivo per cui debbano rimanere fermi".
Quanto alla possibile presenza del ministro domani, Palombo ha mantenuto l’attenzione sul presidio in corso: "Vedremo se verrà, ed è giusto che venga. Ora pensiamo a oggi, poi vedremo giorno per giorno. L’importante è che il Governo batta un colpo e risolva questo problema".














