Proseguono i lavori per la realizzazione della nuova diga foranea del porto di Genova. Con la posa di un ulteriore cassone prefabbricato, la barriera in mare ha raggiunto un'estensione complessiva di 1.670 metri. Si tratta della seconda operazione di questo tipo completata nell'arco di appena otto giorni dal Consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild, impegnato nella costruzione dell'infrastruttura per conto dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.
Un nuovo passo avanti per uno dei principali cantieri infrastrutturali del territorio genovese, dove le operazioni di posa dei cassoni procedono parallelamente alle attività di preparazione dei fondali e alla produzione degli elementi necessari per il completamento della barriera.
Nel cantiere di Vado Ligure continua infatti la prefabbricazione delle grandi strutture in calcestruzzo armato che, una volta ultimate, vengono trasportate via mare fino al punto previsto per la loro collocazione definitiva. Per la realizzazione dei cassoni viene utilizzata una particolare miscela di calcestruzzo, studiata per garantire resistenza e durabilità in un ambiente caratterizzato dall'esposizione continua all'acqua marina, alla salsedine e all'azione del vento.
Le lavorazioni si sviluppano contemporaneamente su più fronti. Alla produzione dei manufatti a terra si affiancano gli interventi offshore, dalla preparazione dei fondali al posizionamento dei cassoni, fino alle successive operazioni di riempimento. Una sequenza di attività che richiede il coordinamento delle diverse squadre operative e un'elevata precisione nelle fasi di esecuzione.
La nuova diga foranea viene realizzata su fondali che raggiungono i 50 metri di profondità, una caratteristica che rende particolarmente complessa la costruzione dell'infrastruttura dal punto di vista ingegneristico.
L'obiettivo dell'intervento è adeguare l'accessibilità del porto di Genova alle esigenze del traffico marittimo internazionale. Una volta completata, la nuova barriera consentirà infatti l'ingresso e le manovre delle navi portacontainer di ultima generazione, caratterizzate da dimensioni sempre maggiori.
L'opera punta così ad aumentare la capacità operativa e la competitività dello scalo genovese, rafforzandone il ruolo nei collegamenti commerciali e logistici tra il Mediterraneo, il sistema portuale italiano e i mercati dell'Europa continentale.






