Buone Azioni - 13 ottobre 2026, 08:00

Buone Azioni - I primi vent'anni del Circolo Zenzero a San Fruttuoso

La vicepresidente Rosa Maria Martinero racconta la storia del circolo di via Torti, le difficoltà nel sostenere le spese e il lavoro per costruire progetti comuni: "Sappiamo che possiamo chiedere aiuto e che gli altri possono chiederlo a noi"

Ogni martedì uno spazio per raccontare l’impegno, le storie e i volti di chi, ogni giorno, si mette al servizio degli altri: con la nuova rubrica 'Buone Azioni', vogliamo dare voce alle associazioni, alle cooperative sociali, ai gruppi di volontari e a tutti coloro che costruiscono solidarietà sul territorio, spesso lontano dai riflettori ma con un impatto concreto nella vita delle persone. La rubrica sarà un viaggio settimanale nel cuore del Terzo Settore, per conoscere chi fa la differenza e capire come ciascuno può contribuire, anche con un piccolo gesto.

Vent'anni di attività a San Fruttuoso, circa 400 soci e una rete di una ventina di associazioni con cui condividere spazi, competenze e iniziative. Lo Zenzero, circolo Arci e associazione di promozione sociale con sede in via Torti 35, ha spento le sue prime venti candeline, portando avanti lo spirito con cui è stato aperto: essere un luogo di cultura e partecipazione, facendosi conoscere meglio anche da chi vive nel quartiere.

"Il circolo Zenzero nasce vent'anni fa dall'unione di due circoli già esistenti a Genova: il Bagdad Café, che aveva sede in circonvallazione a monte, e Città Futura, che era in corso Torino. Entrambi avevano difficoltà a mantenere la propria sede e hanno deciso di cercarne una comune, trovandola a San Fruttuoso, nell'ex dopolavoro ferroviario di via Torti 35. Da allora siamo rimasti lì" racconta la vicepresidente Rosa Maria Martinero, che proviene da una delle due realtà fondatrici. 

Dietro la scelta di condividere una sede c'è anche la possibilità di far incontrare sensibilità differenti. "Erano due circoli con origini e spiriti diversi, che però hanno trovato una convergenza sul tema di un modo migliore di vivere: la pace, l'ambiente, i diritti, una sanità che tuteli bene le persone e la possibilità di trovare anche un appoggio all'interno del circolo. Queste due anime si sono fuse bene".

All'inizio le attività si concentrano soprattutto nel tardo pomeriggio, tra presentazioni di libri e conferenze. Il rapporto con il territorio entra presto nella programmazione, attraverso incontri sui problemi e sulle trasformazioni del quartiere. "Ricordo che all'inizio si è parlato molto delle alluvioni. Poi ci sono stati lo scolmatore e le modifiche alla viabilità, sia locale sia genovese. Abbiamo affrontato i temi che emergevano di volta in volta, coinvolgendo le persone che se ne occupavano", racconta Martinero.

Negli anni, la settimana del circolo si riempie anche al mattino e nel primo pomeriggio. I locali ospitano corsi di yoga, ginnastica per anziani e attività di UniAuser, che utilizza gli ampi saloni dello Zenzero accanto alla propria sede di Villa Imperiale. Le collaborazioni consentono di ampliare le proposte e contribuiscono al mantenimento degli spazi.

"La mattina i locali vengono utilizzati per corsi rivolti alla gente di San Fruttuoso, ma anche a chiunque lo desideri. Lo yoga è organizzato da una piccola associazione, mentre la ginnastica per anziani da Anziani Oggi, un'associazione di Castelletto. Questo ha fatto sì che anche queste realtà cominciassero a frequentare lo Zenzero. Nel primo pomeriggio ospitiamo i corsi di UniAuser, in un orario che per chi lavora non è comodo, ma per le persone pensionate va benissimo".

Il circolo mette inoltre a disposizione di altre associazioni sale e attrezzature. "Nel tempo ci siamo organizzati per poter proiettare e registrare gli incontri. Ci sono realtà che hanno sede in centro o vicino a Marassi e San Fruttuoso e che chiedono di utilizzare il salone e le nostre attrezzature".

A questa crescita si accompagna, però, la necessità di sostenere le spese. La vicepresidente riferisce di circa 400 soci, una tessera Arci da 25 euro all'anno e un affitto di 1.600 euro al mese: le quote annuali, da sole, non coprono neppure il canone della sede. Un sostegno è arrivato attraverso un bando della Fondazione Compagnia di San Paolo, utilizzato per migliorare gli ambienti e rafforzare l'organizzazione. Il circolo, presieduto da Angelo Moreschi, si regge soprattutto sul lavoro del direttivo e dei volontari, affiancati da due persone impiegate nelle attività di apertura, pulizia e segreteria.

"Abbiamo utilizzato il finanziamento per riorganizzarci, migliorare la visibilità del circolo e rendere più belli i locali, ma anche per rafforzare l'organizzazione. Abbiamo potuto avere una persona che ci aiuta a studiare progetti e opportunità di finanziamento, anche europee. È una risorsa preziosissima. Dobbiamo trovare una garanzia di continuità, perché prima o poi i finanziamenti finiranno".

Una parte del progetto riguarda il rapporto con le associazioni che negli anni hanno frequentato la sede. Sono circa venti e rappresentano ambiti diversi, dai diritti alla salute, dall'ambiente alle attività per la terza età.

"Le abbiamo identificate tutte e ci siamo resi conto che sono una ventina: è un valore grande. Abbiamo lavorato per conoscerci meglio e fare in modo che ciascuna possa utilizzare le risorse delle altre. Questo può voler dire costruire piccoli progetti insieme, a gruppi, oppure usare meglio i locali dello Zenzero. Serviva conoscerci, avere fiducia nell'attività degli altri e voglia di collaborare. Sapevamo che queste associazioni passavano dallo Zenzero, ma magari quando c'erano loro noi non c'eravamo".

Da questo lavoro è nato il festival "Tutto Tondo", pensato per portare le attività fuori dalla sede e presentarle al quartiere. La necessità era rendere visibile una realtà che, nonostante gli anni di presenza, resta poco conosciuta anche da alcuni residenti.

"Ci siamo chiesti: chi conosce lo Zenzero? Chi conosce le associazioni che ci sono? La risposta è stata: poca gente. Certe volte pensiamo che anche gli stessi condomini del palazzo non sappiano che cosa sia lo Zenzero. Allora ci siamo detti che il modo per farci conoscere era uscire fuori e farci vedere".

Il festival ha riunito gazebo, presentazioni e attività, con il supporto del Celivo, che ha messo a disposizione gran parte delle strutture. Ginnastica per anziani, tai chi e yoga hanno coinvolto la piazza, mentre nel pomeriggio sono state proposte attività per bambini, burattini e truccabimbi.

"È andata molto bene, non ce l'aspettavamo. Le attività motorie hanno riempito la piazza di persone che si muovevano e facevano cose, attirando anche chi passava. Poco lontano c'era il mercato e nella mattinata il via vai era forte. Abbiamo potuto mostrare le attività e raccontare quello che fa ciascuna associazione: è stata la vetrina che pensavamo potesse essere utile".

Per la vicepresidente, il risultato riguarda anche i legami costruiti tra le realtà coinvolte. "È stato bello conoscersi al di là delle sigle. Ora ci conosciamo meglio, ci fidiamo, sappiamo che possiamo chiedere aiuto e che gli altri possono chiederlo a noi. Se vogliamo fare progetti più impegnativi, per i quali bisogna dimostrare di avere dei partner, sappiamo che possiamo farlo, anche a piccoli gruppi o per affinità di temi".

L'attività dello Zenzero comprende anche due patti di collaborazione con il Municipio. Il primo riguarda la gestione del piccolo giardino ricavato dall'ex campo da bocce del dopolavoro ferroviario; il secondo il sostegno ai due social market del Municipio, insieme ad altre associazioni del quartiere.

"Il campo da bocce è stato trasformato in un giardino per bambini, con i giochi. È molto usato: si trova sotto il livello della strada e viene frequentato da mamme con bambini piccoli. Abbiamo un patto con il Municipio per occuparcene", spiega Martinero.

Sul fronte della solidarietà alimentare, i volontari partecipano alle raccolte nei punti vendita Coop e contribuiscono a rifornire i social market. "Sono negozi dove le persone seguite dal Comune possono ritirare alimenti. Noi interveniamo nelle raccolte organizzate dalla Coop e portiamo i prodotti ai social market".

Il prossimo passaggio sarà tornare a incontrarsi, dopo il festival, per capire quali nuove iniziative costruire. "Ci piacerebbe che il Municipio ci considerasse una risorsa complessiva, come gruppo, oltre alle singole associazioni. Vogliamo rivederci e pensare a che cosa possiamo fare ancora insieme: un valore così non può essere lasciato cadere".

Chiara Orsetti

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