Prosegue senza sosta la mobilitazione dei lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano, che da ieri presidiano la Prefettura di Genova per chiedere garanzie sulla continuità produttiva dello stabilimento. La novità di questa mattina, martedì 13 ottobre, è la prospettiva di un incontro con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, atteso nel capoluogo ligure per un vertice istituzionale dedicato alla sicurezza del centro storico.
Una delegazione sindacale dovrebbe essere ricevuta all’interno della Prefettura per portare direttamente al ministro le preoccupazioni dei lavoratori. All’incontro è prevista la partecipazione di due rappresentanti per ciascuna sigla sindacale: per la Fiom Cgil dovrebbero salire Armando Palombo, coordinatore della Rsu dello stabilimento di Cornigliano, e Stefano Bonazzi, segretario generale della Fiom Cgil di Genova. Presenti anche i rappresentanti di Fim Cisl, Uilm e Usb.
Un’occasione di confronto che arriva in un momento particolarmente delicato per la vertenza siderurgica, mentre i lavoratori attendono risposte dal Governo e dai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia. Il presidio, intanto, prosegue a oltranza, senza che sia stata indicata una data per la conclusione della protesta.
La mobilitazione è cominciata ieri mattina, lunedì 12 ottobre, con un’assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento di Cornigliano, seguita da un corteo che ha attraversato la città fino a raggiungere la Prefettura. Centinaia di lavoratori hanno sfilato insieme ai mezzi pesanti utilizzati all’interno della fabbrica, accompagnati dallo striscione “Che l’inse”, per chiedere che venga scongiurata la fermata degli impianti.
Una volta raggiunto il centro cittadino, gli operai hanno allestito tende e un accampamento nei pressi di via Roma e piazza Corvetto. La prima giornata si è conclusa con un “barbecue proletario” aperto alla cittadinanza, organizzato con il sostegno di Music for Peace e della Compagnia Unica Paride Batini, prima della notte trascorsa davanti alla Prefettura.
Alla mobilitazione di ieri hanno portato la propria solidarietà anche il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, la sindaca Silvia Salis, rappresentanti delle istituzioni locali e diversi parlamentari liguri. Una delegazione di lavoratori è inoltre intervenuta a Palazzo Ducale durante le celebrazioni colombiane per richiamare l’attenzione sulla situazione dello stabilimento.
Al centro della vertenza resta il rischio di fermata delle attività produttive a partire dalla metà di novembre, conseguenza della crisi degli impianti di Taranto e della conseguente mancanza di materie prime destinate alle lavorazioni negli stabilimenti del Nord.
I sindacati chiedono che il Governo intervenga per garantire l’approvvigionamento di coils e bramme sul mercato, consentendo così di mantenere operative le linee produttive di Cornigliano, Novi Ligure e degli altri siti interessati. Una soluzione ritenuta indispensabile per evitare il ricorso generalizzato alla cassa integrazione e salvaguardare occupazione e prospettive industriali.
La richiesta è quella di ritirare l’annunciata fermata degli impianti e individuare rapidamente le risorse necessarie per proseguire la produzione, senza scaricare sui lavoratori le conseguenze della crisi siderurgica.
L’arrivo di Piantedosi in Prefettura, inizialmente previsto per affrontare con la prefetta Cinzia Torraco e la sindaca Silvia Salis il tema della sicurezza cittadina, potrebbe dunque rappresentare un ulteriore passaggio nella vertenza. Per gli operai di Cornigliano, tuttavia, l’obiettivo resta ottenere impegni concreti sulla continuità produttiva. Fino ad allora, la mobilitazione davanti alla Prefettura è destinata a proseguire.







