Politica - 13 ottobre 2026, 12:22

Ex Ilva, Piantedosi: "Non penalizziamo Genova aspettando di risolvere il problema complessivo". I sindacati annunciano: "La mobilitazione continua"

Il ministro dell'Interno arriva in città: "C'è rischio allarme sociale". Fim, Fiom e Uilm nazionali proclamano ulteriori 48 ore di sciopero" in tutti gli stabilimenti"

Ex Ilva, Piantedosi: "Non penalizziamo Genova aspettando di risolvere il problema complessivo". I sindacati annunciano: "La mobilitazione continua"

"E' un tema molto complesso quello di tutta la filiera dell'acciaio e dell'Ilva. Qui a Genova lo sapevamo, l'azienda è parte integrante della città, fa parte delle caratteristiche della città ed è molto sostenuta dalla città". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi a margine del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, in corso a Genova, parlando della situazione relativa all'ex Ilva, dopo che ha incontrato una delegazione di lavoratori. "Come sapete c'è una possibilità che questa componente della filiera possa continuare a proseguire il suo lavoro anche a prescindere da quello che succederà - ha spiegato Piantedosi -, però chiaramente noi siamo interessati al salvataggio complessivo di quella che è la filiera dell'acciaio in Italia". "Però vedremo - ha aggiunto -, di non penalizzare la città intanto che si risolve il problema complessivo. In tal senso ho raccolto questo, anche attraverso un documento, questa aspirazione degli operatori che ho incontrato, e che trasmetterò ai colleghi di governo".

"Rischio allarme sociale su ex Ilva? Be', sì", ha proseguito il ministro. "Si parla di posti di lavoro, di una attività imprenditoriale ed economica importante che ha caratterizzato anche la storia del nostro Paese, e poi si tratta di centinaia e migliaia di posti di lavoro e altrettante famiglie, quindi sicuramente. Ma credo che il Governo abbia fatto già tanto, sono testimone, che c'è una grandissima attenzione proprio del presidente del Consiglio. Credo che quindi a breve si possa comporre qualcosa di positivo".

Venzano (Fim Cisl): “Lo stabilimento di Cornigliano non deve chiudere”

Intanto i sindacati non demordono e chiedono di evitare a tutti i costi la chiusura dell'ex Ilva. Il presidio dei lavoratori, a Genova, è permanente e prosegue a oltranza [LEGGI QUI]. Mentre Fim, Fiom e Uilm nazionali annunciano ulteriori 48 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti ex Ilva, "in considerazione delle mancate risposte del governo". "A livello territoriale - spiegano i sindacati - saranno organizzate tutte le iniziative necessarie".

"Cornigliano ha le potenzialità per continuare a produrre e non possiamo accettare che uno stabilimento con un mercato di riferimento venga fermato per mancanza di coils. Il 15 novembre è una scadenza troppo vicina per permetterci di perdere altro tempo. Servono risposte concrete, perché i lavoratori hanno bisogno di certezze e non possono continuare a pagare il prezzo di una crisi che si trascina da troppo tempo.  Bisogna intervenire rapidamente per l’approvvigionamento della  materia prima, creando le condizioni per mantenere operative le linee produttive in attesa di una soluzione industriale". Questo il pensiero di Christian Venzano, segretario generale Fim Cisl Liguria.

Uil e Uilm: "Lavoro per Genova, non cassa"

Cornigliano è strategica e non si tocca anche per Uil Liguria e Uilm Genova. "Oggi", scrivono, "Piantedosi si è fatto carico di portare le istanze dei lavoratori ex Ilva alla Presidenza del Consiglio. Ora attendiamo risposte concrete e in tempi rapidi. Genova non può fare a meno dell'Ilva e l'Ilva non può fare a meno di Genova. La siderurgia a Cornigliano è storia della città, ma soprattutto è presente e futuro produttivo del Paese. Mettere mille persone in cassa integrazione non è una soluzione ma è un tampone che produce un danno economico e sociale enorme per mille famiglie e per tutta la città, che si è stretta attorno a questa vertenza".

Redazione


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