Il Governo punta a garantire la continuità produttiva degli stabilimenti ex Ilva di Cornigliano e Novi Ligure attraverso l'acquisto di coils sul mercato internazionale. Ad annunciarlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto oggi, mercoledì 14 ottobre, durante il question time alla Camera, mentre a Genova i lavoratori sono giunti al terzo giorno consecutivo di mobilitazione per scongiurare la fermata degli impianti.
"Abbiamo dato indicazione ai commissari di reperire sul mercato internazionale sia le bramme, e le prime due navi sono già sbarcate, sia i coils per Genova e Novi Ligure", ha spiegato il ministro, confermando la volontà dell'esecutivo di assicurare l'approvvigionamento della materia prima necessaria a mantenere operative le linee produttive.
Un'operazione che, tuttavia, richiederà tempo. "La merce arriverà nei prossimi mesi e si potrà così garantire una continuità produttiva a valle sia a Taranto, sia a Genova e Novi Ligure", ha precisato Urso.
Le dichiarazioni arrivano in una fase particolarmente delicata per Cornigliano, dopo che Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria ha prospettato la fermata temporanea degli stabilimenti del Nord entro il 15 novembre, a seguito della decisione della Corte d'Appello di Milano sullo spegnimento dell'area a caldo di Taranto.
Proprio l'approvvigionamento dei coils rappresenta una delle principali richieste avanzate dai sindacati durante le tre giornate di sciopero. Questa mattina circa duecento lavoratori hanno attraversato nuovamente il centro cittadino in corteo, raggiungendo Brignole e la Foce, prima di rientrare intorno a mezzogiorno davanti alla Prefettura, dove prosegue il presidio a oltranza. Le organizzazioni sindacali chiedono impegni scritti e tempi certi per evitare il blocco della produzione e il ricorso alla cassa integrazione.
Sul fronte degli interventi governativi, Urso ha richiamato anche il decreto approvato nella serata di martedì dal Consiglio dei ministri, che mette a disposizione ulteriori risorse per la gestione degli impianti siderurgici.
"Nel decreto di ieri sera abbiamo dato ulteriori risorse all'amministrazione straordinaria, 41 milioni di euro, per mantenere in riscaldo gli altoforni, in attesa della pronuncia della Cassazione", ha dichiarato.
L'attenzione è infatti rivolta al prossimo 20 ottobre, quando è attesa la decisione della Suprema Corte sul provvedimento della Corte d'Appello di Milano che ha disposto la chiusura dell'area a caldo dello stabilimento pugliese. Una pronuncia destinata a incidere anche sulle prospettive degli impianti del Nord Italia, strettamente collegati alla produzione di Taranto.
Il ministro ha espresso fiducia nella possibilità che la Cassazione possa rivedere quanto stabilito dai giudici milanesi, richiamando le valutazioni contenute nelle prime documentazioni e le osservazioni del procuratore generale.
"Come sembra trapelare da quello che il procuratore generale ha scritto, è incredibile la severità con cui tratta la sentenza della Corte d'Appello", ha affermato Urso, lasciando intendere che il pronunciamento potrebbe modificare lo scenario attuale.
Intanto è stata prorogata al 9 novembre la gara per l'assegnazione dell'ex Ilva ai potenziali acquirenti, proprio per consentire di conoscere l'esito del giudizio della Cassazione prima di procedere con le successive fasi della vendita.
Le parole del ministro rappresentano dunque un'apertura sulla possibilità di mantenere in funzione Cornigliano e Novi Ligure, ma resta da chiarire come i tempi necessari all'arrivo dei coils dall'estero possano conciliarsi con la scadenza del 15 novembre indicata dai commissari. Un nodo centrale per i lavoratori genovesi, che continuano a chiedere garanzie immediate sul futuro industriale e occupazionale dello stabilimento.
GULLI E CABONARO (UIL): "SOLUZIONE PONTE CHE CHIEDEVAMO"
"Salutiamo con favore le dichiarazioni del Ministro Urso al Qustion Time: ora si passi dalle parole ai fatti. Apprendiamo con favore le dichiarazioni del Ministro Urso nel question time alla Camera arrivate nel primo pomeriggio, posizioni che si aggiungono allo stanziamento di ulteriori 41 milioni per mantenere gli altoforni in riscaldo. Poche ore fa è arrivata dal Ministro l'indicazione ai commissari di acquistare bramme e coils sul mercato internazionale per garantire la continuità produttiva di Genova, Novi Ligure e Taranto. Questo è un primo segnale che va nella direzione giusta, da noi sollecitata da mesi. È la soluzione ponte che chiedevamo per evitare lo spegnimento degli impianti e la chiusura definitiva. Ora però alle parole devono seguire i fatti. Ci aspettiamo che questi annunci si traducano immediatamente in un documento programmatico chiaro per il superamento della crisi dell'ex Ilva, con un piano industriale credibile, la decarbonizzazione e la piena garanzia occupazionale e salariale". Così Giuseppe Gulli, Segretario regionale Uilm con delega Area Metropolitana Genovese e Fabio Cabonaro, Funzionario Uilm Genova.
ILVA. PARLAMENTARI LIGURIA: “GRAZIE AL MINISTRO URSO PER L’IMPEGNO A REPERIRE I COILS DI GENOVA. ORA SERVE L’IMPEGNO DEI COMMISSARI PER NON VANIFICARE GLI SFORZI DEL GOVERNO MELONI”
“In meno di 24 ore due ottime notizie per l’ex Ilva che dimostrano l’impegno dell’esecutivo nel voler tentare ogni strada possibile per salvare il lavoro di migliaia di famiglie e per preservare un asset così importante per l’Italia. Alla notizia dei provvedimenti presi nel Consiglio dei ministri di ieri in cui sono stati stanziati, oltre a tutte le risorse necessarie per assicurare la cassa integrazione, ben 41 milioni di euro alla amministrazione straordinaria per mantenere in riscaldo gli altoforni, in attesa della decisione della Cassazione del 20 di ottobre, oggi il ministro Urso ha confermato, nel question time alla Camera, di aver dato mandato ai commissari di reperire le bramme per i laminatoi di Taranto e di fare altrettanto per i coils di Genova e ovviamente per Novi Ligure. Questa soluzione non solo è auspicabile, ma consentirebbe di mantenere aperto un polo di eccellenza come è quello di Cornigliano preservando il lavoro di migliaia di famiglie. Ora sappiamo benissimo, come ha anche ricordato il ministro, che il reperimento dei colis sul mercato non è semplice e nemmeno veloce pertanto chiediamo ai commissari di attivarsi il prima possibile e di non indugiare su di una partita che si gioca sul filo dei giorni, abbiamo bisogno della responsabilità di tutti.E a proposito della responsabilità di tutti chiediamo alle opposizioni di non accarezzare la protesta di piazza, ma la proposta in Aula e in questo caso ci rivolgiamo a chi oggi protesta contro il governo di chiedere ai propri parlamentari in Europa di appoggiare la proposta italiana sugli Ets che nulla portano all’ecologia mondiale, ma distruggono imprese e lavoro. Al governo al ministro Adolfo Urso e soprattutto al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, va il nostro grazie per non aver mai abbandonato la partita di Ilva schierandosi al fianco di chi lavora con un progetto ambizioso che è quello di un acciaio green". Così in una nota i parlamentari liguri di Fratelli d'Italia, Matteo Rosso, Gianni Berrino, Mariagrazia Frijia e Roberto Traversi.