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Genova | 14 ottobre 2026, 15:34

Ex Ilva, Urso: "Coils dall'estero per Cornigliano e Novi Ligure, continuità produttiva nei prossimi mesi"

Il ministro al question time alla Camera: "Abbiamo dato indicazione ai commissari di reperire la materia prima sul mercato internazionale". Stanziati altri 41 milioni per Taranto, mentre si attende la Cassazione. La gara per la vendita prorogata al 9 novembre

Ex Ilva, Urso: "Coils dall'estero per Cornigliano e Novi Ligure, continuità produttiva nei prossimi mesi"

Il Governo punta a garantire la continuità produttiva degli stabilimenti ex Ilva di Cornigliano e Novi Ligure attraverso l'acquisto di coils sul mercato internazionale. Ad annunciarlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto oggi, mercoledì 14 ottobre, durante il question time alla Camera, mentre a Genova i lavoratori sono giunti al terzo giorno consecutivo di mobilitazione per scongiurare la fermata degli impianti.

"Abbiamo dato indicazione ai commissari di reperire sul mercato internazionale sia le bramme, e le prime due navi sono già sbarcate, sia i coils per Genova e Novi Ligure", ha spiegato il ministro, confermando la volontà dell'esecutivo di assicurare l'approvvigionamento della materia prima necessaria a mantenere operative le linee produttive.

Un'operazione che, tuttavia, richiederà tempo. "La merce arriverà nei prossimi mesi e si potrà così garantire una continuità produttiva a valle sia a Taranto, sia a Genova e Novi Ligure", ha precisato Urso.

Le dichiarazioni arrivano in una fase particolarmente delicata per Cornigliano, dopo che Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria ha prospettato la fermata temporanea degli stabilimenti del Nord entro il 15 novembre, a seguito della decisione della Corte d'Appello di Milano sullo spegnimento dell'area a caldo di Taranto.

Proprio l'approvvigionamento dei coils rappresenta una delle principali richieste avanzate dai sindacati durante le tre giornate di sciopero. Questa mattina circa duecento lavoratori hanno attraversato nuovamente il centro cittadino in corteo, raggiungendo Brignole e la Foce, prima di rientrare intorno a mezzogiorno davanti alla Prefettura, dove prosegue il presidio a oltranza. Le organizzazioni sindacali chiedono impegni scritti e tempi certi per evitare il blocco della produzione e il ricorso alla cassa integrazione.

Sul fronte degli interventi governativi, Urso ha richiamato anche il decreto approvato nella serata di martedì dal Consiglio dei ministri, che mette a disposizione ulteriori risorse per la gestione degli impianti siderurgici.

"Nel decreto di ieri sera abbiamo dato ulteriori risorse all'amministrazione straordinaria, 41 milioni di euro, per mantenere in riscaldo gli altoforni, in attesa della pronuncia della Cassazione", ha dichiarato.

L'attenzione è infatti rivolta al prossimo 20 ottobre, quando è attesa la decisione della Suprema Corte sul provvedimento della Corte d'Appello di Milano che ha disposto la chiusura dell'area a caldo dello stabilimento pugliese. Una pronuncia destinata a incidere anche sulle prospettive degli impianti del Nord Italia, strettamente collegati alla produzione di Taranto.

Il ministro ha espresso fiducia nella possibilità che la Cassazione possa rivedere quanto stabilito dai giudici milanesi, richiamando le valutazioni contenute nelle prime documentazioni e le osservazioni del procuratore generale.

"Come sembra trapelare da quello che il procuratore generale ha scritto, è incredibile la severità con cui tratta la sentenza della Corte d'Appello", ha affermato Urso, lasciando intendere che il pronunciamento potrebbe modificare lo scenario attuale.

Intanto è stata prorogata al 9 novembre la gara per l'assegnazione dell'ex Ilva ai potenziali acquirenti, proprio per consentire di conoscere l'esito del giudizio della Cassazione prima di procedere con le successive fasi della vendita.

Le parole del ministro rappresentano dunque un'apertura sulla possibilità di mantenere in funzione Cornigliano e Novi Ligure, ma resta da chiarire come i tempi necessari all'arrivo dei coils dall'estero possano conciliarsi con la scadenza del 15 novembre indicata dai commissari. Un nodo centrale per i lavoratori genovesi, che continuano a chiedere garanzie immediate sul futuro industriale e occupazionale dello stabilimento.

Redazione


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