Attualità - 14 ottobre 2026, 20:49

Ex Ilva, arriva il documento: "Cornigliano non chiude". Garantiti 35mila tonnellate di coils al mese, termina la protesta

Dopo tre giorni di mobilitazione e l'occupazione della Prefettura, i commissari confermano la continuità produttiva. Accordi commerciali da chiudere entro dieci giorni e ripresa delle attività dopo una pausa tecnica. Palombo (Fiom): "Abbiamo sventato uno scenario catastrofico, domani si torna a lavorare"

Ex Ilva, arriva il documento: "Cornigliano non chiude". Garantiti 35mila tonnellate di coils al mese, termina la protesta

"Lo stabilimento di Genova non chiude e non cessa la produzione". È questa la frase contenuta nel documento dei commissari straordinari di Acciaierie d'Italia che mette fine a tre giorni di mobilitazione dei lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano. Dopo l'occupazione della Prefettura e ore di attesa, sono arrivate le garanzie scritte richieste dai sindacati: la produzione proseguirà fino alla fine di novembre, mentre sono in corso trattative per assicurare nuove forniture di coils, con l'obiettivo di raggiungere 35mila tonnellate mensili a partire dal 2027. Il presidio viene quindi smantellato e gli operai si preparano a tornare al lavoro.

La svolta è arrivata in serata, quando Armando Palombo, rappresentante della Rsu Fiom, ha annunciato ai lavoratori riuniti davanti alla Prefettura l'arrivo del documento ufficiale, accolto tra applausi e cori di soddisfazione. "Tre giorni di lotta, tre giorni intensi, tutti i delegati di tutti i colori compatti, tutti i lavoratori che hanno capito la gravità del rischio che da metà novembre potessero essere tutti messi in cassa integrazione a zero ore. Questo scenario è momentaneamente sventato", ha dichiarato Palombo, rivendicando il risultato ottenuto grazie alla mobilitazione.

"Questo è grazie all'intelligenza di tutti, grazie al coraggio che abbiamo messo, ognuno con la sua dose di coraggio. Non giudichiamo nessuno, dalla prima fila fino all'ultima. Però c'è il risultato, vuol dire che c'è la produzione, vuol dire che è sventato quello scenario catastrofico che prevedeva la chiusura degli stabilimenti".

Il documento dei commissari: 35mila tonnellate di coils al mese

Il passaggio decisivo è contenuto nella comunicazione ufficiale dei commissari straordinari, intitolata "Misure adottate per garantire la continuità produttiva e occupazionale degli stabilimenti di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria".

Nel testo, letto da Stefano Bonazzi (Fiom Cgil), viene confermato che gli stabilimenti di Taranto e Genova non chiuderanno e continueranno a produrre. Analoga garanzia riguarda Novi Ligure, che non sarà soggetto a chiusura.

Per quanto riguarda Cornigliano, il documento stabilisce che le linee dello Zincato, del Decappato e della Banda Stagnata proseguiranno le lavorazioni e l'impiego delle maestranze fino alla fine di novembre 2026.

Parallelamente, i commissari stanno portando avanti trattative avanzate con operatori esterni per definire accordi commerciali, anche attraverso lavorazioni conto terzi. La conclusione delle intese è prevista entro dieci giorni.

Secondo quanto riportato nel documento, gli accordi dovranno assicurare allo stabilimento genovese 35mila tonnellate mensili di coils, di cui 25mila destinate alle linee dello Zincato e del Decappato e 10mila alla Banda Stagnata, con il richiamo del personale necessario a partire dall'11 gennaio 2027.

Tra l'esaurimento delle scorte attualmente disponibili, previsto per la fine di novembre, e l'avvio delle nuove lavorazioni sarà necessaria una sospensione tecnica temporanea di alcune settimane, in coincidenza con il periodo delle festività.

I commissari precisano tuttavia che non si tratterà di una chiusura né di una cessazione dell'attività, ma di una pausa produttiva al termine della quale è prevista la ripresa delle lavorazioni.

Palombo: "Abbiamo forzato la mano, ora possiamo tornare a lavorare"

Nel suo intervento davanti agli operai, Palombo ha rivendicato anche la scelta di occupare la Prefettura, sottolineando come proprio durante la protesta sia arrivata la convocazione del confronto nazionale tra commissari e organizzazioni sindacali. "Oggi abbiamo fatto una forzatura. Dopo che siamo entrati in questo palazzo, dopo mezz'ora, in maniera vergognosa, è stata fissata una riunione a livello nazionale tra i commissari e i sindacati nazionali. Oggi è uscito il testo, ora hanno messo le firme che momentaneamente ci vanno bene".

Il rappresentante della Fiom ha quindi invitato i lavoratori a concludere la mobilitazione, liberare e ripulire l'area del presidio, ringraziando anche le forze dell'ordine per la gestione di queste giornate.

"Abbiamo chiesto rotoli, abbiamo chiesto lavoro e si va a lavorare. Domani si torna a lavorare", ha scandito Palombo tra gli applausi, annunciando il rientro dei mezzi a Cornigliano.

Si chiude così la protesta iniziata lunedì, con tre giornate di sciopero, cortei per le strade cittadine e l'occupazione della Prefettura. Resta aperta la questione del futuro industriale dell'ex Ilva, legato anche agli sviluppi giudiziari sullo stabilimento di Taranto e alla definizione degli accordi commerciali annunciati dai commissari. Per il momento, però, i lavoratori di Cornigliano portano a casa la garanzia scritta che chiedevano: lo stabilimento non chiude e la prospettiva di uno stop definitivo alla produzione viene scongiurata.

Redazione

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