Attualità - 14 ottobre 2026, 19:45

Ex Ilva, i lavoratori lasciano la Prefettura: "Una grande vittoria, ma il presidio continua"

La svolta dopo le dichiarazioni del ministro Urso, che ha annunciato 41 milioni di euro per mantenere in riscaldo gli altoforni e l'acquisto di bramme e coils sul mercato internazionale. I sindacati attendono ora un documento scritto con le garanzie per la continuità produttiva di Cornigliano

Ex Ilva, i lavoratori lasciano la Prefettura: "Una grande vittoria, ma il presidio continua"

Si è conclusa nel tardo pomeriggio l'occupazione della Prefettura di Genova da parte dei lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano, che hanno lasciato l'edificio tra cori di soddisfazione per gli sviluppi della vertenza. La mobilitazione, però, non si ferma: gli operai sono tornati in presidio davanti a Palazzo del Governo, in attesa di garanzie scritte sulla continuità produttiva dello stabilimento genovese.

"È una grande vittoria, ma per terminare il presidio aspettiamo il documento, nero su bianco", spiegano i sindacati, che attendono l'esito dell'incontro tra i commissari straordinari e le organizzazioni sindacali nazionali.

Al centro dell'attesa c'è un documento conclusivo che metta nero su bianco gli impegni relativi all'acquisto dei coils necessari a garantire la prosecuzione delle attività nello stabilimento di Cornigliano.

La svolta arriva dopo le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che nel corso del Question Time ha annunciato lo stanziamento di 41 milioni di euro per mantenere in riscaldo gli altoforni e l'avvio dell'approvvigionamento di bramme e coils sul mercato internazionale, con l'obiettivo di assicurare continuità produttiva agli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Taranto.

Per i lavoratori, tuttavia, gli annunci non sono ancora sufficienti a dichiarare conclusa la mobilitazione. La decisione di lasciare i locali della Prefettura rappresenta un primo segnale positivo, ma il presidio proseguirà fino all'arrivo delle rassicurazioni formali richieste dai sindacati.

Redazione

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