Resta aperta la vertenza Ericsson che coinvolge 131 dipendenti della sede genovese degli Erzelli. A fare il punto sulla situazione è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto alla Camera durante il question time, ribadendo la necessità di raggiungere rapidamente un'intesa tra azienda e organizzazioni sindacali.
"Si tratta di 131 lavoratori che hanno diritto a vedere tutelata la loro attività - ha dichiarato Urso -. Nell'incontro di ieri in sede aziendale, a Genova, l'azienda ha confermato la volontà di procedere con le uscite volontarie e incentivate. Occorre trovare un accordo e farlo in fretta. Vigileremo affinché si raggiunga una piena intesa a tutela di tutti i lavoratori".
Le parole del ministro arrivano dopo il confronto del 13 ottobre tra azienda e rappresentanze sindacali, che non ha portato a una soluzione definitiva. Nonostante l'apertura annunciata il 5 ottobre al tavolo ministeriale, quando Ericsson aveva manifestato la disponibilità a superare i licenziamenti forzati attraverso esodi volontari, la procedura di licenziamento collettivo risulta ancora formalmente aperta, secondo quanto denunciato dalla Slc Cgil.
La multinazionale ha proposto un incentivo pari a 48 mensilità e percorsi di ricollocazione, anche all'estero, ma il sindacato contesta le condizioni indicate e chiede ulteriori garanzie sul futuro occupazionale e industriale del polo genovese.
La mobilitazione dei lavoratori, intanto, prosegue. Per venerdì 16 ottobre, dalle 9 alle 11, è stata convocata un'assemblea pubblica nella mensa della sede Ericsson agli Erzelli, alla quale sono stati invitati rappresentanti delle istituzioni e parlamentari liguri. L'obiettivo resta quello di arrivare a un accordo che garantisca la tutela dei dipendenti coinvolti e chiarisca le prospettive dello stabilimento genovese.






