Attualità - 15 ottobre 2026, 08:00

Fegino, via Quartini non ci sta più dentro: “Noi strangolati dai cantieri, chiediamo un parco per i bambini e maggiore attenzione”

Pochi autobus, parcheggi mancanti e rifiuti abbandonati tra i disagi segnalati dal Comitato. Versace: "Chiesta all'Urbanistica la riqualificazione del piazzale ferroviario come spazio verde"

Via Quartini, in Valpolcevera, è una breve strada dove abita un’ottantina di famiglie. La zona è quella di Fegino, già area industriale, interessata dai lavori ferroviari del Terzo Valico e dell’alta velocità, che ha visto progressivamente negli anni aumentare disagi e malcontento. 

A preoccupare principalmente i residenti sono certamente i cantieri che hanno rivoluzionato gli spazi dedicati alla sosta delle auto e impattato notevolmente sulla viabilità dell’intero Municipio: i membri del Comitato via Renato Quartini descrivono la via come una strada stretta tra le aree di cantiere. "Da un lato la posa dei binari, dall'altro la costruzione del ponte, con ulteriori interventi verso Fegino", raccontano.

La prima richiesta degli abitanti è però quella di avere spazi in cui poter stare all'aperto e un parco per bambini, un luogo dove incontrarsi e dove i più piccoli possano giocare. L'attenzione si concentra sul piazzale ferroviario sottostante: secondo i residenti, al termine dei lavori ne era stato prospettato l'utilizzo per un'area verde con giochi e parcheggi. Oggi, riferiscono, lo spazio è ancora occupato da materiale di cantiere, bobine di legno e cavi inutilizzati.

Sul fronte degli spostamenti, alla presenza prolungata dei lavori si aggiunge la chiusura della passerella che consentiva di raggiungere direttamente piazza Pallavicini. "La navetta che avrebbe dovuto compensare l'interruzione del collegamento non è mai stata attivata per la mancata disponibilità di fondi", raccontano dal comitato. Chi deve raggiungere l'altra sponda del Polcevera è così costretto a utilizzare percorsi alternativi più lunghi, ad attendere i mezzi pubblici o a prendere l'auto.

Le condizioni dei passaggi pedonali sono un'altra fonte di preoccupazione: "Sono sconnessi, privi di illuminazione e, in alcuni tratti, non asfaltati, con ciottoli e fango quando piove". Anche chi utilizza il trasporto pubblico incontra difficoltà: "Gli autobus sono pochi e anche aspettare alla fermata è pericoloso. La strada è stretta e in alcuni punti non c'è nemmeno il marciapiede, quindi ci si trova letteralmente ad attendere in mezzo alla via". 

Inoltre, “Le frequenze delle linee 63 e 63 barrato sono insufficienti, mentre il Taxibus, è poco conosciuto e presenta orari limitati. Le conseguenze le pagano soprattutto gli anziani e le persone con difficoltà a spostarsi, costretti a percorsi complessi anche per acquistare generi essenziali”.

La difficoltà a rinunciare alla macchina si scontra, però, con la mancsanza di parcheggi. “Sono circa una cinquantina i posti auto che sono venuti a mancare per l'occupazione degli spazi da parte dei cantieri e delle attività della zona”. C'è chi racconta di attendere fino a quaranta minuti prima che si liberi uno stallo e chi riferisce di lasciare l'auto sul marciapiede, per timore che venga urtata dai bilici, esponendosi però al rischio di una sanzione.

La convivenza con le attività industriali e logistiche pesa anche sul riposo: "Il disagio comincia già durante la notte. Camion e furgoni vengono spesso lasciati con il motore acceso dalle 4.30 alle 6 e, sempre durante la notte, scattano sirene e allarmi dei mezzi pesanti".

Sul fronte dei rifiuti, la protesta riguarda sia i contenitori sia gli abbandoni. “Alcuni cassonetti sono inutilizzabili, con pedane e coperchi rotti o strutture che restano permanentemente aperte”. Attorno alle postazioni gli abitanti segnalano macerie edili, elettrodomestici, lastre di vetro, piastrelle e altri ingombranti.

Completano il quadro le richieste di manutenzione del verde, con erba alta e alberi a ridosso delle abitazioni, e le segnalazioni sulla presenza di zanzare e sporcizia. 

A rispondere alle segnalazioni è Michele Versace, presidente del Municipio Valpolcevera: "Conosciamo la situazione di via Quartini e il disagio di chi ci abita. Abbiamo seguito e continuiamo a seguire le criticità della zona, proponendo interventi e cercando di dare risposte. Ci rendiamo conto che quanto è stato fatto sia ancora poco rispetto alle necessità, ma non abbiamo dimenticato questa parte del territorio".

Sulla possibilità di ricavare uno spazio all'aperto per il quartiere, Versace spiega: "Non ci siamo dimenticati dell'area utilizzata come cantiere da RFI. L'abbiamo già segnalata all'assessorato all'Urbanistica, chiedendo di valutarne la riqualificazione come spazio verde a disposizione del quartiere, secondo quanto richiesto dai residenti. Come Municipio l'abbiamo indicata come prioritaria, qualora l'intervento fosse possibile. Ci sono aspetti da chiarire tra RFI e Comune e cercherò di avere aggiornamenti dall'assessorato".

Per la sicurezza dei pedoni, il presidente richiama gli interventi realizzati: "Abbiamo fatto realizzare la segnaletica a terra per delimitare un percorso dal cantiere di fronte a via Quartini fino all'incrocio di Ponte Polcevera, dove è stato aggiunto anche un attraversamento pedonale. È chiaro che servirebbe un marciapiede: quanto fatto è un primo intervento, non la soluzione definitiva. Abbiamo inoltre fatto asfaltare il primo tratto del passaggio pedonale. Per la parte successiva e per la pulizia del verde ci sono problemi di competenza, perché l'area è ferroviaria. Stiamo cercando di capire come intervenire anche su quel tratto".

Anche per il collegamento tra le due sponde, riferisce Versace, il Municipio aveva avanzato una richiesta: "Per attenuare i disagi legati ai lavori sul ponte e alla chiusura dei passaggi utilizzati dai residenti, avevo chiesto a Cociv una navetta almeno nelle ore di punta. Nonostante il sostegno dell'assessore Robotti, non è stato possibile ottenerla. Sappiamo che questo comporta difficoltà notevoli, aggravate dalla carenza di parcheggi".

Sugli abbandoni di rifiuti, il presidente annuncia la preparazione di una relazione per chiedere un rafforzamento dei controlli: "Non possiamo limitarci a constatare che ci sono comportamenti incivili: dobbiamo tutelare chi rispetta le regole. Stiamo preparando una relazione per chiedere un rafforzamento dei controlli, valutando telecamere dove gli scarichi avvengono con i mezzi e una maggiore vigilanza. Le segnalazioni dei cittadini, anche con fotografie delle targhe dei veicoli utilizzati per abbandonare i rifiuti, possono aiutare la Polizia locale a individuare i responsabili".

L'invito è a rivolgersi al Municipio anche per le criticità quotidiane: "Un cassonetto rotto può essere segnalato ai nostri uffici, così possiamo attivarci, pur senza garantire una soluzione immediata. Comprendiamo l'esasperazione di chi vive lì. Sono criticità accumulate in decenni, che richiedono risorse e tempo. Non vogliamo fare promesse che non possiamo mantenere, ma continuare a seguire la situazione e lavorare sugli interventi possibili".

Chiara Orsetti

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