Economia - 16 ottobre 2026, 11:55

Ericsson, restano 131 esuberi agli Erzelli. I sindacati: "A rischio il futuro del sito"

La Slc Cgil denuncia il rifiuto delle misure proposte per limitare le uscite. Cisl Liguria e Genova chiedono di fermare un nuovo ridimensionamento: "La città non può perdere il suo futuro nell’alta tecnologia"

Ericsson, restano 131 esuberi agli Erzelli. I sindacati: "A rischio il futuro del sito"

I 131 esuberi Ericsson restano sul tavolo e la procedura di licenziamento collettivo è ancora aperta. Agli Erzelli cresce la preoccupazione per il futuro dei lavoratori e per la tenuta del sito genovese: secondo la Slc Cgil, il nuovo taglio rischia di portare l’organico sotto i 200 dipendenti, facendo perdere alla struttura circa un terzo delle proprie competenze.

La vertenza è stata al centro dell’assemblea pubblica organizzata dal sindacato delle comunicazioni della Cgil, alla presenza di lavoratori, rappresentanti delle istituzioni, della politica e dell’associazionismo. Un incontro convocato per cercare soluzioni condivise sia agli esuberi sia alle incertezze sulla sopravvivenza del polo di produzione e ricerca.

La Slc Cgil contesta la distanza tra le rassicurazioni arrivate dal Governo e la posizione della multinazionale svedese, che, secondo il sindacato, le avrebbe smentite già il giorno successivo. Al momento, l’unico elemento che attenua le conseguenze della procedura resta il criterio della volontarietà delle uscite.

"Abbiamo chiesto all’azienda una serie di misure per limitare i danni, tra le quali scivoli per accompagnare chi lo desidera al pensionamento e l’allungamento della scadenza della procedura oltre il 31 dicembre, ma abbiamo ricevuto solo dei no", dichiarano dalla Slc Cgil. Per il sindacato, "è evidente che l’azienda ha intenzione di chiudere in modo unilaterale questa partita e nel peggior modo possibile".

A pesare è anche il susseguirsi delle riduzioni di personale. "Siamo alla 28esima procedura di licenziamento collettivo per un’azienda che con questa iniziativa rischia di perdere circa un terzo delle proprie competenze e scendere al di sotto dei 200 dipendenti", sottolinea la Slc Cgil, chiedendo che dall’assemblea emerga un impegno collettivo per difendere il sito: "Il patto che deve emergere dall’assemblea deve essere un patto collettivo per evitare che, in una società che vive di comunicazione, proprio il nostro sito di telecomunicazioni, di produzione e ricerca, sia messo a rischio".

Una preoccupazione condivisa da Cisl Liguria e Cisl Genova, che in una nota chiedono di fermare un ulteriore ridimensionamento occupazionale e richiamano l’attenzione sulle prospettive dell’intera struttura.

"La vertenza Ericsson resta irrisolta e la procedura di licenziamento è a tutti gli effetti ancora aperta. Al di là dei toni rassicuranti emersi negli ultimi passaggi istituzionali, la realtà per chi opera nello stabilimento genovese non offre certezze", spiegano le due organizzazioni.

Per la Cisl, il problema va oltre l’esito della procedura in corso e riguarda la continuità delle attività in un sito "storicamente soggetto a continui cambi di linea e a strategie aziendali modificate nel tempo". La perdita di altri lavoratori, avvertono Cisl Liguria e Cisl Genova, rappresenterebbe "un ennesimo ridimensionamento organico che rischia di indebolire e impoverire la vocazione di Genova nell’alta tecnologia e nelle telecomunicazioni".

All’assemblea hanno partecipato i parlamentari Alberto Pandolfo, Ilaria Cavo e Valentina Ghio, quest’ultima in collegamento, e, in presenza, Chiara Appendino e Luca Pirondini. Presenti anche i consiglieri regionali Andrea Orlando, Simone D’Angelo, Katia Piccardo, Gianni Pastorino, Selena Candia, Federico Romeo, Stefano Giordanoe Armando Sanna, gli assessori regionali Alessio Piana e Paolo Ripamonti, l’assessore comunale Emilio Robotti e il presidente del Municipio VI Medio Ponente Fabio Ceraudo.

Hanno preso parte all’incontro anche il segretario del Pd Genova Francesco Tognoni, il presidente di Anpi Genova Massimo Bisca, Gianni Ferretti di Rifondazione comunista Genova e i cappellani del lavoro. Per il sindacato erano presenti il segretario generale della Camera del Lavoro di Genova Alessandro Pagano e la segretaria generale Slc Cgil Genova Sonia Montaldo, con Daniele Carchidi della Slc Cgil nazionale in collegamento. A portare la propria solidarietà anche una delegazione di lavoratori ex Ilva.

Assessore Ripamonti: "Mantenere aperta la trattativa e tutelare anche chi non vuole uscire"

"Regione Liguria è al fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali e continuerà a mettere in campo ogni iniziativa utile, anche attraverso un confronto diretto con l’azienda, per individuare soluzioni condivise - ha dichiarato l'assessore regionale alle Vertenze aziendali e ai Rapporti con le organizzazioni sindacali Paolo Ripamonti -. "In questa fase, il nostro obiettivo è avere il tempo e mantenere aperta la trattativa, per evitare che si arrivi a una situazione traumatica per le 131 persone coinvolte". Ripamonti ha richiamato la responsabilità delle imprese rispetto alle conseguenze delle proprie scelte: "Le decisioni che le aziende prendono non possono prescindere dalla valutazione delle ricadute sui territori e sui lavoratori: conosco bene queste dinamiche, anche per averle vissute nelle crisi industriali della provincia di Savona".

Per l’assessore, l’aumento delle mensilità previste per le uscite volontarie è un elemento da valutare, ma non esaurisce le risposte necessarie. "Non può essere l’unica risposta, soprattutto per chi, per età e professionalità, rischia di incontrare maggiori difficoltà nel ricollocarsi. È necessario lavorare per tutelare tutti, anche coloro che non intendono aderire alle uscite volontarie, e chiedere a Ericsson di chiarire che il suo impegno su Genova e sulla Liguria c’è e ci sarà in futuro". La Regione, ha concluso Ripamonti, continuerà a lavorare insieme ai sindacati "con determinazione e senza venire meno al confronto, per cercare di costruire una soluzione che garantisca la tutela occupazionale".

Assessore Robotti: "Obiettivo trovare una soluzione che salvaguardi l’occupazione e garantisca la permanenza a Genova delle attività di ricerca e sviluppo"

"Il nostro obiettivo è continuare ad affrontare la vertenza Ericsson a livello nazionale, insieme alle istituzioni locali, per trovare una soluzione che salvaguardi l’occupazione e garantisca la permanenza a Genova delle attività di ricerca e sviluppo – ha dichiarato l’assessore Robotti –. Questa vicenda pone ancora una volta il problema della mancanza di una politica industriale capace di difendere e valorizzare le eccellenze tecnologiche del nostro territorio. Non possiamo permetterci di perdere professionalità altamente qualificate e competenze costruite in anni di lavoro e investimenti".

Accanto alla richiesta di una soluzione industriale che garantisca il futuro della presenza di Ericsson a Genova, l’Amministrazione comunale intende lavorare con la Regione Liguria e le organizzazioni sindacali per assicurare le maggiori tutele possibili ai lavoratori che dovessero scegliere di lasciare l’azienda.

"È fondamentale che l’eventuale percorso di uscita non si trasformi in un ricatto occupazionale – ha aggiunto Robotti –. Chi sceglierà volontariamente questa strada dovrà poter contare non soltanto sul sostegno economico dell’azienda, ma anche su concrete opportunità di ricollocazione presso altre imprese del territorio. Dobbiamo costruire percorsi di accompagnamento al lavoro che consentano di non disperdere un patrimonio di conoscenze e professionalità di altissimo livello, che Genova non può permettersi di perdere".

Il Comune di Genova ribadisce quindi la volontà di proseguire il confronto con tutte le parti coinvolte, sostenendo la necessità di un intervento nazionale sulla vertenza e di una strategia industriale che riconosca il ruolo centrale delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione per il futuro economico e occupazionale della città.



 

C.O.

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