Sanità - 16 ottobre 2026, 14:53

Sanità, a Genova il confronto nazionale sul valore dei farmaci innovativi

Assessore Nicolò: "Investire in terapie significa far vivere le persone più a lungo e meglio"

Sanità, a Genova il confronto nazionale sul valore dei farmaci innovativi

Come misurare il valore di un farmaco andando oltre il suo costo e considerando i benefici che produce sulla salute delle persone, sulla qualità della vita e sulla sostenibilità complessiva del Servizio sanitario. È il tema al centro dell’incontro “Misurare il valore dell’innovazione – Dalla valutazione del farmaco agli esiti di salute”, promosso dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), oggi a Palazzo Ducale a Genova.

Un confronto che ha coinvolto istituzioni nazionali e regionali su una delle principali sfide della sanità: garantire ai cittadini l’accesso alle terapie più innovative, valutandone l’efficacia nella pratica clinica e l’impatto sulla spesa sanitaria. Un tema particolarmente rilevante per la Liguria, regione caratterizzata da una popolazione longeva e da bisogni assistenziali in evoluzione.

“Siamo molto contenti che AIFA abbia scelto Genova per questo appuntamento. La valutazione dei farmaci innovativi è una questione strategica: la spesa farmaceutica è una voce importante del bilancio sanitario, ma non possiamo fermarci al costo della terapia – sottolinea l’assessore alla Sanità di Regione Liguria Massimo Nicolò – dobbiamo considerare anche i risultati che produce sulla vita delle persone: oggi i farmaci consentono, in moltissimi casi, non soltanto di sopravvivere più a lungo, ma di vivere meglio, anche grazie alla possibilità di controllare patologie che in passato avevano prospettive molto più limitate. Questo significa migliorare la qualità della vita e può contribuire anche a ridurre altri costi, diretti e indiretti, legati alla malattia. Per una regione come la Liguria, dove la longevità è un dato strutturale, poter contare su terapie sempre più mirate e personalizzate è fondamentale. Ringrazio il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il presidente di AIFA Robert Nisticò, per la presenza a Genova e per il contributo a un confronto importante tra istituzioni nazionali e regionali”.

“L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo, prima in Europa, con un’aspettativa di vita di 84,1 anni, e questo risultato è legato anche alla capacità del nostro Servizio sanitario nazionale di garantire cure efficaci e all’evoluzione della ricerca farmacologica – dichiara il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato – l’innovazione sta consentendo di cronicizzare patologie oncologiche e di trattare malattie rare e condizioni complesse, con benefici importanti per i pazienti, ma anche con un aumento della spesa. Negli ultimi tre anni il Governo ha destinato 18 miliardi di euro in più alla sanità e una quota significativa delle risorse è assorbita dalla farmaceutica. Dobbiamo continuare a investire, governando la spesa e ottimizzando l’impiego delle risorse, affinché il progresso terapeutico si traduca nella migliore cura possibile per tutti i cittadini”.

Il presidente di AIFA, Robert Nisticò, ha richiamato l’importanza di un confronto tra istituzioni nazionali e Regioni per affrontare le trasformazioni legate all’innovazione terapeutica e individuare strumenti di valutazione capaci di considerare, oltre all’efficacia e alla sicurezza, gli esiti di salute e il valore complessivo delle cure.

“La ricerca sta portando sul mercato terapie profondamente diverse da quelle del passato, come le terapie geniche, le CAR-T e le tecnologie di editing genomico, capaci di incidere in modo significativo sulla progressione delle malattie e sulla qualità della vita dei pazienti – dichiara il presidente AIFA Robert Nisticò – in questo scenario, il farmaco non può essere valutato soltanto come una voce di costo, ma deve essere considerato per il suo valore complessivo: quando una terapia è in grado di migliorare concretamente gli esiti di salute, diventa un investimento per la salute delle persone. Per valutare correttamente questa innovazione è sempre più importante mettere in dialogo clinici, economisti e pazienti, costruendo un approccio condiviso che tenga insieme benefici terapeutici, sostenibilità e bisogni reali dei cittadini”.

Redazione

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