Sanità - 16 ottobre 2026, 13:55

Sanità ligure, proclamato lo stato di agitazione: i sindacati non escludono lo sciopero regionale

FP CGIL e UIL FP chiedono concorsi urgenti per assumere personale e contestano la gestione della riforma. Tra le criticità denunciate, il ridimensionamento del Villa Scassi e le carenze di organico al Galliera e al Gaslini

Sanità ligure, proclamato lo stato di agitazione: i sindacati non escludono lo sciopero regionale

FP CGIL e UIL FP Genova e Liguria proclamano lo stato di agitazione del personale della sanità pubblica ligure e annunciano una mobilitazione permanente, senza escludere uno sciopero generale regionale. Nella nota condivisa, i sindacati denunciano un "immobilismo insostenibile delle istituzioni regionali e dei vertici aziendali di fronte al degrado delle condizioni lavorative e organizzative nel comparto sanitario in Liguria".

La mobilitazione riguarda il personale di ATS Liguria, IRCCS AOM Liguria, Galliera, Istituto Giannina Gaslini, Ospedale Evangelico Internazionale e Devoto Marini. A firmare il documento sono, per FP CGIL, Maria Pia Scandolo (Liguria), Fortunato Luca Infantino (Genova), Marzia Ilari (La Spezia), Ennio Peluffo (Savona) e Alessandro Petrini (Imperia); per UIL FP, Milena Speranza (Liguria), Marco Vannucci (Genova), Massimo Bagaglia (La Spezia) e Cinzia Guanci (Ponente Ligure).

"A distanza di dieci mesi dall'approvazione della legge di riforma, la Sanità regionale è ben lontana dal produrre l'efficientamento promesso", affermano le due organizzazioni. Al centro della denuncia ci sono la cronica carenza di personale, le aggressioni quotidiane e carichi di lavoro che, secondo i sindacati, espongono gli operatori a un "rischio di burn-out di massa".

Condizioni che starebbero alimentando un'ondata di dimissioni volontarie: "Un’emorragia professionale allarmante che compromette la tenuta dei servizi essenziali ed espone l'utenza a ritardi nella presa in carico che determinano precarie condizioni di sicurezza", si legge nella nota. Da qui la richiesta di intervenire sulle assunzioni: "In tempi brevissimi, Aziende e Regione devono necessariamente attivare le procedure concorsuali per far fronte al declino".

Le contestazioni riguardano anche la gestione degli accorpamenti. "I processi di accorpamento delle Aziende Sanitarie stanno avvenendo in assenza di un piano organizzativo ed il personale è costretto ad operare senza protocolli uniformi", denunciano FP CGIL e UIL FP. A questo si aggiunge il tema economico: "L'unificazione dei fondi contrattuali, inoltre, crea una condizione di arretramento salariale per lavoratrici e lavoratori".

Sul fronte delle singole strutture, i sindacati segnalano "il ridimensionamento preoccupante del plesso di Villa Scassi all'interno di IRCCS AOM". Al Galliera denunciano invece una grave carenza di organico che avrebbe determinato la chiusura di alcuni reparti, insieme alle incertezze sul futuro del personale che potrebbe transitare in AOM. Per l'Ospedale Evangelico Internazionale, riferiscono, le trattative per il passaggio in AOM risultano interrotte.

Al Gaslini, FP CGIL e UIL FP contestano l'assenza di politiche assunzionali per gli operatori sociosanitari e la mancata applicazione del contratto collettivo nazionale al personale della ricerca sanitaria e delle attività di supporto. La nota richiama inoltre "la carenza di personale infermieristico presso i poli del Gaslini Diffuso di Imperia, Sanremo, Savona, Lavagna e La Spezia e la riduzione dei posti letto".

L'allarme riguarda anche la distribuzione dei servizi sul territorio: "Nelle aree periferiche e nell’entroterra genovese i servizi sanitari ospedalieri sono ridotti, accorpati e svuotati di attività", denunciano le due sigle.

Nel mirino finisce poi il "ricorso smodato al personale gettonista e a partita Iva", che secondo i sindacati riduce le tutele previste dai contratti collettivi della dirigenza e del comparto sanità, determinando anche uno spreco di risorse pubbliche. Sul piano delle relazioni sindacali, viene contestato il "progressivo svuotamento del ruolo della RSU, presidio fondamentale di democrazia e rappresentanza nei luoghi di lavoro".

La mobilitazione potrebbe quindi arrivare allo sciopero: "In assenza di risposte concrete e di un'inversione di rotta da parte di Regione Liguria e delle Aziende", avvertono le organizzazioni nella nota condivisa, non è escluso "il ricorso allo sciopero generale regionale".

Redazione

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