Attualità - 17 ottobre 2026, 11:05

Servizi sociali, in arrivo 14 assistenti: mancano educatori e psicologi

Il Comune chiede finanziamenti nazionali stabili per assumere educatori e psicologi e garantire continuità al sostegno di persone e famiglie

Servizi sociali, in arrivo 14 assistenti: mancano educatori e psicologi

Il Comune di Genova sta rafforzando i servizi sociali sul territorio dopo anni di riduzione del personale. L’obiettivo è offrire risposte più vicine e più efficaci alle persone e alle famiglie che hanno bisogno di sostegno.

Per farlo servono équipe complete, nelle quali assistenti sociali, educatori e psicologi lavorino insieme. Il Comune sta facendo la propria parte, ma le risorse che è stato possibile attivare non sono ancora sufficienti rispetto ai bisogni della città.

La legge nazionale stabilisce un livello minimo di un assistente sociale ogni 5.000 abitanti e indica come obiettivo un assistente sociale ogni 4.000 abitanti. La misura è prevista dalla Legge di Bilancio 2021 (legge 178/2020, articolo 1, comma 797 e seguenti) e finanzia esclusivamente assunzioni a tempo indeterminato, per rendere più solido il servizio sociale pubblico.

Il Comune di Genova ha già compiuto passi concreti: 14 assistenti sociali entreranno in servizio grazie alla stabilizzazione di personale a tempo determinato, già conclusa, e a un successivo bando di mobilità.

Per aiutare davvero le persone, non bastano però gli assistenti sociali. Il piano nazionale prevedeva anche un educatore ogni 20.000 abitanti e uno psicologo ogni 30.000 abitanti. Per Genova questo significherebbe poter contare su circa 28 educatori e 19 psicologi.

A seguito di uno specifico concorso ministeriale, il Comune di Genova ha oggi in servizio sei educatori e 4 psicologi. Con un ulteriore sforzo organizzativo ed economico, l’Amministrazione ha comunque garantito la presenza di un educatore in ogni Ufficio di Zona.

Per gli psicologi, invece, la presenza attuale è di una figura ogni due Uffici di Zona. È una risorsa importante, ma troppo limitata. Le risorse disponibili hanno permesso di avviare il rafforzamento delle equipe degli Ambiti Territoriali Sociali, ma restano esigue rispetto al fabbisogno e ancorate ad una situazione di incertezza data dalla temporaneità e non strutturalità dei finanziamenti. Questo rende più difficile dare continuità agli interventi e costruire una collaborazione stabile con i servizi sanitari della ASL.

"Il Comune di Genova – dichiara l’assessora al Welfare, Cristina Lodi - chiede un investimento nazionale adeguato e strutturale: risorse certe, sufficienti e continuative nel tempo, che permettano di assumere e mantenere in servizio educatori e psicologi e di raggiungere gli standard previsti. L’Amministrazione porterà avanti questa richiesta insieme ad ANCI e con il coinvolgimento della Regione Liguria".

"Il Comune di Genova – continua l’assessora Lodi – ha rafforzato l’équipe multiprofessionale anche nel Centro per le Famiglie, un servizio oggi riconosciuto come Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali. Il Centro accompagna genitori, bambini e famiglie nei momenti di difficoltà e promuove il benessere delle relazioni familiari. Gli educatori lavorano anche in altri servizi della Direzione di Area Welfare Cittadino. È un modello che mette insieme competenze diverse per dare risposte più complete. Per consolidarlo, però, non bastano interventi occasionali: occorre una programmazione stabile, sostenuta da finanziamenti certi, che consenta ai professionisti di lavorare con continuità e ai cittadini di contare su servizi presenti nel tempo".



 

Redazione

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