Attualità - 19 ottobre 2026, 19:01

Ex Ilva, arriva la nota del Ministero: congelata la nuova cassa integrazione, gli operai lasciano l'aeroporto

Dopo un'intera giornata di occupazione al Cristoforo Colombo, i lavoratori ottengono il rinvio del confronto sulla nuova CIGS a dopo il 27 ottobre. Palombo (Fiom): "Non è una vittoria, ma un punto importante in una vertenza ancora molto lunga"

Ex Ilva, arriva la nota del Ministero: congelata la nuova cassa integrazione, gli operai lasciano l'aeroporto

Si conclude l'occupazione dell'aeroporto Cristoforo Colombo da parte dei lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano. Dopo una giornata di protesta, iniziata questa mattina davanti ai cancelli dello stabilimento e proseguita all'interno dello scalo genovese, arriva la comunicazione ufficiale del Ministero del Lavoro che accoglie la richiesta avanzata dai sindacati: nessuna modifica alle attuali condizioni della cassa integrazione prima del confronto con il Governo, fissato per il 27 ottobre a Palazzo Chigi.

A dare l'annuncio agli operai riuniti in aeroporto è Armando Palombo, rappresentante della Fiom, che ha letto integralmente il documento ministeriale, arrivato dopo le interlocuzioni con la prefetta Cinzia Torraco.

"Come avete ben capito, non c'è niente, ma c'è qualcosa di positivo. Le passioni non sono finite, soprattutto con questa gestione commissariale. Prepariamoci a nuove sorprese", ha esordito Palombo, invitando i lavoratori a considerare il risultato come un primo passo e non come la conclusione della vertenza.

La nota del Ministero, datata 19 ottobre, fa riferimento alla richiesta di cassa integrazione straordinaria presentata il 14 ottobre dai commissari di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria e precisa che "le parti saranno convocate solo successivamente al 27 ottobre 2026, data in cui è fissato l'incontro a Palazzo Chigi tra il Governo e le organizzazioni sindacali per discutere della situazione aziendale e dei riflessi della stessa sui livelli occupazionali".

Il documento stabilisce inoltre che Acciaierie d'Italia dovrà attenersi ai numeri e alle condizioni attualmente previsti dal decreto ministeriale del 5 giugno scorso, che autorizza il ricorso alla cassa integrazione fino al 28 febbraio 2027.

Per lo stabilimento genovese significa mantenere, per il momento, l'attuale limite di 280 lavoratori in cassa integrazione mediamente ogni giorno, evitando l'immediata applicazione dell'ipotesi prospettata dai commissari, che coinvolgerebbe 870 dipendenti.

"Questo ci va bene, perché c'è scritto che fino alla data di Palazzo Chigi tutto fermo", ha spiegato Palombo, rivendicando il risultato ottenuto dopo ore di mobilitazione.

Il sindacalista è tornato quindi sulla richiesta di ampliamento della cassa integrazione, considerata incompatibile con la prosecuzione delle attività nello stabilimento di Cornigliano.

"Penso che tutti abbiano capito, dalle forze dell'ordine fino ai politici, che noi 870 cassintegrati su 915 a Genova non ce li beviamo. Perché 870 su 915 vuol dire fermare tutti gli impianti e tutti gli impianti a Genova non possono tecnicamente essere fermati. Ci può essere la manutenzione, non possono essere fermati".

La comunicazione ministeriale arriva al termine di una giornata particolarmente tesa. Dopo l'assemblea delle 7 davanti allo stabilimento, gli operai avevano raggiunto in corteo l'aeroporto, dichiarandone l'occupazione e annunciando l'intenzione di trascorrere la notte all'interno dello scalo in assenza di risposte concrete.

Il primo confronto in Prefettura, con i commissari collegati da remoto, non aveva prodotto i risultati sperati. La richiesta dei lavoratori era rimasta la stessa: un impegno scritto che garantisse il mantenimento della situazione attuale almeno fino all'incontro del 27 ottobre.

Determinante, secondo quanto riferito da Palombo, è stato anche l'intervento della prefetta Torraco. "La signora Prefetto si è prodigata, devo dire la verità. Si è attivata per quanto è in suo potere e ha prodotto un comunicato stampa del Ministero del Lavoro, quindi una fonte autorevole", ha sottolineato il rappresentante sindacale.

Con la lettura della nota, è arrivata quindi la decisione di concludere l'occupazione e organizzare il rientro dei lavoratori verso lo stabilimento, utilizzando i mezzi aziendali.

La nuova procedura di cassa integrazione, tuttavia, non è stata ritirata. Il Ministero ha chiarito che il relativo confronto si terrà soltanto dopo il vertice di Palazzo Chigi e che, nel frattempo, resteranno in vigore le condizioni già autorizzate. Il futuro dello stabilimento e le prospettive occupazionali rimangono dunque al centro della trattativa. "Segniamo questo punto in una lunghissima vertenza, perché non finisce qua. Abbiamo il 27 l'incontro, quindi adesso riordiniamo tutto", ha aggiunto Palombo.

Prima di congedare gli operai, il rappresentante della Fiom ha ricordato anche l'appuntamento del 22 ottobre, quando all'interno dello stabilimento di Cornigliano si terrà una rappresentazione teatrale dedicata a Guido Rossa, alla presenza di lavoratori, familiari e rappresentanti delle istituzioni. "Quella fabbrica è la nostra fabbrica, è il luogo dove passiamo più tempo che con le nostre famiglie", ha ricordato Palombo, prima di concludere: "Segniamo questo punto, che non è una vittoria, ma è un punto importante in una vertenza che sarà ancora molto, molto lunga".

Redazione

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