Sembrava essere giunta a un punto di svolta la vertenza dei lavoratori dell’ex Ilva. Dopo le proteste della scorsa settimana con il presidio davanti alla Prefettura di Genova e l’accordo per l’arrivo di 35mila tonnellate di coil nello stabilimento di Cornigliano, una nuova doccia fredda è arrivata per i dipendenti dell’impianto: la comunicazione dei commissari straordinari che prefigura il ricorso alla cassa integrazione per la quasi totalità delle maestranze.
La notizia ha immediatamente fatto scattare la mobilitazione dei lavoratori, che questa mattina hanno dato vita a un corteo di protesta sfociato nell'occupazione e nel blocco dell'Aeroporto Cristoforo Colombo di Genova, paralizzando gli accessi allo scalo cittadino per rivendicare garanzie sul proprio futuro occupazionale.
Raggiunto lo scalo aeroportuale per interfacciarsi direttamente con i lavoratori in presidio, il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha ribadito la ferma volontà delle istituzioni locali di difendere l'operatività del sito siderurgico: “L’ho detto anche sabato, Genova vuole continuare a lavorare. Genova ha un bel programma che è stato accettato da Acciaierie d'Italia per lavorare in questo caso materiale conto terzi. Infatti Acciaierie d'Italia ha mandato una lettera alla Regione, alla Provincia e alla Città Metropolitana per chiedere l'autorizzazione a trattare i materiali conto terzi. La lettera era di venerdì, è un'altra lettera rispetto a quella della cassa integrazione, quindi vedete che il tentativo di fare il conto terzi esiste”.
Bucci ha sottolineato la necessità di non compromettere il percorso intrapreso nei giorni precedenti con le rappresentanze dei lavoratori, difendendo la validità del tavolo di concertazione: “Certamente non bisogna mandare messaggi controproducenti, ovvero sia bisogna che ci sia un messaggio molto chiaro che l'accordo che è stato fatto mercoledì sera da parte di Acciaierie d'Italia con tutta la parte sindacale deve continuare ad andare avanti. Quindi per il futuro di Genova noi vogliamo che l'azienda continui a lavorare materiale conto terzi. Se Taranto continua ad andare avanti allora il problema non c'è, ma se Taranto dovesse chiudere, il materiale conto terzi deve arrivare a Genova. Genova deve continuare a lavorare sino a quando non ci sarà la vendita a chi vincerà il bando e loro poi si occuperanno di continuare a mandare materiale a Genova per poter essere lavorato. L'accordo di mercoledì è ancora in funzione e noi lavoriamo per questo accordo”.
Incalzato dai cronisti sul cortocircuito che si è creato tra l’intesa per le lavorazioni conto terzi e la lettera dei commissari per la cassa integrazione dei lavoratori, Bucci ha spiegato: “Siamo rimasti tutti sorpresi, adesso dobbiamo risolvere il problema. La lettera dei commissari è più che altro una cosa per avere, in caso di necessità, anche i soldi per la cassa integrazione. Però è chiaro che la cosa deve essere gestita e chiederemo ai commissari di fare in modo che la cosa venga fatta meglio”.
Bucci ha infine confermato di essere in costante contatto con la struttura commissariale per superare l'impasse e mettere al sicuro il futuro dello stabilimento ligure: “Ho parlato coi commissari tutta la giornata di sabato. Sono assolutamente fiducioso, anzi più che fiducioso: è necessario che questo succeda. Dobbiamo essere in grado di gestire la situazione e noi qui a Genova faremo tutto il possibile affinché la situazione venga gestita nel modo più intelligente possibile”.








