Politica - 20 ottobre 2026, 15:32

Scuola, approvato il piano regionale: nuove aperture e indirizzi, scontro sui plessi di Sestri Levante

Il centrodestra dà il via libera con 17 voti favorevoli e 12 contrari. Bocciato l’emendamento per conservare i codici delle scuole Rodari e San Giovanni Bosco. Le opposizioni chiedono una programmazione che tenga conto anche di trasporti, edifici e servizi

Scuola, approvato il piano regionale: nuove aperture e indirizzi, scontro sui plessi di Sestri Levante

Il Consiglio regionale ha approvato con 17 voti favorevoli del centrodestra e 12 contrari il Piano di dimensionamento della rete scolastica e dell’offerta formativa 2026, che aggiorna l’organizzazione delle scuole liguri in vista del 2027/2028. Il documento prevede aperture, dismissioni e trasferimenti di plessi e sezioni, insieme a nuovi indirizzi di studio e percorsi dedicati agli adulti.

Il via libera è arrivato dopo un confronto che si è concentrato soprattutto sulle due scuole di Sestri Levante interessate dalla soppressione dei codici identificativi e sul ruolo della Regione nelle decisioni proposte dagli enti locali. La maggioranza ha difeso il percorso di consultazione dei territori, mentre le opposizioni hanno chiesto una regia regionale più incisiva e maggiori valutazioni sulle conseguenze per studenti e famiglie.

Il piano, che ha ottenuto il parere favorevole unanime del Cal, il Consiglio delle autonomie locali, recepisce le proposte delle Province di Imperia, Savona e La Spezia e della Città metropolitana di Genova, formulate dopo le consultazioni e le ricognizioni sul territorio.

Il quadro degli organici resta stabile per il prossimo biennio: il decreto interministeriale n. 118 del 2026 conferma per la Liguria 169 posizioni di dirigente scolastico e di direttore dei servizi generali e amministrativi negli anni scolastici 2027/2028 e 2028/2029, prevedendone 168 nel 2029/2030. Si tratta delle figure che dirigono le istituzioni scolastiche e ne coordinano la gestione amministrativa.

Tra gli interventi illustrati in aula dalla relatrice di maggioranza Veronica Russo, consigliera di FdI, figurano l’istituzione di una scuola secondaria di primo grado a Villanova d’Albenga, l’apertura di nuove scuole dell’infanzia nell’area genovese e nell’Imperiese e la riorganizzazione di alcune sedi nel territorio metropolitano e nello Spezzino.

L’offerta formativa viene ampliata nei settori dell’informatica, della logistica, della viticoltura e dell’enologia e della manutenzione tecnica, oltre che nell’istruzione degli adulti. Tra le novità discusse anche l’attivazione del liceo del Made in Italy a Genova e Imperia. Per la maggioranza, questi percorsi possono rafforzare il collegamento tra scuola, formazione e caratteristiche produttive della Liguria.

Russo ha descritto il documento come un piano che cerca di rispondere alle esigenze delle comunità, mantenendo "un equilibrio tra la necessaria razionalizzazione della rete e le legittime aspettative dei territori".

Il passaggio più controverso ha riguardato la scuola dell’infanzia Gianni Rodari e la primaria San Giovanni Bosco di Sestri Levante. Con 18 voti contrari della maggioranza e 12 favorevoli delle minoranze è stato respinto l’emendamento del consigliere del Pd Simone D’Angelo che chiedeva di non sopprimere definitivamente i codici meccanografici dei due plessi.

Questi codici identificano le scuole nel sistema amministrativo. Le opposizioni hanno sottolineato la differenza tra non attivare una classe in un determinato anno per insufficienza di iscrizioni e cancellare il codice del plesso, rendendone più complessa una futura riattivazione. Giovanni Battista Pastorino, del gruppo Andrea Orlando Presidente, ha annunciato un ordine del giorno per mantenere i codici attivi ma "congelati", salvaguardando la possibilità di riutilizzarli.

La vicepresidente della Regione e assessora all’Istruzione Simona Ferro ha precisato che la richiesta di soppressione è partita dal Comune di Sestri Levante ed è stata successivamente approvata dalla Città metropolitana e dal Cal. "In linea di principio siamo d’accordo sul fatto che sia meglio non cancellare i codici meccanografici, ma oggi non possiamo entrare nella discrezionalità di enti che hanno già preso le loro decisioni", ha dichiarato.

Una posizione contestata dalle minoranze, che hanno rivendicato la possibilità del Consiglio regionale di modificare le proposte ricevute. 

Nel dibattito Carola Baruzzo, consigliera del Pd, ha ricondotto la scelta al Comune di Sestri Levante, mentre Andrea Orlando e Armando Sanna, del Pd, hanno respinto le accuse rivolte alla Città metropolitana e sollecitato un confronto nel merito dell’emendamento. Davide Natale, consigliere del Pd, ha ricordato l’autonomia dell’assemblea nel correggere un provvedimento.

Le critiche hanno riguardato anche l’impostazione complessiva del piano. Jan Casella, consigliere di AVS, ha osservato: "Il rischio è che sia la somma delle richieste dei territori, manca un senso regionale, una visione". Ha chiesto maggiori dati sugli studenti coinvolti, sulle motivazioni delle dismissioni e sulle classi e sui docenti necessari per i nuovi licei del Made in Italy. Ha inoltre sottolineato che l’assenza di nuovi oneri per il bilancio regionale non esclude costi per i Comuni chiamati a organizzare aperture e trasferimenti.

Il consigliere del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano ha richiamato il valore sociale dei plessi: "Dobbiamo ragionare del futuro dei giovani, perché occorre garantire edifici sicuri, servizi efficaci e percorsi formativi capaci di offrire opportunità reali". D’Angelo ha insistito sulla necessità di considerare, insieme al calo delle nascite, gli apprendimenti, l’accessibilità, la sicurezza degli edifici e i trasporti, soprattutto nei territori dove raggiungere una scuola può essere più difficile.

Nelle dichiarazioni di voto, Rocco Invernizzi, consigliere di FdI, ha confermato il sostegno al provvedimento, mentre D’Angelo, Pastorino e Giordano hanno ribadito le ragioni della contrarietà. Alessandro Bozzano, consigliere di Noi Moderati, ha richiamato i limiti amministrativi che anche il Consiglio regionale deve rispettare. Armando Biasi, consigliere della Lega, ha invece contestato le differenze di atteggiamento di alcuni consiglieri tra il lavoro in commissione e il confronto in aula. Il voto finale ha confermato la divisione tra centrodestra e opposizioni.
 

Chiara Orsetti


Vuoi rimanere informato sulla politica di Genova e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 348 0954317
- inviare un messaggio con il testo GENOVA
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
LaVocediGenova.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP GENOVA sempre al numero 0039 348 0954317.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU