La protesta studentesca torna al liceo artistico Klee Barabino di Genova, dove oggi è stata occupata la sede di salita delle Battistine.
Gli studenti e le studentesse che questa mattina si sono mobilitati aggiungendo il plesso del centro storico all'elenco di istituti occupati, hanno ribadito le condizioni precarie in cui si ogni giorno si trovano, rilanciando la protesta contro il definanziamento della scuola pubblica, le condizioni degli istituti e le scelte politiche del Governo. L’obiettivo dichiarato è mantenere alta la mobilitazione in vista dello sciopero generale del 30 ottobre.
"Complici e solidali con gli studenti del Klee Barabino - Scrive il collettivo OSA - che oggi hanno occupato la sede di Battistine! Dalla Francia alle occupazioni in tutto il paese, manteniamo l’agitazione in ogni singola scuola verso lo sciopero generale del 30 ottobre!".
Al centro della protesta ci sono le condizioni materiali in cui, secondo gli studenti, sono costretti a svolgere le attività didattiche. "Non è più possibile accettare una scuola pubblica che non ha più niente! Il dilagante definanziamento di ogni settore pubblico, compresa l’istruzione, si sta facendo sentire ora più che mai: le aule cadono a pezzi, manca qualsiasi genere di materiale, da quello artistico, per il quale di tasca nostra spendiamo già centinaia di euro, a quello igienico. Persino andare in gita sembra impossibile".
Una denuncia che riguarda in particolare le necessità di un istituto artistico, dove l’acquisto di strumenti e materiali per le attività didattiche può rappresentare una spesa significativa per le famiglie e gli stessi studenti. Nel documento si contestano anche i costi che, secondo i promotori della protesta, finiscono per ricadere direttamente su chi frequenta la scuola, mentre le risorse pubbliche destinate all’istruzione vengono giudicate insufficienti.
Nel mirino degli studenti finisce anche la gestione degli istituti scolastici e il rapporto con le dirigenze. "Siamo stanchi di vedere i nostri istituti gestiti da presidi manager che non hanno nessun interesse nei nostri confronti o in quelli del personale", scrivono, riferendosi in particolare alla situazione del plesso delle Battistine.
A sostegno della loro posizione, gli studenti richiamano il mancato confronto con i docenti, che sarebbero attualmente in stato di agitazione. Secondo quanto riportato nel comunicato, sarebbe stato ripetutamente respinto un tentativo degli insegnanti di ottenere un colloquio con la dirigenza.
La protesta assume così anche il significato di una presa di posizione a fianco del personale scolastico, in un conflitto che gli studenti riconducono a problemi più ampi del sistema di istruzione. "Sappiamo che questo è il risultato di un’istruzione pubblica smantellata sistematicamente in 30 anni di riforme", affermano.
La contestazione si allarga quindi alle scelte di bilancio e alle politiche del Governo, con una critica alle spese militari e al sostegno alle guerre, considerate dagli studenti incompatibili con la necessità di investire nella scuola pubblica.
"Sappiamo che la repressione continua e i decreti infami, come quello razzista, sono frutto di un governo che fa della scuola pubblica il suo apparato ideologico, ma soprattutto sappiamo che il definanziamento pubblico e il carovita straziante sono diretta conseguenza dell’impegno finanziario che il nostro Stato si è preso sostenendo l’industria bellica e le guerre imperialiste dell’Occidente!", si legge nel testo diffuso.
Le rivendicazioni si inseriscono in una mobilitazione studentesca che ha già coinvolto diversi istituti genovesi e che, il 16 ottobre, ha portato in piazza circa un migliaio di studenti, con richieste di maggiori investimenti nell’istruzione e critiche alle spese militari.
La protesta, nelle intenzioni degli studenti, non si fermerà quindi alla singola occupazione, ma punta a coinvolgere altre scuole e a mantenere attivo il movimento nelle prossime settimane.
L'ennesimo gesto di insofferenza e di protesta che si unisce alle mobilitazioni dei docenti del liceo artistico, in stato di agitazione per l'organizzazione della didattica, l'inclusione e il sostegno".







