Uno dei supermercati più discussi degli ultimi anni, la nuova Conad in Carignano, oggi ha ufficialmente aperto le sue porte con la cerimonia di inaugurazione.
Un progetto, quello del nuovo punto vendita per la grande distribuzione, che ha da subito raccolto critiche e contestazioni anche da parte dei residenti stessi ma che, nonostante anche i ritrovamenti delle batterie difensive risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, ha visto la sua realizzazione nella zona della Rotonda.
Questa mattina, alla presenza delle autorità cittadine, è stato tagliato il nastro che ha segnato l’avvio dell’attività del punto vendita. Proprio la presenza delle autorità ha riacceso la polemica e la contestazione del progetto.
A contestare l’opera è Giorgio Scarfì, presidente del Circolo Nuova Ecologia, che ha ribadito la sua contrarietà non soltanto il progetto e il suo impatto sul quartiere, ma anche alla presenza di rappresentanti della giunta Salis all’apertura della struttura.
“Si inaugura l’ennesimo supermercato voluto dalla giunta precedente, con l’ennesima cementificazione e privatizzazione di aree pubbliche”, esordisce Scarfì, che definisce l’intervento “l’esempio in negativo forse più eclatante di una visione della città in questi ultimi anni al servizio degli interessi privati e di un’urbanistica senza scrupoli tipo anni ’60”.
Nel mirino c’è dunque un modello di sviluppo urbano che, secondo il presidente del Circolo Nuova Ecologia, avrebbe privilegiato gli interessi privati a scapito della qualità degli spazi pubblici e di una pianificazione attenta alle esigenze dei quartieri. Ma la critica si rivolge anche all’attuale amministrazione comunale, accusata di non aver colto l’occasione per marcare una netta differenza rispetto alle scelte del passato.
“In questo contesto la giunta Salis perde l’occasione di prendere nettamente le distanze da questo tipo di opere e di utilizzo degli spazi pubblici, inviando vari suoi rappresentanti all’inaugurazione. Ma per festeggiare cosa esattamente?”, si domanda Scarfì.
Una presenza che, nella lettura dell’esponente ambientalista, rischia di trasmettere un messaggio di continuità proprio su un tema sul quale la nuova amministrazione potrebbe invece dichiarare un cambio di rotta. La contestazione non riguarda soltanto il singolo supermercato, ma la possibilità che Genova continui a seguire una politica urbanistica analoga a quella degli ultimi anni, anche sotto una nuova guida politica.
Scarfì richiama inoltre l’attenzione sulle opere previste per mitigare l’impatto dell’intervento, che a suo giudizio sarebbero ancora lontane dal completamento. “Senza dimenticare che la lunga lista di opere che erano state richieste per mitigare l’impatto di questo ‘coso’ è ben lungi dall’essere stata portata a termine e non se ne sa più nulla”, afferma, chiedendo chiarezza sullo stato degli interventi e sugli impegni assunti.
Da qui la domanda rivolta direttamente alla giunta Salis: “Sentiremo mai dire chiaramente: noi queste cose non le faremo più?”. Per Scarfì, la discontinuità non dovrebbe limitarsi a un cambiamento di nomi o di soggetti coinvolti, ma tradursi in una diversa concezione dell’uso del territorio e dei beni pubblici.
“Oppure finirà che si cambierà solo il marchio dei supermercati, il nome dei costruttori e quello dei progettisti?”, incalza ancora il presidente del Circolo Nuova Ecologia.
La scelta di non partecipare all’inaugurazione, secondo Scarfì, avrebbe potuto rappresentare un segnale politico chiaro, senza necessariamente mettere in discussione gli impegni amministrativi già assunti. “Non sembrava una decisione molto difficile e impegnativa da prendere: boicottare l’inaugurazione per indicare una chiara discontinuità su questo tipo di progetti e di utilizzo dei beni pubblici. Si chiede troppo?”, conclude.