Attualità - 26 ottobre 2026, 12:17

Giornalisti in presidio contro i "bavagli" alla cronaca, apertura del nuovo questore: "Pronti a rivedere la comunicazione"

Dopo la protesta di questa mattina, confronto con i vertici delle forze dell'ordine. Sul tavolo anche la possibile riapertura della sala stampa della Questura e la comunicazione dei nomi degli avvocati difensori. "Siamo abbastanza contenti, ma le aperture andranno misurate sul campo"

Si chiude con alcuni segnali positivi il presidio organizzato questa mattina, lunedì 26 ottobre, dai giornalisti liguri per protestare contro le restrizioni nella diffusione delle notizie di cronaca da parte delle forze dell'ordine. La mobilitazione, promossa dall'Ordine dei giornalisti della Liguria, dall'Associazione Ligure Giornalisti e dal Gruppo Cronisti Liguri, ha portato a un nuovo confronto con i vertici delle forze dell'ordine. Un incontro dal quale, secondo i rappresentanti della categoria, è emersa la disponibilità a rivedere alcune delle modalità di comunicazione che negli ultimi mesi hanno complicato il lavoro dei cronisti.

"Con il cambio di questore vediamo se ci sarà un miglioramento - ha detto  Katia Bonchi, presidente del Gruppo Cronisti Liguri, al termine del presidio -. Da parte del nuovo questore Gargiulo c'è stata un'apertura al confronto con i suoi dirigenti, per trovare un nuovo modo di comunicare e potenzialmente anche per riaprire la sala stampa che avevamo prima del Covid. Anche i carabinieri hanno chiesto un ennesimo incontro con il procuratore Piacente, perché temono sempre che dalla Procura possano arrivare delle strette che, al momento, a noi non risultano. Faremo quindi un altro confronto. La stessa prefetta è stata molto disponibile a incontrarci nuovamente dopo questo primo punto della situazione. Ora dovremo misurare sul campo queste aperture, però siamo abbastanza contenti".

Tra i risultati rivendicati dalla categoria c'è anche quello relativo alla comunicazione dei nominativi degli avvocati difensori delle persone arrestate o indagate, una delle questioni sollevate dagli organizzatori del presidio. A confermarlo è Tommaso Fregatti, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Liguria: "Abbiamo ottenuto che i nomi degli avvocati vengano comunicati. Questo risultato lo abbiamo raggiunto e lo comunicherò anche al presidente Savi. C'è un'apertura, le manifestazioni servono. Essere in tanti qui oggi ci ha permesso di sederci nuovamente al tavolo con il questore, il comandante provinciale dei carabinieri e i vertici della Guardia di Finanza. È stato importante. Ringrazio tutti per la disponibilità e per la presenza e vi terremo aggiornati, perché non vogliamo mandare in pensione il mestiere del cronista di nera".

Al centro delle contestazioni c'è la scelta, denunciata dalla categoria, di non inserire più nei resoconti quotidiani delle forze dell'ordine numerosi episodi di cronaca, dai furti alle rapine, dalle truffe agli anziani alle violenze sessuali e agli accoltellamenti. Secondo quanto denunciato dagli organizzatori, la mancata diffusione di queste informazioni sarebbe stata motivata con la volontà di evitare che la pubblicazione delle notizie generasse "allarme sociale". Ai giornalisti, sostengono le associazioni, verrebbero comunicate prevalentemente le attività di controllo del territorio, mentre sarebbe sempre più difficile ottenere informazioni su altri fatti di cronaca.

Una situazione che l'Ordine, il sindacato e il Gruppo Cronisti considerano lesiva del diritto dei cittadini a essere informati e in contrasto con i principi dell'articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di stampa e stabilisce che "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

Chiara Orsetti

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