Economia - 26 ottobre 2026, 11:57

Autotrasporto e decreto aiuti, Assotrasporti frena: "Bene i fondi per il gasolio, ma ora servono tempi certi"

L'associazione fa il punto sul decreto-legge per il settore dopo le ultime misure del Governo: "Fondi necessari ma le procedure restano complesse. A rischio la tenuta delle piccole imprese del nodo portuale genovese"

Autotrasporto e decreto aiuti, Assotrasporti frena: "Bene i fondi per il gasolio, ma ora servono tempi certi"

Assotrasporti richiama l’attenzione sulle misure per l’autotrasporto contenute nel decreto-legge 23 ottobre 2026, n. 193, in vigore dal 24 ottobre. Il provvedimento interviene sui crediti d’imposta per il gasolio, sulla possibilità di sospendere determinati canoni di leasing e sui corrispettivi del trasporto. L’entrata in vigore delle norme non equivale alla piena disponibilità immediata di ogni beneficio: restano essenziali le procedure applicative.

Nell’area genovese la movimentazione delle merci si intreccia con l’attività portuale, i terminal, l’intermodalità e le direttrici stradali verso i mercati nazionali. Tempi operativi, congestione e variabilità delle percorrenze incidono sull’organizzazione dei servizi e sulla corretta determinazione dei prezzi. Per il gasolio, il decreto prevede un incremento di risorse di 66,4 milioni di euro per marzo–agosto 2026 e un intervento distinto, entro il limite di 60 milioni, per il periodo 1° settembre–5 ottobre 2026.

«Apprezziamo gli interventi del Governo, ma l’attenzione non deve esaurirsi con l’emergenza. Il trasporto merci sostiene l’intera economia nazionale: servono continuità nel confronto, tempi certi e condizioni che consentano alle imprese di programmare investimenti, lavoro e sicurezza», afferma Secondo Sandiano, Presidente Nazionale di Assotrasporti.

«Per le aziende conta soprattutto quando e come gli aiuti diventeranno utilizzabili. Liquidità, semplicità delle procedure e adeguamento dei corrispettivi ai costi effettivi sono esigenze immediate, in particolare per i piccoli operatori, che non possono assorbire a lungo gli aumenti del gasolio e delle altre spese», sottolinea Fabrizio Civallero, Segretario Nazionale.

La sostenibilità dei servizi richiede inoltre una conoscenza puntuale dei costi di ciascun viaggio e della redditività delle commesse: gli interventi pubblici devono accompagnarsi alla capacità delle imprese di misurare tempestivamente i propri margini.

«Il credito d’imposta può attenuare una parte dei rincari, ma non sostituisce una gestione consapevole. Conoscere il costo chilometrico reale, aggiornarlo periodicamente e verificare la redditività di ogni servizio significa difendere l’impresa prima che la crescita del fatturato si trasformi in un aumento delle perdite», osserva Gian Luca Di Rocco, Vice Segretario Nazionale e Coordinatore del Centro Studi Assotrasporti/Eumove.

Accanto al controllo economico, contano l'organizzazione interna, le procedure e la rapidità con cui l'impresa riesce ad adattarsi alle variazioni del mercato.

«I cambiamenti del mercato richiedono aziende organizzate, non soltanto reattive quando la difficoltà è già esplosa. Procedure interne efficaci, controllo tempestivo degli indicatori economici, responsabilità chiare e aggiornamento dei processi permettono di intervenire subito e prevenire conseguenze negative sulla sostenibilità aziendale», evidenzia Aurelio Prisco, Vice Presidente e Coordinatore del Comitato Scientifico Assotrasporti/Eumove.

Assotrasporti richiama la necessità di trasformare le disposizioni nazionali in strumenti utilizzabili e di favorire un confronto stabile sui costi reali delle operazioni di trasporto e logistica. In vista del confronto ministeriale annunciato per il 27 ottobre, l’associazione auspica risposte concrete e tempestive.

Redazione

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