Il Comune di Genova punta a raggiungere un accordo con Duemila Grandi Eventi per chiudere la controversia sul concerto di Capodanno 2025, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato l'illegittimità dell'esclusione della società dalla gara.
L'amministrazione ha già avviato una trattativa per il risarcimento e attivato la propria copertura assicurativa per contenere le conseguenze economiche della vicenda. A comunicarlo è stato il vicesindaco Alessandro Terrile, rispondendo questa mattina in consiglio comunale a quattro interrogazioni dell'opposizione.
"È intenzione del Comune tentare una soluzione transattiva della vertenza. Sono stati tenuti degli incontri tra i difensori del Comune e quelli della società ricorrente e ne sono previsti altri nei prossimi giorni", ha spiegato Terrile. "Al fine di tenere indenne il Comune da esborsi, o comunque di limitarli fortemente, abbiamo attivato la copertura assicurativa che copre proprio il rischio di errori di questo tipo nelle valutazioni poi modificate dai giudici amministrativi. Ad oggi non siamo in grado di quantificare quanto sarà l'esborso".
La società ricorrente aveva quantificato in 63.305 euro il danno subito nel giudizio di primo grado, ma la cifra che il Comune dovrà eventualmente corrispondere resta da definire. Il vicesindaco ha precisato che il Consiglio di Stato non si è pronunciato sul risarcimento, poiché era necessario procedere prima a una nuova verifica della congruità dell'offerta.
Una verifica che l'amministrazione ha completato nella giornata di ieri, arrivando all'aggiudicazione della gara a Duemila Grandi Eventi, a quasi dieci mesi dal concerto che ha visto esibirsi i Pinguini Tattici Nucleari. Terrile ha quindi ricostruito le ragioni della sentenza del Consiglio di Stato del 16 ottobre, che ha respinto il ricorso del Comune contro la precedente pronuncia del Tar Liguria. "La vicenda giuridica ruota tutta intorno alla prova della disponibilità dell'artista. Secondo la commissione giudicatrice doveva essere fornita al momento della partecipazione al bando, mentre secondo il giudice amministrativo poteva essere presentata anche successivamente all'aggiudicazione", ha chiarito.
Il vicesindaco ha escluso che alla base dell'assegnazione originaria della gara ci fossero motivazioni politiche: "Non ci sono state ragioni politico amministrative, ma semplicemente la commissione giudicatrice aveva considerato incongrua l'offerta di un concorrente che, a suo parere, non aveva dimostrato la disponibilità dell'artista proposto".
Sul prossimo Capodanno, intanto, il Comune ha modificato alcuni criteri del bando, pubblicato il 13 ottobre scorso. La principale novità riguarda proprio la documentazione richiesta per dimostrare la disponibilità degli artisti, che dovrà comprendere un contratto sottoscritto con il soggetto legittimato a rappresentarli, anche con efficacia subordinata all'aggiudicazione. Cambia inoltre il peso attribuito alle offerte: 90 punti per quella tecnica e 10 per quella economica, contro gli 80 e 20 previsti nel 2025. Eliminata anche la possibilità di affidare all'aggiudicatario ulteriori servizi analoghi.
Sul fronte dei costi, Terrile ha anticipato che anche il prossimo concerto avrà una spesa simile a quella dello scorso anno, superiore di poco a un milione di euro, soprattutto per gli oneri di sicurezza legati a un evento con 20-30mila partecipanti. Il vicesindaco ha poi aperto un fronte polemico con la Regione Liguria, ricordando che fino al 2024 contribuiva all'organizzazione del Capodanno genovese con 500mila euro.
"Da quando a Genova c'è una giunta di centrosinistra, la Regione Liguria non intende più finanziare o contribuire al Capodanno della città capoluogo", ha sostenuto Terrile. "Su un costo di un milione di euro, quel contributo consentiva sostanzialmente di dimezzare la spesa a carico del Comune. Se si potesse fare come fino al 2024, saremmo ben contenti".
Le spiegazioni del vicesindaco non hanno soddisfatto le consigliere di opposizione Anna Orlando, Alessandra Bianchi, Paola Bordilli e Ilaria Cavo, che hanno sollevato dubbi sulle responsabilità amministrative, sui costi della vicenda e sulle modifiche al nuovo bando.
In particolare, Cavo ha contestato che il mancato ribasso del 7% offerto da Duemila Grandi Eventi, sommato al risarcimento e agli eventuali danni reputazionali, possa comportare un costo complessivo di almeno 150mila euro per la collettività. Bianchi ha chiesto se possano emergere responsabilità ulteriori rispetto a quelle risarcitorie, mentre Bordilli ha richiamato i dati ottenuti tramite accesso agli atti, secondo cui il costo complessivo dell'ultimo Capodanno avrebbe superato 1,2 milioni di euro. Le consigliere hanno inoltre contestato il maggiore peso attribuito alla valutazione tecnica nel nuovo bando e la riduzione di alcuni requisiti relativi all'esperienza degli organizzatori, alla sicurezza e alla sostenibilità degli eventi.
Terrile ha concluso assicurando che l'amministrazione aggiornerà il consiglio comunale sull'esito dei contatti con la società ricorrente e sull'eventuale accordo per il risarcimento.






