Un nuovo passaggio decisivo per il futuro di AMT. Questa mattina, martedì 27 ottobre, è stata depositata presso il Tribunale di Genova l'istanza per ottenere l'omologa degli accordi di ristrutturazione del debito dell'azienda di trasporto pubblico. Un atto fondamentale nel percorso di risanamento avviato per affrontare la grave crisi finanziaria della società e garantirne la continuità operativa, mantenendola interamente in mano pubblica.
La pronuncia dei giudici è attesa indicativamente tra la fine di novembre e i primi giorni di dicembre. In caso di via libera, gli accordi raggiunti potranno acquisire efficacia estesa all'intera platea dei creditori, consentendo di procedere con la fase decisiva del piano di salvataggio e di sbloccare le risorse necessarie alla riorganizzazione del servizio di trasporto urbano ed extraurbano.
Il piano di rilancio prevede un incremento della contribuzione pubblica pari a 20,7 milioni di euro all'anno a partire dal 2026, a cui si aggiungono il contributo regionale e un consistente aumento di capitale sottoscritto dal Comune di Genova, dalla Città Metropolitana e dai Comuni del Tigullio. Questi ultimi procederanno anche alla conversione di alcuni crediti in capitale. Il quadro finanziario sarà completato dall'apporto di nuove risorse da parte degli istituti di credito e di FSU, Finanziaria Sviluppo Utilities.
Una volta ottenuta l'omologazione, il percorso proseguirà in Consiglio comunale, dove dovrà essere approvata la delibera necessaria ad autorizzare la fase attuativa del piano di risanamento, già approvato lo scorso 12 maggio. L'obiettivo è ricostituire le condizioni patrimoniali e finanziarie indispensabili per garantire la piena operatività dell'azienda.
A sottolineare l'importanza del passaggio è la sindaca Silvia Salis, che torna anche sulle condizioni economiche nelle quali versava AMT al momento dell'insediamento della nuova amministrazione.
"Il deposito dell'istanza di omologa è un passaggio fondamentale per il salvataggio del servizio di trasporto pubblico e un segnale di profonda responsabilità verso la città. Quando siamo arrivati ci siamo trovati di fronte a un'azienda al collasso, che perdeva oltre 4 milioni di euro al mese: una situazione drammatica che da parte di qualcuno si è persino tentato irresponsabilmente di negare o ridimensionare. Ai negazionisti di questa crisi abbiamo risposto con la concretezza dei fatti e la trasparenza dei numeri".
La prima cittadina rivolge poi un ringraziamento al vicesindaco Alessandro Terrile, al consiglio di amministrazione, ai vertici aziendali e a tutti i soggetti coinvolti nel percorso di ristrutturazione, riservando un pensiero particolare ai dipendenti e agli utenti che hanno affrontato le difficoltà degli ultimi mesi.
"Attendiamo ora con fiducia la pronuncia del Tribunale: questo passo ci consentirà di restituire ai genovesi un'azienda di trasporto pubblico solida, efficiente e totalmente pubblica", conclude Salis.
Sull'importanza dell'omologa interviene anche il vicesindaco Alessandro Terrile, che ha seguito direttamente il percorso di risanamento della società.
"Come avevamo ampiamente anticipato, AMT ha depositato l'istanza per ottenere l'omologa degli accordi di ristrutturazione del proprio debito. È un passaggio fondamentale perché l'omologa consente di estendere l'efficacia degli accordi a tutti i creditori".
Terrile ribadisce inoltre la volontà di preservare l'attuale assetto societario, senza ricorrere a una privatizzazione: "Questo percorso garantisce di mantenere AMT pubblica con gli stessi soci di oggi, di uscire finalmente dalla crisi e di ridotare l'azienda delle risorse patrimoniali e finanziarie indispensabili per garantire il servizio sia in ambito urbano che extraurbano".
Il deposito dell'istanza rappresenta dunque un avanzamento significativo, ma il completamento del percorso di salvataggio resta subordinato al pronunciamento del Tribunale e ai successivi passaggi amministrativi. Le prossime settimane saranno quindi determinanti per definire il futuro finanziario e operativo della principale azienda di trasporto pubblico genovese.






