Le organizzazioni sindacali FILT CGIL Genova, FIT-CISL Liguria e UILTRASPORTI Liguria hanno espresso profonda preoccupazione in merito alle indiscrezioni di stampa relative a una possibile destinazione del Terminal Sech alle attività crocieristiche e alle dichiarazioni attribuite alla presidenza dell'Autorità di Sistema Portuale (AdSP) del Mar Ligure Occidentale.
La prospettiva di una riconversione verso il traffico passeggeri ha generato allarme tra i circa 270 dipendenti dello scalo container, la cui concessione è attualmente in essere fino al 2047. I sindacati sottolineano che la redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale non può limitarsi a mere valutazioni di opportunità d'investimento, ma deve garantire la continuità operativa e la salvaguardia dei livelli occupazionali.
Contestualmente, le sigle di categoria richiamano l'attenzione sulla crisi del Terminal Rinfuse, i cui lavoratori sono in stato di agitazione da oltre due mesi. Le rappresentanze dei lavoratori ribadiscono la centralità strategica del traffico rinfusiero per lo scalo genovese e sollecitano un confronto urgente con le istituzioni portuali.
FILT CGIL Genova, FIT-CISL Liguria e UILTRASPORTI Liguria: "Le parole riportate, in particolare il sostegno all'opzione passeggeri, hanno comprensibilmente suscitato allarme tra i circa 270 lavoratori del Terminal Sech considerando che la scadenza della concessione del terminal è prevista nel 2047. La programmazione del nuovo Piano regolatore portuale è un passaggio decisivo, ma non può ridursi a una valutazione degli spazi e delle opportunità di investimento. Ogni ipotesi deve tenere conto delle concessioni in essere, della continuità delle attività e delle ricadute occupazionali. Per questo chiediamo chiarezza sulle prospettive del Sech e sulle intenzioni dell'AdSP.
La preoccupazione riguarda anche altre realtà del porto genovese. Il Terminal Rinfuse è in grande difficoltà, mentre progetti ancora privi di risposte certe rischiano di mettere in discussione la stessa continuità del terminal. Secondo noi oltretutto il Porto di Genova non può e non deve rinunciare al traffico di Rinfuse. Ad oggi, però, non abbiamo ricevuto riscontri adeguati. I lavoratori del terminal sono in stato di agitazione da oltre due mesi e riteniamo che le loro istanze a difesa del posto di lavoro meritino grande rispetto. Convegni e occasioni pubbliche sono importanti, ma il porto è fatto di calate e banchine, di navi e, soprattutto, di lavoratrici e lavoratori. Le scelte sul futuro dello scalo devono partire anche dall'ascolto di chi quel porto lo vive e lo tiene in funzione ogni giorno".






