Politica - 28 ottobre 2026, 11:48

Impianti che producono cattivi odori, nuove regole: almeno 200 metri di distanza da case, scuole e ospedali

Presentata in commissione consiliare la modifica al Piano Urbanistico Comunale. Previste anche distanze di almeno 100 metri tra impianti analoghi per evitarne la concentrazione negli stessi quartieri

Impianti che producono cattivi odori, nuove regole: almeno 200 metri di distanza da case, scuole e ospedali

Gli impianti che possono produrre emissioni di cattivi odori dovranno rispettare una distanza minima di 200 metri dalle aree prevalentemente residenziali, dalle scuole, dagli ospedali e dalle strutture sociosanitarie. È quanto prevede la proposta di modifica al Piano Urbanistico Comunale (PUC), presentata questa mattina in commissione consiliare dalle assessore all'Urbanistica Francesca Coppola e all'Ambiente Silvia Pericu.

La nuova disciplina riguarda la localizzazione delle attività potenzialmente responsabili di emissioni odorigene significative, tra cui gli impianti di trattamento dei rifiuti, quelli destinati alla gestione di reflui e fanghi e alcune lavorazioni industriali.

Oltre alla fascia di rispetto di 200 metri dalle abitazioni e dai cosiddetti recettori sensibili, la proposta introduce una distanza minima di 100 metri tra impianti analoghi, con l'obiettivo di evitarne la concentrazione nelle stesse zone della città. Per il trasferimento di attività già esistenti sarà inoltre richiesta una documentazione specifica relativa al miglioramento ambientale.

L'obiettivo dell'amministrazione è intervenire già nella fase di pianificazione urbanistica, anziché affrontare i problemi legati agli odori soltanto dopo l'insediamento delle attività. Una questione particolarmente rilevante a Genova, dove la conformazione del territorio ha portato nel tempo alla convivenza ravvicinata tra stabilimenti produttivi, abitazioni e servizi.

"Con questa modifica vogliamo affermare un principio preciso: la qualità della vita delle persone deve essere un criterio che orienta le scelte urbanistiche, non una questione da affrontare soltanto quando si manifestano le criticità", dichiarano le assessore Coppola e Pericu.

"Non si tratta di contrapporre le attività produttive alla città abitata, ma di riconoscere che lo sviluppo economico deve essere accompagnato da regole capaci di tutelare la salute, il benessere e la qualità dell'ambiente urbano. Con questo provvedimento introduciamo criteri generali e trasparenti, che consentono di valutare preventivamente la localizzazione degli impianti e di evitare che le conseguenze di scelte non adeguatamente pianificate ricadano sui quartieri e sulle persone che li abitano".

La modifica al PUC non sostituirà gli strumenti di controllo ambientale già previsti dalla normativa nazionale, ma si affiancherà a questi, introducendo criteri urbanistici per prevenire nuove situazioni di incompatibilità.

"Accanto a questa azione preventiva continuerà il lavoro sugli impianti esistenti, attraverso i monitoraggi ambientali, gli strumenti di controllo e le prescrizioni previste dalla normativa, compresi i Piani di Gestione degli Odori", precisano le assessore.

La proposta si inserisce nel quadro normativo definito anche dall'articolo 272-bis del decreto legislativo 152/2006, che disciplina le emissioni odorigene. L'intenzione è quindi agire su due fronti: proseguire i controlli sulle attività già presenti sul territorio e stabilire regole più precise per la localizzazione di quelle future.

C.O.


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