Sabato 31 ottobre, alle 15.30, in largo Eros Lanfranco, si ritroveranno cittadini e attivisti per chiedere il ritiro del disegno di legge sulla caccia e opporsi alle modifiche che, secondo le associazioni ambientaliste e animaliste, rischiano di ridurre le tutele della fauna selvatica e della biodiversità.
La manifestazione è organizzata dalle associazioni Gaia Animali e Ambiente Genova, Lav Genova, AnimaLiberAction Genova, Animalisti Genovesi e Associazione Sparta, con il sostegno di Europa Verde, che ha annunciato la propria adesione alla mobilitazione.
Al centro della protesta c'è il timore che le nuove disposizioni possano ampliare le specie cacciabili, i periodi e le aree in cui è consentita l'attività venatoria, coinvolgendo anche territori particolarmente delicati dal punto di vista ambientale.
"Non accettiamo che parchi, spiagge, aree protette e habitat fragili vengano trasformati in territori di caccia, a danno della fauna selvatica, della biodiversità e della sicurezza di cittadine e cittadini. Chiediamo il ritiro di questo ddl e l'abbandono di ogni norma che estenda specie cacciabili, tempi e luoghi dell'attività venatoria. La tutela dell'ambiente è un dovere costituzionale e un patrimonio di tutti: difenderemo la natura, non gli interessi delle lobby venatorie. Per questo scenderemo in piazza, insieme alle associazioni e alla società civile, per dire con forza che la fauna non è un bersaglio e la natura non si negozia", dichiara Giorgia Parodi, co-portavoce provinciale di Europa Verde Genova.
Alla mobilitazione si unisce anche Francesca Ghio, capogruppo comunale di AVS a Genova e consigliera delegata alle Politiche Animali, che richiama la necessità di rafforzare, anziché indebolire, le norme a tutela degli animali selvatici.
"Riteniamo doveroso opporsi con fermezza a ogni provvedimento che indebolisca la tutela degli animali selvatici e della biodiversità. Basta all'ipocrisia dei due pesi e due misure: da una parte lo sfruttamento animale negli allevamenti intensivi e la fauna usata come bersaglio, dall'altro il cane e il gatto con collari diamantati. Gli animali tutti non sono bersagli, trofei o strumenti di divertimento umano, sono esseri viventi che provano dolore, paura e hanno diritto a rispetto e libertà. La biodiversità si protegge, non si massacra. Chiediamo leggi più severe per difendere la fauna e preservare gli ecosistemi, non per sterminare e torturare animali. Rifiutiamo ogni arretramento nella tutela degli animali, per una svolta radicale a loro favore", sottolinea Ghio.
Il presidio di sabato sarà dunque un'occasione per ribadire la contrarietà delle associazioni e delle forze politiche aderenti al disegno di legge e chiedere che la tutela degli ecosistemi e degli animali selvatici rimanga una priorità nella legislazione nazionale.






