Sport - 30 ottobre 2026, 19:31

Sampdoria, D’Angelo avverte la squadra: "Se non reggiamo la pressione, non possiamo giocare qui"

Alla vigilia del derby con la Virtus Entella, il tecnico fa i conti con gli infortuni e una rosa ridotta: "Bisogna accendere il fuoco con la legna che si ha". E sulla contestazione: "Dobbiamo essere felici di indossare quella maglia"

Terza gara in sette giorni e rosa ridotta all'osso. Si presenta così la Sampdoria al confronto di domani contro la Virtus Entella al "Luigi Ferraris". Nella conferenza stampa della vigilia, l'allenatore blucerchiato Luca D'Angelo ha analizzato i temi principali che accompagnano il momento della squadra, partendo dalla difficoltà di gestire i carichi di lavoro a causa dei numerosi assenti.

"Io quando sono arrivato la settimana scorsa sapevo che c'erano delle difficoltà e principalmente due - il pensiero di D'Angelo - il numero di giocatori non era eccessivo per i tantissimi infortuni che abbiamo, e il fatto che ci si può allenare pochissimo".

Le condizioni di diversi giocatori, tra cui Ravanelli e Di Pardo (quest'ultimo in dubbio per un problema al flessore), verranno valutate fino all'ultimo, con minuti contati anche per chi rientra.

In merito al contesto ambientale e alla contestazione annunciata dalla tifoseria prima della gara, il mister ha evidenziato l'importanza della tenuta mentale dei suoi calciatori: "Se poi invece non siamo in grado di reggere quel tipo di pressione che è normale avere con una tifoseria del genere, vuol dire che non possiamo giocare nella Sampdoria, e ne prenderemo atto e faremo altre scelte poi più in là. Io credo che quando uno giochi a calcio debba essere soltanto così: felicissimo di indossare quella maglia dentro quello stadio".

Sull'Entella, l'allenatore ha richiamato l'attenzione sulla pericolosità degli avversari nelle ripartenze, aspetto su cui la squadra ha lavorato durante i brevi momenti di preparazione svolti sul campo.

Rispondendo alle domande sui giocatori arrivati nell'ultima sessione di mercato e sulle difficoltà a trovare la via del gol, il tecnico ha chiesto tempo per l'adattamento dei profili provenienti da altri campionati: "La squadra riesce ad arrivare in zona porta abbastanza bene e dopo manca, diciamo, la stoccata. E però, ripeto, è anche una questione di fiducia in alcuni giocatori, e noi questa fiducia gliela dobbiamo dare perché credo che sia giusto. Non è mai semplice a mio avviso essere catapultati da un campionato estero ad un campionato come quello di Serie B".

E sul proprio metodo di lavoro ha ribadito: "Io lavoro tanto sul campo, è quello il mio focus".

Richiamato un aneddoto sulla propria carriera da calciatore e sul suo primo gol in Serie B realizzato proprio al "Ferraris", l'allenatore ha commentato con una battuta il ricordo: "Io ho fatto 21 gol in carriera da difensore, che non sono pochi, hai ragione... Ho a casa una foto di quel gol che ovviamente io tengo come una reliquia, che ogni qualvolta viene qualcuno a trovarmi e vuole fare un po' il saputello, dico: 'Guarda dove ho segnato io, perciò finiamolo qua il discorso', e tutti ovviamente si azzittiscono perché non ho, per fortuna, amici che hanno fatto una carriera migliore della mia".

In vista della partita di domani, la conclusione è affidata a una massima sulla gestione delle risorse attuali: "Dalle mie parti si dice sempre che bisogna accendere il fuoco con la legna che si ha, e il fuoco si accende lo stesso se uno riesce a manovrarlo nella maniera giusta".

Roberto Vassallo


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