Attualità - 31 ottobre 2026, 18:51

Protesta degli animalisti davanti alla Prefettura: "Il 27 novembre si decide la sorte di milioni di animali"

Venti associazioni hanno aderito al presidio contro la riforma della legge sulla caccia. Nel mirino l'accelerazione dell'iter parlamentare e il ruolo del deputato ligure Francesco Bruzzone: "Gli animali selvatici appartengono alla collettività, non agli interessi di pochi"

Venti associazioni animaliste e ambientaliste, insieme a decine di cittadini, si sono ritrovate oggi davanti alla Prefettura di Genova per protestare contro la riforma della legge sulla caccia. Al centro della mobilitazione la decisione della Conferenza dei Capigruppo di calendarizzare per il prossimo 27 novembre, alla Camera dei Deputati, la proposta di legge numero 2984, già approvata dal Senato.

A promuovere il presidio sono state Animalisti Genovesi, GAIA Animali e Ambiente, AnimaLiberAction, LAV e Associazione Sparta, che esprimono soddisfazione per la partecipazione alla manifestazione, ma anche forte preoccupazione per i tempi dell'iter parlamentare.

Secondo le associazioni, infatti, la decisione di portare il provvedimento in Aula arriva quando l'esame in Commissione Agricoltura non è ancora terminato e numerosi emendamenti devono essere discussi e votati. Un'accelerazione che, denunciano, rischia di ridurre il confronto parlamentare a una formalità.

"l 27 novembre la Camera deciderà la sorte di milioni tra lepri, cervi, caprioli, volpi, tordi, allodole, tortore e anatre. Sono esseri senzienti, non bersagli. Proseguiremo con maggiore tenacia la mobilitazione: gli animali selvatici appartengono alla collettività, non agli interessi di pochi" dichiarano le associazioni promotrici.

Tra i punti più contestati c'è anche il ruolo del deputato ligure Francesco Bruzzone, presidente della Commissione Agricoltura e relatore del provvedimento, da tempo vicino alle istanze del mondo venatorio. Le associazioni sollevano dubbi sull'opportunità di affidare l'esame della riforma a una Commissione guidata dallo stesso relatore, sottolineando inoltre che la vicepresidente Maria Cristina Caretta è a sua volta cacciatrice. Una situazione nella quale i manifestanti ravvisano un conflitto di interessi.

Le organizzazioni richiamano anche i rilievi che, secondo quanto riferiscono, sarebbero stati mossi dalla Commissione europea per possibili incompatibilità del testo con il diritto dell'Unione, in particolare con la Direttiva Uccelli. Il timore espresso è che l'approvazione della riforma possa esporre l'Italia a nuove procedure d'infrazione, con conseguenze economiche per la collettività.

La protesta riguarda anche il principio della tutela degli animali, inserito nella Costituzione con la modifica dell'articolo 9 nel 2022. Le associazioni ricordano che mammiferi e uccelli sono riconosciuti come esseri senzienti, capaci di provare dolore, paura e stress, e contestano una riforma che, a loro giudizio, amplierebbe le possibilità di abbattimento per finalità venatorie.

Durante il presidio è stato rivolto un appello ai cittadini, alla comunità scientifica, agli enti locali, agli insegnanti e agli studenti affinché facciano conoscere ai parlamentari le proprie posizioni sulla proposta di legge, anche attraverso i social network.

Per i promotori della manifestazione, la questione riguarda la gestione di un patrimonio che la legislazione italiana definisce indisponibile dello Stato e che deve essere tutelato anche nell'interesse delle generazioni future.

La mobilitazione, annunciano le associazioni, proseguirà nelle prossime settimane, in vista del passaggio parlamentare previsto per il 27 novembre.

Redazione

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