Attualità - 02 novembre 2026, 09:52

Genova punta su una rete cittadina per proteggere bambini e adolescenti: via libera a SAFE IN TOWN 2.0

La Giunta ha approvato l'adesione al progetto europeo coordinato da Defence for Children International Italia. Previsti formazione per operatori e scuole, strumenti condivisi di tutela e il rilancio del Child Advisory Board "Voci al Centro"

Genova punta su una rete cittadina per proteggere bambini e adolescenti: via libera a SAFE IN TOWN 2.0

Rafforzare la protezione di bambini e adolescenti attraverso una rete stabile che coinvolga servizi comunali, scuole, Terzo Settore e comunità cittadina. 

Questo è l'obiettivo di "SAFE IN TOWN 2.0 – Dal pilota al sistema", il progetto europeo al quale il Comune di Genova ha approvato di aderire con una delibera di Giunta. La proposta, coordinata dall'associazione Defence for Children International Italia OdV, sarà candidata al bando CERV-2026-DAPHNE della Commissione Europea, nell'ambito del programma "Cittadini, uguaglianza, diritti e valori" 2021-2027.

Il provvedimento è stato presentato congiuntamente dalle assessore Cristina Lodi, con delega al Welfare, Rita Bruzzone, per i Servizi educativi e il Diritto all'istruzione, Tiziana Beghin, per il Commercio e il Marketing territoriale, e Arianna Viscogliosi, per la Sicurezza urbana e la Polizia Locale. L'iniziativa punta a consolidare il lavoro già svolto sul territorio dai servizi sociali, dal personale scolastico e dal Nucleo Fragili della Polizia Locale, costruendo strumenti comuni e rafforzando la collaborazione con gli enti del Terzo Settore.

"La tutela dei bambini e degli adolescenti - dichiara l'assessora al Welfare Cristina Lodi - si fonda sul lavoro quotidiano dei servizi sociali territoriali, sull'ascolto delle famiglie e sulla capacità di riconoscere le situazioni di fragilità". SAFE IN TOWN 2.0, aggiunge, rappresenta un'opportunità per consolidare questo presidio e rafforzare il raccordo con i servizi educativi e sanitari. Tra le sfide indicate dall'assessora ci sono il disagio emotivo, l'isolamento sociale e i rischi digitali, rispetto ai quali diventa fondamentale dare ai più giovani voce e occasioni di partecipazione.

Un ruolo centrale sarà affidato anche alle scuole come sottolinea l'assessora Rita Bruzzone: "Insegnanti e personale scolastico sono un punto di riferimento quotidiano per bambini, adolescenti e famiglie". Il progetto potrà sostenere il loro lavoro con attività formative e strumenti dedicati alla protezione e al benessere. È previsto inoltre il rinnovo del Child Advisory Board "Voci al Centro", con il coinvolgimento di studentesse e studenti, affinché possano partecipare alla costruzione di contesti educativi sicuri e inclusivi.

L'iniziativa intende allargare la responsabilità della tutela anche ai luoghi della vita quotidiana e alle attività economiche cittadine. "Una città attenta all'infanzia è una città in cui tutti possono contribuire a una cultura diffusa di accoglienza e attenzione", afferma l'assessora Tiziana Beghin, indicando nella collaborazione con il Terzo Settore e con la comunità un elemento essenziale per promuovere il benessere dei più giovani. Sul fronte della sicurezza, l'assessora Arianna Viscogliosi richiama invece il ruolo del Nucleo Fragili della Polizia Locale come presidio di prossimità, da integrare con il lavoro dei servizi sociali e della comunità educante attraverso ascolto, prevenzione e collaborazione.

SAFE IN TOWN 2.0 rappresenta l'evoluzione di un progetto europeo già in corso, finanziato dal bando CERV-2024-DAPHNE e attivo fino al 31 marzo 2027. L'iniziativa coinvolge quattro territori: Genova, Matosinhos in Portogallo, Chania in Grecia e Strovolos a Cipro. La nuova proposta mira a estendere il modello all'intera organizzazione comunale, promuovendo politiche di protezione e benessere dell'infanzia e dell'adolescenza, le cosiddette Child Safeguarding Policy, integrate in modo stabile nelle procedure dell'ente e delle realtà coinvolte.

La durata prevista è di 24 mesi. Tra le azioni in programma figurano la definizione di procedure interne, l'individuazione di referenti e strumenti operativi per il Terzo Settore, oltre all'elaborazione condivisa di un protocollo di safeguarding per le scuole. Il progetto prevede inoltre percorsi di formazione rivolti agli operatori dei servizi sociali ed educativi, agli enti del Terzo Settore e al personale scolastico, con la possibilità di estenderli progressivamente anche ai servizi sociosanitari e sanitari e alla Polizia Locale.

Tra gli strumenti previsti ci sono una nuova edizione della "Genova Child Safeguarding Week", un corso online in lingua italiana e un modulo per formare formatori all'interno del personale comunale. Sono previsti anche momenti di scambio con altre Regioni e con la Commissione Europea a Bruxelles, per condividere esperienze e promuovere il modello genovese.

L'obiettivo è passare da una serie di interventi e competenze già presenti sul territorio a un sistema coordinato e riconoscibile, capace di rendere la tutela dei minori una responsabilità condivisa e parte integrante del funzionamento della città.

Redazione

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