La crisi dell'ex Ilva, il futuro dei 131 lavoratori Ericsson a Genova, la pressione fiscale su stipendi e pensioni e le criticità della manovra economica. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati oggi, mercoledì 4 novembre, ai Giardini Luzzati, dal segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, intervenuto nell'ambito del laboratorio sindacale "Le persone al centro: difendere il lavoro, i diritti e lo stato sociale", organizzato dalla Uil Liguria.
Particolarmente netto il giudizio del leader sindacale sulla situazione dell'ex Ilva, per la quale ha ribadito la necessità di garantire un futuro occupazionale ai lavoratori, criticando la gestione della vertenza degli ultimi anni. "È da due anni che l'Ilva è chiusa. L'ho detto in tempi non sospetti e mi sembra che ci sia un'ulteriore conferma - ha dichiarato Bombardieri -. Ho sempre sostenuto, anche con qualche discussione all'interno della nostra organizzazione, che noi dobbiamo pensare al lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici più che alla continuità produttiva, perché questa continuità produttiva di cui spesso parlano l'hanno ammazzata coloro che hanno gestito quella vertenza negli ultimi 15 anni".
Il segretario generale ha quindi espresso scetticismo rispetto alle prospettive industriali finora prospettate. "Sento parlare di idrogeno verde, ancora favole che raccontiamo ai lavoratori. Sento parlare di acciaieri che vorrebbero occuparsi dell'Ilva se qualcuno gliela compra, gliela regala e magari gli fa uno scudo fiscale. Io continuo a pensare che la produzione dell'acciaio sia comunque un problema importante per il nostro Paese, ma siccome faccio il sindacalista mi occupo prima della condizione dei lavoratori e delle lavoratrici e quindi prima di chiedere per loro lavoro, non cassa integrazione".
Bombardieri ha poi affrontato il tema delle possibili soluzioni differenziate per gli stabilimenti, con un riferimento diretto anche a Genova e agli impianti del Nord-Ovest. "Mi dispiace quando sento che alcuni siti produttivi pensano soltanto a salvarsi da soli. La vicenda dell'Ilva è una vicenda nazionale, i lavoratori dell'Ilva sono su tutto il territorio nazionale. Credo che sia un errore quando sento organizzazioni sindacali che dicono che basta salvare Genova, gli stabilimenti in Liguria o in Piemonte, e il resto non conta. Credo che sia un problema separare gli stabilimenti, credo che sia un errore separare i lavoratori e le lavoratrici. La solidarietà e la vicinanza a tutti i lavoratori prima era un principio universale, adesso evidentemente lo è solo quando conviene".
Al centro dell'iniziativa anche la manovra economica e la tassazione locale, con particolare attenzione alle ricadute su lavoratori dipendenti e pensionati. "È il percorso di mobilitazione che stiamo facendo come organizzazione perché in questo periodo si discute la manovra sia a livello nazionale che regionale - ha spiegato Bombardieri -. Come tutte le manovre, cerchiamo di portare più risorse ai lavoratori e di diminuire le tasse. La discussione che facciamo a livello nazionale la facciamo sui territori perché il peso delle tassazioni regionali è elevatissimo su stipendi e pensioni".
Sulla legge di bilancio, il leader della Uil ha riconosciuto la presenza di alcune misure positive, pur evidenziando diversi aspetti da modificare. "In manovra c'è una misura per noi importante, quella della detassazione degli aumenti contrattuali, che permetterà di facilitare il rinnovo dei contratti per 4-5 milioni di lavoratori nei prossimi due anni. C'è anche la detassazione dei premi. È chiaro però che ci sono misure che a noi non piacciono. Non ci piace come viene affrontato il tema del fisco. Continuiamo a dire che in questo Paese è necessaria la progressività".
Tra le altre criticità segnalate, la mancata piena rivalutazione delle pensioni rispetto all'inflazione e l'assenza, secondo il sindacato, di interventi adeguati sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. "Continuiamo a vedere persone morire sul lavoro ed è necessario fare investimenti, decidere di andare verso una procura unica e speciale che si occupi di questi temi", ha sottolineato Bombardieri, citando anche la scuola tra i settori sui quali la Uil intende chiedere modifiche.
A intervenire sulle vertenze locali è stato anche Giuseppe Gulli, segretario organizzativo della Uil Liguria, che ha lanciato un nuovo allarme sul futuro dei 131 dipendenti Ericsson coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo. "Il 25 novembre scade la procedura e da allora potranno partire le lettere di licenziamento per i 131 lavoratori di Ericsson. La posizione della multinazionale non è cambiata: vogliono fare a meno dei 131 lavoratori che oggi operano sul territorio di Genova. Hanno detto che hanno ritirato la procedura di licenziamento, ma non è vero".
Secondo Gulli, le misure finora prospettate dall'azienda non rappresentano una soluzione alla crisi occupazionale. "Il primo gennaio 2027, 131 lavoratori non lavoreranno più dove lavoravano prima. Gli interventi fatti sono stati mirati all'accompagnamento in pensione, non all'accantonamento dei licenziamenti. Quello che contestiamo è che queste multinazionali vengono, utilizzano le risorse pubbliche, utilizzano il territorio e poi non si curano di quello che succede ai lavoratori".
Il rappresentante sindacale ha inoltre sottolineato il patrimonio professionale che rischia di andare disperso: "Abbiamo professionalità alte, persone che potrebbero sicuramente essere ricollocate sul territorio in altre attività. È un'operazione sbagliata verso i lavoratori e verso un territorio che è stato ospitale con questa multinazionale".
Infine, Gulli è intervenuto anche sulla riorganizzazione della sanità ligure, chiedendo maggiore attenzione alle conseguenze per il personale e alla tenuta dei servizi. "Era necessario fare una manovra sul territorio come quella che è stata fatta, ma va accompagnata e gestita. Quello che è necessario è fare tavoli tecnici con il sindacato perché nessun lavoratore si può permettere di perdere un centesimo. Parliamo degli stessi lavoratori che durante il Covid chiamavamo eroi e che oggi rischiano di vedere ridotti i loro stipendi".
"È necessario intervenire sulla sanità, soprattutto in una regione che è la più anziana d'Italia e dove aumentano le necessità di cura, alle quali si aggiungono quelle legate alle disabilità. Non critichiamo la manovra per come è stata concepita, ma per come si sta gestendo. È una riforma che necessita di più tempo per dare i suoi frutti. Dalle liste d'attesa ai cittadini, fino agli stipendi dei lavoratori, alla politica chiediamo maggiore attenzione", ha concluso.






