Dalle aule del Liceo Sandro Pertini di Genova alla Camera dei Deputati, per confrontarsi direttamente con le istituzioni e interrogarsi sul ruolo delle nuove generazioni nella vita democratica del Paese. È l’esperienza vissuta dagli studenti dell’istituto genovese, vincitori del bando “Camera Giovani”, accolti ieri pomeriggio a Montecitorio dal deputato Roberto Traversi.
A dare il via al confronto è stata una domanda rivolta dagli studenti al parlamentare: “Secondo Lei, quali politiche possono essere messe in atto per favorire la partecipazione attiva delle nuove generazioni alla vita politica e democratica del Paese?”. Un quesito che ha aperto una riflessione sul rapporto tra giovani e politica, ma anche sulla responsabilità di chi rappresenta le istituzioni nel promuovere un confronto pubblico rispettoso e costruttivo.
“Prima di chiedere ai giovani di avvicinarsi alla politica - ha dichiarato Traversi - dobbiamo essere noi rappresentanti delle istituzioni a dare il buon esempio. Servono rispetto, dialogo e spirito di squadra, anche al di là delle appartenenze politiche”.
Per il deputato, un dibattito in cui si cerca di prevalere "urlando più forte degli altri” rischia di allontanare ulteriormente le nuove generazioni dalla vita pubblica.
Il messaggio rivolto agli studenti è quello di non considerarsi semplici spettatori: “Voi giovani non siete soltanto il futuro del Paese, ma una parte fondamentale del suo presente”. La partecipazione, ha sottolineato Traversi, non passa dalla contrapposizione fine a se stessa, ma dalla capacità di far sentire la propria voce attraverso il dialogo e il confronto.
Tra le proposte indicate dal parlamentare c’è il rafforzamento dell’educazione civica nelle scuole, da rendere più concreta e approfondita attraverso esperienze pratiche, campus e percorsi formativi. L’obiettivo è avvicinare i ragazzi al significato della cura del bene comune, partendo anche dai gesti quotidiani, come il rispetto degli spazi pubblici e la corretta raccolta differenziata.
Ma, secondo Traversi, non basta trasmettere conoscenze: occorre offrire ai giovani la possibilità di esercitare concretamente la democrazia. Da qui l’idea di Consigli comunali dei giovani con effettive possibilità decisionali e persino di una sorta di assessorato giovanile, attraverso cui le nuove generazioni possano occuparsi direttamente di questioni amministrative e della vita della comunità.
“La democrazia non si eredita: si impara, si costruisce e si pratica ogni giorno”, ha concluso il deputato, invitando i colleghi a non limitarsi a parlare dei giovani, ma a coinvolgerli nelle decisioni “attraverso il dialogo e il confronto, la possibilità di decidere e contribuire concretamente alla vita della comunità. Perché il presente e il futuro del nostro Paese sono anche nelle loro mani”.






