Duecento insegnanti e cento lavoratori tra il personale non docente in meno. È questo il possibile scenario per la scuola pubblica ligure a partire dal prossimo anno, se la manovra del Governo dovesse essere approvata nell’attuale formulazione. A lanciare l’allarme è Mario Lugaro, segretario generale della Flc Cgil Liguria, che annuncia battaglia contro i tagli previsti e conferma la partecipazione del comparto scuola allo sciopero generale indetto dalla Cgil per il prossimo 20 novembre.
“Se la manovra passerà così com’è stata voluta dal Governo, in Liguria dal prossimo anno avremo duecento insegnanti in meno e cento persone in meno tra i non docenti. È un fatto gravissimo e ci opporremo con ogni mezzo e con tutte le forze”, dichiara Lugaro, sottolineando la preoccupazione del sindacato per le conseguenze che le misure potrebbero avere sul sistema scolastico regionale.
La situazione ligure si inserisce in un quadro nazionale che presenta numeri altrettanto significativi. Il disegno di legge di Bilancio per il 2027 prevede infatti una nuova riduzione degli organici della scuola pubblica a partire dall’anno scolastico 2027/2028: complessivamente 6.974 posti in meno, di cui 4.925 tra i docenti e 2.049 tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata).
Un intervento che si aggiunge alle precedenti riduzioni già programmate nelle ultime manovre finanziarie. Secondo i conteggi delle organizzazioni sindacali, considerando il triennio scolastico 2025/2026-2027/2028, il saldo negativo arriverebbe così a 14.808 posti, tra insegnanti e personale Ata. Sul fronte economico, i nuovi tagli determinerebbero risparmi per circa 83,9 milioni di euro nel 2027, destinati a salire a 251,7 milioni annui dal 2028.
La riduzione degli organici viene collegata anche al progressivo calo della popolazione scolastica, conseguenza della denatalità che interessa il Paese. Una motivazione che non convince i sindacati, secondo i quali la diminuzione degli studenti dovrebbe rappresentare un’opportunità per migliorare la qualità dell’insegnamento, riducendo il numero di alunni per classe e mantenendo invariato il personale. Il tema è diventato uno dei principali terreni di scontro tra Governo e organizzazioni dei lavoratori, con critiche che arrivano da diverse sigle sindacali e dalle forze di opposizione.
La mobilitazione, spiega il segretario generale della Flc Cgil Liguria, è già in corso e raggiungerà il suo momento centrale proprio in occasione dello sciopero generale del 20 novembre. “Ci saremo anche noi del comparto scuola perché quanto prospettato dall’esecutivo è inaccettabile in tutto e per tutto”.
Nel mirino del sindacato c’è una manovra che, secondo Lugaro, avrebbe già superato la fase di semplice ipotesi. “Il testo che ha iniziato l’iter in Parlamento è in una fase molto più avanzata rispetto a quella di una semplice bozza. Anche ammesso che venga migliorato grazie al lavoro dei parlamentari, soprattutto quelli dell’opposizione, rimane preoccupante”.
La critica della Flc Cgil riguarda soprattutto l’impostazione delle politiche governative in materia di istruzione. Secondo Lugaro, il calo demografico viene utilizzato come giustificazione per ridurre gli organici, anziché trasformarsi in un’opportunità per migliorare la qualità della didattica e le condizioni di lavoro nelle scuole.
“Dietro alla scusa del calo demografico si utilizza la scure, invece di capire che sulla scuola occorre investire non solo in termini di strutture, ma anche e soprattutto in termini di persone. È vergognoso tutto questo perché da una parte si penalizza la scuola pubblica e dall'altra si dà una mano alla scuola privata”, afferma il sindacalista.
La richiesta del sindacato è quindi quella di una revisione complessiva dei provvedimenti che riguardano l’istruzione, con una retromarcia sulle misure contenute nella manovra. Una richiesta che, come riconosce lo stesso Lugaro, dovrà fare i conti con un confronto parlamentare complesso e con le difficoltà legate alle risorse disponibili.
“Tutte le nostre valutazioni sono negative, non c’è nulla da salvare nelle premesse che abbiamo letto e sentito. Chiederemo una retromarcia completa sui provvedimenti che riguardano la scuola”, ribadisce.
Il segretario generale della Flc Cgil richiama inoltre l’attenzione sulle difficoltà quotidiane già affrontate dal personale scolastico. In un contesto in cui docenti e lavoratori non docenti sono chiamati a garantire il funzionamento degli istituti spesso in condizioni di forte pressione, ulteriori riduzioni degli organici rischierebbero, secondo il sindacato, di aggravare una situazione già complessa.
La proposta alternativa della Flc Cgil parte proprio dal fenomeno della denatalità: se diminuiscono gli studenti, sostiene Lugaro, non è necessario ridurre proporzionalmente il numero degli insegnanti. Al contrario, si potrebbe cogliere l’occasione per formare classi meno numerose, mantenendo invariato il corpo docente e migliorando così le condizioni dell’insegnamento.
“Se è vero che c’è un tema di calo demografico, allora sarebbe l’occasione giusta per comporre classi meno numerose, lasciando inalterato il corpo docenti. Questo sarebbe un comportamento responsabile, questo vorrebbe dire avere una visione”.
La posizione della Flc Cgil Liguria è dunque netta: la scuola pubblica non può continuare a essere considerata un settore sul quale intervenire attraverso tagli e sacrifici. “È invece solo un settore al quale chiedere sacrifici. Non si può più tollerare. Ormai l’accanimento verso la scuola pubblica è evidente e conclamato”, conclude Lugaro.






