C'è chi arriva dall'Iraq con una borsa di studio del proprio governo, chi dall'Arabia Saudita, chi dal Marocco o dalla Tunisia. A Genova trovano un'università nella quale perfezionare la propria formazione in odontoiatria, ma anche una città in cui vivere, spesso per due anni. Cercano casa, imparano a orientarsi tra permessi di soggiorno e burocrazia, si scambiano consigli e costruiscono una rete di rapporti che continua anche una volta tornati nei rispettivi Paesi.
È il risultato di un progetto che l'Università di Genova porta avanti da quindici anni e che oggi conta 200 pre-iscrizioni ai nuovi corsi di perfezionamento, con professionisti provenienti da 18 nazioni. A coordinarlo è Stefano Benedicenti, professore associato del Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Diagnostiche Integrate, che ha un obiettivo ben più ambizioso: fare di Genova un punto di riferimento internazionale per la formazione post laurea, non soltanto in odontoiatria, ma anche in medicina e ingegneria.
Per capire come si sia arrivati fin qui bisogna tornare a quando tutto ruotava attorno a una sola tecnologia, il laser. "Sono figlio d'arte, mio padre ha portato il primo laser ottico in Europa per togliere i dolori, per l'effetto antalgico, e con lui abbiamo iniziato a organizzare master di laser. Da lì, alcune multinazionali ci hanno chiesto perché, invece di riservarli solo al mercato italiano, non li aprissimo a studenti stranieri. Così abbiamo cominciato questa attività internazionale, con master che portavano studenti da tutto il mondo. Anno dopo anno mi chiedevano se facessimo solo laser, e io rispondevo di no, che abbiamo un nutrito numero di docenti che parlano tutti benissimo l'inglese e possiamo fare anche altre cose. Da lì abbiamo cominciato a organizzare corsi di perfezionamento su tante discipline e la cosa è cresciuta, fino ad arrivare quest'anno, dopo quindici anni, a un numero molto elevato di studenti iscritti a ogni semestre".

Oggi il percorso comincia spesso a migliaia di chilometri dalla Liguria. L'Università di Genova ha costruito una rete di collaborazioni con atenei stranieri, soprattutto in Medio Oriente, dove si svolge la prima parte della formazione. Soltanto in un secondo momento, per chi decide di proseguire, arriva il trasferimento in Italia.
"Dubai, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita: gli studenti seguono le lezioni con docenti delle università locali e con docenti che l'Università di Genova manda sul posto. Dopo il corso di perfezionamento possono continuare con i due master internazionali, che invece si svolgono a Genova, e in quel caso gli studenti vengono qui per due anni".
Non si tratta, quindi, soltanto di attirare iscrizioni dall'estero, ma di costruire rapporti tra università che permettano ai professionisti di continuare a formarsi e specializzarsi. E il riconoscimento più significativo, secondo Benedicenti, è arrivato proprio da uno dei Paesi con cui l'Ateneo collabora.
"Corsi del genere ci sono in tante università italiane, ma non ce ne sono molte che hanno puntato sull'internazionalizzazione. Una cosa molto bella, dal mio punto di vista, è che il governo iracheno ha scelto Genova come unica sede in Italia nella quale mandare studenti con borse di studio. Normalmente sono molto anglofoni e mandavano gli studenti esclusivamente in Inghilterra e negli Stati Uniti. Il fatto che tanti studenti iracheni, negli anni, siano venuti qui privatamente ha portato il governo a chiedere di poter mandare studenti con borse di studio. Io voglio sperare che sia legato alla qualità di quello che ricevono: facciamo questi master da quindici anni, e il feedback degli studenti precedenti ha portato a questa crescita esponenziale nel numero di studenti che vengono a Genova".
Per molti studenti intraprendere questo percorso significa affrontare un trasferimento dall'altra parte del mondo, con tutte le difficoltà pratiche che comporta. Negli anni si è formata una piccola comunità internazionale, nella quale sono spesso gli studenti stessi ad aiutare i nuovi arrivati. "Si è creato un bellissimo gruppo. Siccome sono qui tutti i giorni, si aiutano anche sulle cose pratiche, come trovare l'appartamento, il permesso di soggiorno, il visto. È un bel gruppo di colleghi che vivono l'Università di Genova e, in odontoiatria in particolare, sono molto collaborativi: quando uno mi chiede una cosa, dopo dieci minuti me la chiedono tutti quanti, perché hanno il gruppo WhatsApp".
Una presenza che ha ricadute anche sulla città: gli studenti affittano abitazioni, frequentano le attività commerciali, conoscono il territorio e spesso lo raccontano a chi è rimasto a casa. E Genova, sostiene il professore, ha caratteristiche che potrebbero renderla competitiva rispetto a destinazioni universitarie ben più conosciute.
"È una città che gli stranieri amano molto, perché è tranquilla, con un buon clima e una buona qualità di vita. Quando vanno in gita, alle Cinque Terre, a Portofino, ma perché no anche a Serravalle, sono tutti contenti. Non c'è grande criminalità, i prezzi sono contenuti, non c'è traffico. Genova potrebbe diventare una città molto attrattiva per la formazione post laurea internazionale".

Il punto, adesso, è capire se un'esperienza consolidata nell'odontoiatria possa diventare qualcosa di più grande. Perché fermarsi ai dentisti, se lo stesso sistema di collaborazioni internazionali potrebbe funzionare anche per altre professioni?
"L'idea è di utilizzare il modello virtuoso che abbiamo costruito sull'odontoiatria per espanderlo ad altri ambiti. A Genova abbiamo eccellenze assolute sia in medicina sia in ingegneria, e queste eccellenze potrebbero dare un contributo molto importante, anche perché le stesse università con cui abbiamo accordi per l'odontoiatria hanno anche medicina e ingegneria. Sarebbe bello creare un polo internazionale con Genova come capofila, che porti non solo studenti di odontoiatria, ma anche di medicina, di ingegneria e di altre discipline".
Un’ipotesi che ha già cominciato a circolare anche fuori dall’Ateneo. Ne abbiamo parlato in occasione della cerimonia del 3 luglio, dedicata alla consegna degli attestati, alla quale hanno partecipato numerosi studenti, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali. L’idea di estendere il progetto oltre l’odontoiatria è stata accolta con grande interesse. C'è poi un interlocutore decisivo, il nuovo rettore Antonio Uccelli, con il quale Benedicenti vorrebbe mettere l'esperienza maturata in questi anni a disposizione degli altri dipartimenti, senza dover ripartire ogni volta da zero. "Con il rettore Uccelli ci siamo già incontrati alcune volte e sarei felice di fare da ponte con i colleghi di altre discipline, che potrebbero organizzare master internazionali anche al di fuori dell'odontoiatria. Sull'odontoiatria il progetto è consolidato, sulle altre discipline è un work in progress".
Il meccanismo che ha permesso al progetto di crescere si è basato sul passaparola di chi ha studiato a Genova e ha parlato della propria esperienza nel paese d’origine, contribuendo ad attirare altri colleghi e, in alcuni casi, l'attenzione delle istituzioni.
"Sono particolarmente soddisfatto di questo risultato, perché le duecento pre-iscrizioni rappresentano un importante traguardo per i nostri corsi di perfezionamento, ma soprattutto danno conferma della credibilità e dell'attrattività internazionale dell'Università di Genova. Il nostro Ateneo ha dimostrato di possedere tutte le qualità necessarie per competere ai massimi livelli nella formazione universitaria internazionale: competenze scientifiche, qualità della didattica, capacità organizzativa e una visione aperta al mondo. È un patrimonio di cui dobbiamo essere orgogliosi e che merita di essere valorizzato. Desidero sottolineare il ruolo fondamentale dell'Università di Genova e del Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Diagnostiche Integrate, che, attraverso la propria autorevolezza accademica e la disponibilità a sviluppare nuove collaborazioni, rende possibile la costruzione di questi importanti ponti con l'estero. Ogni professionista che sceglie di formarsi qui diventa un ambasciatore della qualità della nostra Università nel proprio Paese. Il valore più importante del progetto è creare relazioni internazionali solide e durature, capaci di generare nuove opportunità per la ricerca, per la formazione e per il territorio; il mio auspicio è che questo modello possa continuare a crescere, rafforzando ulteriormente il prestigio dell'Università di Genova nel panorama accademico mondiale".






