Cronaca - 19 giugno 2022, 18:44

Ciclisti occupano l'ingresso della carrozza per disabili e attaccano la madre di un bimbo autistico: "Suo figlio è maleducato, scenda dal treno"

Ignobile episodio a bordo del regionale tra Vesima e Brignole. L'amarezza della donna che si è vista chiedere dal capotreno i documenti che accertano la disabilità del figlio Andrea

Ciclisti occupano l'ingresso della carrozza per disabili e attaccano la madre di un bimbo autistico: "Suo figlio è maleducato, scenda dal treno"

Un altro caso di discriminazione nei confronti di un disabile su un treno. Dopo il caso dei ragazzi a cui è stato impedito l'accesso all'Intercity per Milano, ieri Maria, madre di Andrea, un bambino autistico si è vista umiliata a bordo del regionale che porta da Vesima a Brignole, da due ciclisti che occupavano indebitamente l'accesso alla carrozza per disabili. Maria racconta di aver chiesto ai due di poter spostare le bici per permetterle di passare insieme al figlio. “Dove c... le mettiamo le bici?”, le hanno risposto i due.

Ho detto loro che non potevano occupare un vagone destinato ai disabili, ma mi hanno risposto che non vedevano disabili”, racconta Maria, che quando ha spiegato che il figlio, che nel frattempo era diventato irrequieto, soffre di autismo si è sentita rispondere: “Suo figlio non è disabile, è solo maleducato”.

Non ci ho visto più, - racconta la donna a La Voce di Genova – ho cominciato a urlare, tanto da attirare il capotreno a cui ho comunque dovuto mostrare la documentazione di Andrea per dimostrare la sua disabilità, che non è evidente, perché mio figlio non è in carrozzina, né ha segni evidenti della sua malattia”.

A quel punto i ciclisti sono stati fatti scendere, ma prima hanno umiliato Maria e Andrea dicendo che il bambino, in quanto autistico non potrebbe salire sul treno.

Un episodio analogo è capitato oggi al mare, dove alcune donne hanno rimproverato Andrea di essere maleducato. “Ho detto loro che purtroppo mio figlio è autistico, - racconta Maria - mi hanno risposto che allora al mare non potrebbe venirci. La colpa non è del tutto loro, purtroppo la società non accetta le persone disabili perché il mondo della disabilità è totalmente oscuro per chi non la vive”.

L'episodio è stato commentato da Marco Macrì, rappresentante delle 1200 famiglie genovesi con un minore disabile: “La domanda sorge spontanea:  un bimbo disabile se non in carrozzina, se non down con tratti fisiognomici che ne evidenziano lo stato, se non ipovedente, non è per i cittadini e per Ferrovie dello Stato (quella carrozza deve sempre essere fruibile e con sole persone disabili e accompagnatori, nasce per questo) un cittadino fragile che va difeso e tutelato e pertanto bisogna  girare con i documenti in mano del proprio congiunto e sbandierarli per ottenere un diritto perché si pensa che si possa prevaricare?
I bimbi portatori di handicap con problemi di neurosviluppo, autistici non hanno tratti che ne evidenzino la loro condizione e quindi non sono identificabili”.

Francesco Li Noce

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