Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sarà a Genova il 2 settembre per discutere il futuro dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano e l’ipotesi del forno elettrico; visita durante la quale, inoltre, incontrerà le associazioni per un confronto. Diversi comitati cittadini, ma non tutti, hanno già confermato la loro partecipazione agli incontri, con l’obiettivo di ribadire in maniera chiara e determinata la loro contrarietà al progetto.
“Non andremo al tavolo per trattare, per raggiungere compromessi – spiega Antonio Lo Vecchio, portavoce del coordinamento delle associazioni 'No Forno Elettrico a Cornigliano’ – andremo per ribadire in maniera secca e determinata che è no al forno elettrico e mai più area siderurgica calda a Cornigliano”.
Presente anche l’associazione storica 'Donne di Cornigliano', rappresentata da Patrizia Avagnina, che vent’anni fa fu protagonista della chiusura dell’area a caldo e che rimane ancora oggi "un punto di riferimento per la comunità”, sottolinea Lo Vecchio. “Io, per storia e per memoria, quando ho l’occasione di spiegare e di controbattere non mi tiro mai indietro. Per questo, all’arrivo del ministro Urso, come Donne di Cornigliano sarò presente. Per quanto mi riguarda, ci sarò e saremo presenti all’incontro”, afferma Avagnina.
Tra i comitati che non andranno all'incontro, il 'No forno elettrico' e 'Cornigliano per la città': "Non andremo neppure noi - afferma Giampiero Morstabilini, presidente del comitato 'Cornigliano per la città' -, però in questo caso il coordinamento andrà con una rappresentanza di due elementi, e nel caso venissero auditi leggeranno un comunicato approvato da tutte le associazioni aderenti, compreso il nostro comitato. in questo momento - conclude -, la situazione è estremamente delicata ed è doveroso vigilare che nessuno metta il cappello all'iniziativa".
La mobilitazione continuerà con una manifestazione pubblica e una passeggiata lungo via Cornigliano il prossimo 4 settembre prevista alle ore 17.00, definita dal coordinamento come “la prima di una serie di iniziative e convegni”, che vedrà la partecipazione non solo di tutte le associazioni di Cornigliano, ma anche di realtà di Pegli, Sestri, Sampierdarena e di Genova. “Sono invitati i corniglianesi che hanno a cuore l'avvenire del quartiere e la salute dei propri cari e tutti i genovesi che per la città non vogliono il ritorno della siderurgia in mezzo alle case ma un futuro industriale pulito!”, si legge nel volantino reso pubblico.
L’obiettivo è non solo ribadire il no ma anche spiegare in modo chiaro e documentato che il rifiuto del forno elettrico non è impulsivo, ma frutto di anni di danni subiti dalla comunità, tra cui problemi di salute legati alle polveri sottili e all’inquinamento industriale. "Stiamo facendo una ricerca seguendo fonti attendibili e ci stiamo avvicinando a risultati spaventosi", chiarisce Lo Vecchio.
Inoltre, i partecipanti si presenteranno vestiti di bianco o con tute usa e getta bianche, simbolo del lavoro: “Diciamo no a quel tipo di lavoro – aggiunge Lo Vecchio – ma sì ad attività che possano rendere di più e inquinare meno. È tempo che qualcuno risponda del perché quest’area è rimasta ferma per vent’anni”.
Il portavoce del coordinamento annuncia così un autunno e un inverno di mobilitazioni e convegni alla presenza anche di figure scientifiche che "spiegheranno le motivazioni del no", con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sulla salute dei cittadini e sul "rispetto degli accordi che hanno sancito la fine della siderurgia a caldo a Cornigliano".






