Attualità - 09 settembre 2025, 08:00

Ex Marconi, riparte la rigenerazione urbana dell'area: via alla demolizione per il nuovo polo multifunzionale

Investimento da circa ottanta milioni di euro e due anni e mezzo di lavori per consegnare entro il 2028 la nuova piazza Guglielmo Marconi, uno studentato da seicento posti e spazi per start-up. Lo studio valuta anche una novità: una passerella per collegare direttamente la scuola con la piazza

Sono ufficialmente ripartiti i lavori di bonifica e riqualificazione dell’area ex Marconi a Sestri Ponente, uno dei fronti più attesi di rigenerazione urbana a ponente. Dopo l’avvio a luglio con lo svuotamento dei locali e la bonifica dei silos interni, in questi giorni prende corpo la fase di demolizione vera e propria, primo passo per la nascita di un grande centro multifunzionale che ridisegnerà il volto di via Siffredi.

Secondo i rendering mostrati lo scorso marzo al Teatro Verdi, il cuore del progetto sarà la nuova piazza Guglielmo Marconi, spazio pubblico che aprirà il quartiere verso un’area oggi in disuso, nota come “ex Torrington”, e l'edificio che sorgerà all'interno del perimetro dell'area. 

A illustrare l’avanzamento è stato il direttore esecutivo Pietro Nicolazzi: “I lavori sono iniziati a luglio con lo svuotamento dei locali, dove erano presenti i silos da bonificare. Dopo l’estate siamo partiti con la rimozione delle carpenterie esterne e ora iniziamo la demolizione vera e propria. Abbiamo atteso per rispetto alla delicatezza del contesto, con la presenza della rsa vicina, e non ce la siamo sentita di procedere in piena estate. Noi siamo gente di lavoro, non seguiamo colori politici: cambiata la giunta, non cambia il nostro modo di operare, perché lavoriamo per la città”.

Nicolazzi ha inoltre ribadito la volontà di puntare su servizi e spazi di aggregazione: “Sul supermercato non voglio investire, preferisco dare spazio alla popolazione. Il centro di Sestri è sempre pieno di gente, più del centro città: era impensabile non dare continuità a questa vitalità”.

La regia progettuale è affidata allo Studio Bonanziga. L’architetto Matteo Bonanziga spiega: “La fase di demolizione durerà circa sei mesi, a partire da settembre. Con il Comune stiamo definendo le carte propedeutiche, mentre puntualizziamo il progetto già presentato al Verdi. L’obiettivo è avere a primavera l’area pronta per il cantiere del progetto definitivo. La piazza Guglielmo Marconi sarà uno degli elementi centrali, ceduta al Comune e destinata a uso pubblico. Vogliamo trasformare un ‘non luogo’ in un nuovo polo di riferimento per il quartiere”.

Sul cronoprogramma, Bonanziga è chiaro: Parliamo di 5-6 mesi di demolizioni e circa 24 mesi di realizzazione. Concluderemo tra il 2027 e il 2028. Non è un progetto piccolo”.

L’intervento, dal costo complessivo stimato tra i 70 e gli 80 milioni di euro, prevede un ampio mix funzionale. Tra i punti di forza, lo studentato da 600 posti che, sottolinea Nicolazzi, “sarà uno dei più grandi d’Italia, un sogno che a Genova nessuno aveva mai realizzato e che stiamo portando avanti noi”.

Il concept ruota intorno alla rigenerazione urbana e alla sostenibilità: spazi verdi, riduzione delle isole di calore, aree per start-up e incubazione di lavoro. In sommità è prevista una terrazza panoramica aperta, pensata per incontri e attività collettive, con affaccio diretto sul mare.

La prima fase di demolizione riguarderà i corpi di fabbrica a sud, che oggi isolano il quartiere: “Vogliamo subito eliminare questa barriera, togliendo pericoli e senso di oppressione”, afferma Bonanziga. Il cantiere, dopo la fase di demolizione, sarà “trasparente”: la cittadinanza avrà modo di vedere lo stato dei lavori, anche tramite pannelli illustrativi che, all'interno della struttura, mostreranno come sarà in via definitiva a lavori completati. 

Non manca un’anticipazione: si sta valutando il recupero della passerella di via Giotto, inizialmente prevista per la demolizione. “Città metropolitana ci ha chiesto di abbatterla, ma stiamo ragionando se riproporla per collegare scuola e nuova piazza, garantendo un attraversamento sicuro e un legame diretto con il quartiere”, spiegano i progettisti.

Il presidente del Municipio Medio Ponente Fabio Ceraudo sottolinea il valore strategico dell’operazione: “È una rigenerazione urbana che porta un valore aggiunto e integrato alle scuole Bergese e Rosselli, già coinvolte dalla rigenerazione Pnrr e diventate istituti di alta eccellenza. Si inserisce nel contesto più ampio di riqualificazione che ha interessato lo slargo tra via Giotto e via Borzoli. Così rendiamo Sestri Ponente sempre più vivibile e attrattiva, in continuità con la riqualificazione del complesso scolastico Bergese e Rosselli e il largo di via Giotto che abbiamo intitolato ad Alessandro Fontana”.

Sulle attività commerciali legate al progetto, Ceraudo è netto: “Non si parla assolutamente di supermercati. Eventuali attività saranno collegate al co-housing e allo studentato, quindi bar o servizi integrati. La grande distribuzione è esclusa”.

Infine, un richiamo al valore identitario: “Recuperiamo un edificio ex industriale lasciando un ricordo vivo con la piazza Marconi, che è parte della storia del territorio e restituisce un valore aggiunto alla delegazione”.

Il futuro dell’ex Marconi si gioca dunque su un equilibrio tra investimento privato e funzione pubblica, con l’obiettivo di restituire a Sestri Ponente un’area oggi abbandonata e trasformarla in una nuova centralità urbana. Un intervento che, se rispettato nei tempi, potrà consegnare entro il 2028 uno spazio vitale, innovativo e aperto alla comunità.

Federico Antonopulo

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