Prosegue oggi, e continuerà per tutti i venerdì successivi, ‘Alla scoperta dei Forti’, un servizio seriale de ‘La Voce di Genova’ dedicato a una delle ricchezze più straordinarie del nostro territorio: il sistema fortificato che abbraccia la città dalle alture. Un patrimonio unico, che racconta secoli di storia militare, politica e sociale. Un viaggio tra Medioevo e Ottocento, tra leggenda e realtà, sempre con lo stesso filo conduttore: l’amore per Genova e per le sue eccellenze. Buon viaggio insieme a noi, alla scoperta dei Forti!
Alzando lo sguardo da Sampierdarena, a centosessanta metri di altitudine, si scorge il Forte Crocetta, una delle testimonianze più suggestive del sistema difensivo che per secoli ha protetto la città. Dalla sua posizione domina la valle del Polcevera e offre un panorama che racconta il passato militare e lo sviluppo urbano di Genova.
Prima che venisse eretto il forte, sul sito sorgeva un convento degli agostiniani con una piccola chiesa dedicata al Santissimo Crocifisso, completato nel 1609. La trasformazione dell’area in struttura militare iniziò dopo l’annessione di Genova al Regno di Sardegna: tra il 1818 e il 1830 il complesso religioso fu demolito e sostituito dalla nuova fortificazione, concepita con pianta pentagonale, cortile interno, fossato e ponte levatoio. L’ala nord venne poi ampliata per ospitare le truppe, con ambienti protetti da volte e terrapieni.
La funzione del forte non si limitò a presidio difensivo: nel 1849, durante i moti popolari genovesi, divenne anche luogo di prigionia per i rivoltosi. Con il tempo perse la sua importanza strategica: già nel 1914 fu dismesso come presidio e privato delle artiglierie. Durante la Seconda guerra mondiale venne utilizzato come rifugio per gli sfollati, mentre in seguito fu abitato saltuariamente fino ai primi anni Sessanta.
Oggi il Forte Crocetta è di proprietà del Comune di Genova, che nel 2015 ne ha ottenuto il trasferimento (proprietà e concessione) con l’obiettivo di restituirlo alla città. Il progetto di valorizzazione punta a trasformarlo in uno spazio aperto e polifunzionale: luogo destinato ad attività sportive, ludico-ricreative e culturali, iniziative sociali e didattiche, e con la possibilità di ospitare orti comunitari.
Il forte è raggiungibile sia in auto sia a piedi, lungo le tipiche “creuze” genovesi che risalgono da Sampierdarena. È una meta apprezzata dagli escursionisti e dagli amanti delle passeggiate storiche, spesso inserita in itinerari che toccano anche altre fortificazioni della cinta difensiva genovese.







