Due saracinesche abbassate nel giro di pochi giorni, entrambe sul lungomare della delegazione. La crisi del commercio al dettaglio ‘morde’ a Pegli e a farne purtroppo le spese sono due boutique molto radicate sul territorio ed entrambe molto ben inserite nel panorama commerciale e associativo: ‘C’era una volta’ e ‘Tres Chic’, la prima specializzata in abbigliamento e accessori per bambine e bambini, la seconda, invece, incentrata su abbigliamento e accessori per le donne.
Sono la seconda e la terza chiusura dopo l’addio, qualche settimana fa, da parte di ‘Prima Donna’, marchio in franchising dedicato alle calzature da donna. Il panorama commerciale di Pegli è in continua evoluzione e, come detto già in un altro articolo (leggi qui), non sempre questo è un fatto positivo: perché al posto del commercio al dettaglio e delle piccole imprese arrivano negozi di servizi, o negozi di assai minor prestigio, e questo quando le cose vanno meglio; se vanno peggio, invece, rimangono dei fondi non occupati, con conseguente ed enorme impoverimento per tutto il contesto.
Nei casi specifici, al posto di ‘C’era una volta’ arriverà il negozio di parrucchiere ‘New Era’: si trova già sul lungomare, un po’ più a levante, ma il trasloco consentirà di ampliare gli spazi, e poi pure questa è un’attività storica della delegazione e molto ben accolta. Al posto dell’attuale ‘New Era’, secondo le voci, si collocherà un barbiere multietnico, l’ennesimo che nasce a Pegli nel giro di pochi anni.
Per quanto riguarda invece ‘Tres Chic’, l’attività non si ferma: andranno avanti le vendite online, mentre è solo il negozio fisico a compiere un passo indietro, quindi per il momento non ci sarà nessuna variazione dal punto di vista delle insegne. “Stiamo completando - afferma Raffaella Grasso, presidente del Civ Riviera di Pegli - l’elenco delle attività che mancano in delegazione e ci rendiamo conto che stanno iniziando a diventare molte. Ci sono tipologie commerciali che da tempo non esistono più mentre tra quelle esistenti la crisi colpisce in particolare il settore dell’abbigliamento”.
Difficile andare avanti, tra affitti spesso troppo elevati e spese di ogni tipo: ecco perché i commercianti tradizionali alzano bandiera bianca, lasciando il campo a investitori che non hanno la stessa sensibilità e attenzione, né dal punto di vista estetico né da quello dell’offerta di prodotti. Un tempo le boutique a Pegli erano uno dei fiori all’occhiello della delegazione: ora si stanno spegnendo una dopo l’altra, e questa retromarcia è l’esatta fotografia di dove sta andando il commercio, sempre più diretto verso i centri commerciali e l’online e sempre meno orientato alla piccola bottega e all’impresa individuale o familiare.
Nel frattempo, è tutto un fiorire di barbieri multietnici, di punti con i distributori automatici, di mini market e quant’altro: un processo che, a essere oggettivi, è praticamente irreversibile, perché quando una bottega storica si ritira, difficilmente si potrà vedere nel futuro qualcosa di analogo. Tanti commercianti resistono, ma chi non ce la fa non si può certo biasimare: prima di chiudere, i piccoli imprenditori le tentano sempre tutte. Ed è anche per questo che sono così preziosi. Quando lo si capirà, però, sarà ormai troppo tardi.






