“Il Municipio si è speso tanto per il Pratone di Quarto, ma l’area non è nostra”.
Lo sottolinea con un velo di malcelata amarezza il presidente del Municipio Levante Federico Bogliolo, tornando a parlare di un’area fondamentale per la zona, ma anche per la città tutta.
Dopo la denuncia raccolta dalla redazione de La Voce di Genova, Bogliolo ricostruisce nel dettaglio l’iter amministrativo e respinge le accuse di immobilismo.
Il presidente di Municipio, ribadendo l’impegno personale e istituzionale per il territorio, entra nel dettaglio della vicenda partendo proprio dalla titolarità dell’area.
“Quell’area - spiega - è data in concessione dalla Città Metropolitana alla Direzione Patrimonio ormai più di due anni fa”. Per quattro anni era stato attivato un contratto e, su sollecitazione del territorio, la Direzione Patrimonio del Comune aveva pubblicato un bando per affidare la gestione sulla falsa riga di quanto fatto con i depuratori di Sturla e Quinto.
Il progetto vincitore, sottolinea, prevedeva una riqualificazione importante: “La previsione era quella di un bistrot, di un campo da padel”, progetto per cui lo stesso municipio si era attivato preparando l’area con interventi di pulizia e accessibilità per far si che i lavori potessero iniziare nella migliore delle condizioni.
Ma i lavori non sono mai partiti. Bogliolo prosegue: “Il concessionario ha comunicato di aver avuto problemi familiari e di salute che non gli hanno consentito di iniziare i lavori”. Questa situazione ha fatto partire numerose sollecitazione al Comune da parte del Municipio. “Abbiamo segnalato diverse volte la necessità di fare qualcosa o contattare il privato e stimolarlo a intervenire oppure rivalutare la situazione”, sottolinea ancora Bogliolo.
Con il cambio di amministrazione, nell’autunno-inverno 2025, si è aperto un nuovo capitolo.
“L’assessore Patrone ha incontrato i concessionari ma noi, Municipio, non ne eravamo a conoscenza”. Da qui, una serie di telefonate per riuscire ad avere informazioni circa l’esito dell’incontro. “Mi è stato detto che è stata chiesta una concessione al Comune per l’impossibilità di iniziare i lavori nei tempi previsti” ma, a oggi, non sembra siano pervenute risposte tanto che il concessionario ha rilasciato le aree.
“Formalmente - prosegue ancora il presidente di Municipio - dal Comune non abbiamo nessun tipo di comunicazione o condivisione. Quello che so è perché ho chiesto ai funzionari”.
Ora la palla è tornata a Palazzo Tursi. “Il Comune di Genova, che rientra nel possesso delle aree, deve avviare una doppia interlocuzione: la prima con Città Metropolitana per capire se intendono lasciare l’area al Comune; poi deve iniziare a capire cosa vuole fare: un altro bando, darla al Municipio o mantenerla”.
Bogliolo distingue poi tra l’area oggetto della concessione e quella adiacente, che invece è comunale e sulla quale il Municipio è intervenuto direttamente: “Abbiamo messo una porta per giocare a calcio per bambini e vedi quanto è utilizzata perché lì davanti non c’è più erba. Ancora, abbiamo sostituito tutti i giochi”.
Sul Pratone, evidenzia ancora Bogliolo, l’attenzione è sempre stata altissima ma senza mai poter intervenire direttamente perché il Municipio non è tra gli enti coinvolti.
La chiusura è netta: “Se avessi la disponibilità, la settimana prossima pubblicherei già il bando”.






