Attualità - 16 febbraio 2026, 19:42

Ex Ilva, sindacati a Confindustria: “No allo sciacallaggio sulla pelle dei lavoratori”

Fiom, Fim e Uilm contro l’ipotesi di dividere la trattativa tra Taranto e gli stabilimenti del Nord: “Difendiamo l’integrità del gruppo e l’accordo di programma”

Ex Ilva, sindacati a Confindustria: “No allo sciacallaggio sulla pelle dei lavoratori”

Si apre un nuovo fronte di scontro nella già complessa vertenza ex Ilva. Al centro della disputa c’è la proposta avanzata da Confindustria Alessandria e Confindustria Genova di separare il destino dell’acciaieria di Taranto da quello degli stabilimenti del Nord (Genova Cornigliano e Novi Ligure). Una mossa che ha scatenato la durissima reazione unitaria di Fim, Fiom e Uilm, che vedono in questa frammentazione un pericolo mortale per la tenuta occupazionale.

Le organizzazioni sindacali non usano giri di parole per definire la posizione degli industriali, parlando apertamente di un tentativo di approfittare della crisi per smantellare l'unità produttiva del gruppo siderurgico. "Apprendiamo da un comunicato di Confindustria Alessandria e Confindustria Genova dell’invito - a cui chiediamo una determinata risposta da parte del Governo - di dividere la trattativa di Taranto da quella degli stabilimenti del Nord. Nel comunicato di Confindustria emerge chiara la volontà di una vera e propria operazione di sciacallaggio, tra l’altro spesso accennata, ma ora palesata senza scrupoli, ai danni dei lavoratori ex Ilva".

Secondo i sindacati, la forza del gruppo risiede proprio nella sua sinergia nazionale. Dividere le sorti degli stabilimenti significherebbe, per i rappresentanti dei lavoratori, tradire l'Accordo di Programma che garantisce il reddito e il posto di lavoro a circa 20.000 famiglie in tutta Italia.

Il sindacato ribadisce la propria visione di modernizzazione, che non passa per la divisione ma per l'innovazione tecnologica: "Siamo sempre stati assolutamente favorevoli ai forni elettrici a Genova e a Taranto e che in particolare che Genova e Novi Ligure avessero le proprie produzioni da forno elettrico. Prospettiva promossa dal Governo che vedeva favorevoli anche le Istituzioni locali, convergenti sul piano dei commissari".

Il timore espresso dai metalmeccanici è che dietro la proposta di Confindustria si celino interessi immobiliari ed economici legati alle aree degli stabilimenti liguri e piemontesi, considerate "appetibili" dal mercato. "Abbiamo sempre auspicato la presenza di industriali Italiani nelle cordate che si presentavano per l’acquisizione della ex Ilva e la loro assenza, probabilmente, concorre alle difficoltà attuali della soluzione della vertenza. Soluzione che non può arrivare con la resa e la svendita delle aree, questo, i lavoratori e i loro rappresentanti, non lo permetteranno".

La nota si chiude con un appello al Governo affinché non ceda alle pressioni territoriali che mirano a spezzare il fronte della trattativa, ribadendo che la priorità assoluta resta la tutela occupazionale in tutti i siti produttivi del Paese, senza distinzioni tra Nord e Sud.


 

Redazione

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